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articoli di
Gianni Marcarino
nella sezione
design
La Fiera e la Moda
24/4/2011
La Fiera del Mobile di Milano anche quest'anno ha suscitato un grande interesse ed i media si sono
buttati a capofitto nella cronaca e nel commento delle giornate dedicate al mondo dell'arredo e del design.
Mi ha colpito un lungo servizio del TG5. E' stata esaltata una variegata passerella di stilisti con le loro ultime creazioni legate al gusto della maison.
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Di Lusso
11/1/2009
Un amico mi consiglia un libro: De Luxe di Dana Thomas, (De Agostini). Il sottotitolo è già una dichiarazione: Come i grandi marchi hanno spento il lusso. L’autrice è una giornalista di moda che ha scandagliato a fondo il mondo griffato della cosiddetta”industria dei beni di lusso”. Storia di aziende e personaggi, interviste, fatturati ed una tesi: l’arte di produrre oggetti esclusivi è stata sostituita da un unico obiettivo, il profitto.
Un tempo lo stilista era fondatore e proprietario dell’azienda, ne determinava lo stile, la ricerca, per creare oggetti da desiderare ed acquistare da un pubblico ristretto, perché il vero lusso era qualcosa “pensato per te e per nessun altro”.
ADI
13/7/2006
Lunedì 10 luglio sono stato invitato presso la sede ADI, in Milano, ad
un incontro per definire la nascita della Delegazione Distribuzione omonima.
ADI, ovvero Associazione per il Disegno Industriale che riunisce dal 1956 progettisti,
imprese, ricercatori, insegnanti, critici e giornalisti intorno ai temi del design.
Per l'ADI il design è la progettazione culturalmente consapevole, l'interfaccia
tra la domanda individuale e collettiva della società e l'offerta dei produttori.
Interviene nella progettazione di prodotti, servizi, comunicazione visiva, imballaggio,
architettura d'interni, e nella progettazione ambientale.
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Design inerba
2/11/2003
"La storia di questo oggetto: "erba voglio" (nome del tavolino)
è nato così per gioco, facendo girare la matita sul foglio bianco
cosa che capita soprattutto nelle ore notturne dopo una giornata di "copia-incolla"
o peggio "specchia" davanti ad un PC.
L’oggetto è vivo, ha bisogno di cure, va innaffiato, potato, concimato
e non solo spolverato ed osservato dai potenziali fruitori (negazione del concetto
della massaia/o con il pallino dell’ordine e della pulizia es. pattine
per non rigare il pavimento da 150 euro al mq.) non ha alcun senso."
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Londra. 100% design
4/10/2003
Sul Sole 24 ore di Domenica 28 Settembre, Joseph Grima racconta il primo London Design Festival.
Tra i promotori, Terence Conran, figura mitica del Design inglese, creatore dei negozi Habitat già negli anni '60. Scopo della manifestazione è creare un rapporto tra designer, produttori e ricercatori, attraverso eventi quali l'expo d'interni 100%Design, 100%Guaranted ed il World Creative Forum, punto d'incontro tra personaggi e figure eterogenee, tratte da ogni disciplina, da Daniel Libeskind all'hacker che violò il sito dell'Fbi.
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Contro-contro design
15/9/2002
Philippe Starck ha disegnato, o forse solo ridisegnato,una serie di elementi per bagno, prodotti in gran serie dalla Duravit e destinati, ovviamemente, ai grandi numeri, alla gran distribuzione, alle forniture. Il prezzo di questi accessori deve essere per sua natura contenuto ed il lavoro di un designer di fama e qualità come Starck è quello di dare dignità estetica a prodotti normalmente abbrutiti dalla presunzione di dare fogge “classiche”, in stile, senza peraltro usare ironia o cattiveria a prodotti di largo consumo popolare: insomma il kitsch.
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Enzo Mari
22/7/2002
Enzo Mari, in un intervista concessa a Federmobili (n. 5 del 2002) conferma la sua posizione critica verso il marketing e gran parte della produzione industriale attuale.
“ Per me il vero design è di chi produce non di chi compra”: Questo pensiero sintetizza un modo chiaro di vedere il design come percorso che parte da una filosofia di fondo del progettista, il quale incontra l’artigiano/industriale produttore disponibile a condividere una strada comune. Nascono così prodotti con un contenuto “ forte”; oggetti che a distanza d’anni mantengono un significato ed un valore non solo economico ma anche culturale e sociale.
Architettura e design
26/5/2002
Si può stabilire oggi un ordine gerarchico tra design, in particolare quello
"domestico", ed architettura?
Chi lavora nel campo dell'arredo si trova nella condizione di completare lo spazio con oggetti che hanno il compito di qualificare, di porre accenti, di soddisfare funzioni materiali e spirituali. Spesso è lo stesso architetto che ha pensato l'edificio a scegliere gli arredi; a volte questo compito viene demandato allo specialista, all'arredatore.
Questo primo aspetto pone un problema sull'importanza che viene attribuita agli arredi, agli elementi decorativi.
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Nel numero 340 della rivista Arte, Alessandra Redaelli , a proposito di
industrial design,propone un'intervista all'architetto
Piero Lissoni art director di Boffi, nota azienda produttrice
di mobili per bagno e cucina.
Il tema è lo"stile " minimal: "dominanza di linee orizzontali e
verticali, niente sbavature, niente che non sia assolutamente indispensabile".
Tanto che Lissoni contesta il termine minimal a cui preferisce la
parola semplice. Secondo tema che l'articolo sfiora è l'avvicinarsi
tra il mondo della produzione industriale,del commercio ed il mondo
dell'arte.
Design: vita o monumento?
30/5/2001
Riflessione di mezza estate: perché l’adesione a quella che potremmo definire un’evoluzione del gusto, dell’estetica verso nuove proposte ed esperienze sono un fatto acquisito in campi come la moda, l’abbigliamento, l’auto, diventa invece una faticosa via crucis quando si tratta d’architettura, d’arredo? Che cosa spinge il giovane professionista di sicuro prossimo successo ad affiancare una splendida (TT) Audi, un ‘abito di Prada ed una camera di plastica finto Barocco (piazzata magari in una palazzina centro-città con interno tipo Mulino Bianco)?
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Arredo, architettura e società.
20/5/2001
Una visita al Salone del Mobile di Milano offre un panorama complessivo
sull'arredamento. L'occhio con cui guardo sedie, tavoli, divani, è quello di chi al museo osserva un quadro od una scultura. Analizzo la forma ,il colore ,il materiale; valuto l'aspetto qualitativo e cerco di immaginare anche una categoria estetica in cui incasellare il tutto; minimalista,pop,etnico In un mondo che riflette per immagini, per elementi e per ambientazioni, l'evoluzione culturale degli ultimi decenni. Gli anni ottanta ed i primi novanta hanno visto (i sintomi sono ancora precedenti) il tentativo di riproporre il concetto di LUOGO come affermazione di caratteristiche culturali ed estetiche contingenti, in opposizione al moderno, demone livellatore di ogni differenza e particolare, simboleggiato dalle architetture razionaliste che, nei lori diversi gradi qualitativi ed espressivi, troviamo dappertutto. Questa reazione al funzionalismo, specialmente quello più ortodosso del Bauhaus, provocò la nascita di eventi culturali e manifestazioni, tra cui l'esposizione Abitare il Tempo che tuttora si tiene ogni anno a Verona.
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Il design cambia il mondo?
15/4/2001
Ho letto su ECCODESIGN
la risposta di Gloria Cerini allarticolo di Barbara Friedrich pubblicato
su Interni n. 499.
Mi occupo di arredamento per mestiere nel senso che vendo mobili, tra
cui oggetti di Zanotta , Moroso ed altri ( stop alla reclame ), ed
ho trovato interessanti le Sue considerazioni circa lattuale situazione
di crisi del design.
Il lavoro mi consente di essere quotidianamente a contatto con gli attori
che recitano nel teatrino dellarredo ( designer, produttori, riviste,
commercianti, consumatori) ed il Suo intervento mi da lopportunità di fare una riflessione e partecipare al dibattito.
Il design e larchitettura, non possono cambiare il mondo in cui
viviamo, se per mondo sintende la cultura e non solo superficiale
civilizzazione o peggio stile.
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Le riviste e la critica: neutralità o passione?
15/4/2001
Una rivista che si occupa di analizzare attraverso la presentazione e la critica dei prodotti ,l'evoluzione estetica, tecnica, culturale del fenomeno design , nel vostro caso il mondo della cucina, deve mantenere oppure no un ruolo di neutralità, cioè di cronaca degli eventi senza proporre una propria posizione, un proprio punto di vista critico iniziale?
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