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71 articoli di Paolo G.L. Ferrara nella sezione Storia e Critica
Cielo Infinito. Il cimitero-grattacielo e la supercazzola prematurata
10/3/2011
Chi non ricorda lo scherzo della scena di “Amici Miei -atto II” girata all’interno del Cimitero Monumentale di Firenze, in San Miniato al Monte? Uno scherzo nello stesso tempo geniale e tremendo, che celava la voglia di esorcizzare la morte anche da parte di chi viveva la vita alla leggera.
Per chi non l’avesse presente, la può guardare su YouTube.
Lasciamo “Amici Miei” (ma ci torneremo) e veniamo ad Epicuro.
Sono passati oltre 2.300 anni da quando il filosofo di Samo esorcizzava così la morte:... “il più terribile dunque dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte noi non siamo piú. Non è nulla dunque, né per i vivi né per i morti, perché per i vivi non c’è, e i morti non sono piú.”

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Biennale di architettura 2010. Italia ailatI . Parte 1
16/9/2010
Avevo scritto che la Biennale di Molinari non voleva essere né elegante né agnostica.
La modalità espositiva è sotto gli occhi di tutti, semplice e diretta, per nulla modaiola. L’agnosticismo è invece chiaramente assente.
Partiamo da qui, dall’agnosticismo assente, e lo facciamo perchè si deve cercare di capire se la tale assenza debba essere considerata positivamente o negativamente.
Con "Ailati" Molinari vuole mostrarci che si devono fare i conti con la realtà e che questa non può che essere figlia del passato, una posizione che -come dice Molinari- non può prescindere da un “momento storico complicato, in cui l’architettura deve riflettere su sé stessa”.

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Kairos e modernità
15/4/2010
“Architettura e modernità”, di Antonino Saggio, non è un lavoro che vuole essere un excursus storico né, tantomeno, una storia dell’architettura.
Ed infatti, il libro non ha un inizio e, soprattutto, non ha una fine:“Gli anni della macchina 1919-1929”, prima parte del libro, e “La rivoluzione informatica dell’architettura. Dopo il 2001”, ottava parte del libro, sono appunto “parti” della modernità, ciascuna mai slegata dall’altra.
Va da sè che, per il loro contenuto, le ultime pagine del libro non sono altro che il rimando a quelle iniziali.
In sintesi, ma solo in prima battuta, potrei dire che il testo di Saggio è “circolare”, ovvero senza un inizio e senza una fine, bensì un cerchio che non ha però diametro fisso: ogni nuovo fatto vi si potrà inserire aumentandolo.

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Il coccodrillo come fa...? la politica lo sa
25/1/2010
Il crollo di un edificio a Favara (AG), avvenuto sabato scorso, può essere ricondotto a quanto affermava Leonardo Sciascia prendendo a prestito la descrizione che Flaubert fa del berretto di Charles Bovary: “molte cose sono complicate nel senso della stupidità. Ci si arrovella tanto sul pensiero di certi uomini politici. Ad un certo punto bisognerebbe fare la semplicistica operazione di dire che non pensano.”

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Miserère!...Ligresti....
26/11/2008
NOTA INTRODUTTIVA: Per la prima volta antiTHeSi ripropone un articolo già pubblicato. La cosa potrebbe apparire strana per ciò che è una rivista digitale, ovvero un "luogo" ove gli articoli sono sempre rintracciabili. Ma oggi, leggendo un articolo di Alberto Statera apparso su "la Repubblica" e attinente ciò che si prospetta per l'Expò di Milano dal punto di vista degli appalti e delle compromissioni, mi è istintivamente venuto -amaramente- da ridere: nel mio piccolo, della situazione milanese ne avevo scritto già 4 anni fa, facendo proprio il nome di Ligresti. Dunque, visto che internet "è" l'attualità, perchè non riproporre un articolo su ciò che da anni (per non dire da sempre) è attuale...? Allego anche l'articolo di "la Repubblica". Paolo GL Ferrara
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Attualità di Danilo Dolci, nel giorno del suo 83° compleanno
28/6/2007
Come ogni anno, desidero ricordare ai lettori che oggi, 28 giugno, è il compleanno di Danilo Dolci.
E’ un gesto del tutto naturale: Dolci è il nostro riferimento etico.
Sono stato al “Museo della Memoria” sul terremoto del Belice, da poco aperto a Santa Margherita di Belice. A Danilo Dolci hanno dedicato una stanza, ma della sua opera non vi è alcuna documentazione. Dunque, per il visitatore che non ne conosce l’impegno contro le influenze politico/mafiose, Dolci potrebbe essere un pompiere soccorritore dei terremotati, un prete, un sindaco dell’epoca, o qualsiasi altra cosa. Vergogna. Chi ha creato il Museo deve infatti vergognarsi di avere, ancora una volta, occultato l'impegno di Dolci, così da nascondersi davanti alle”istituzioni” (i soliti politici) non dedicando lo spazio che merita la sua opera.
Spazio che gli dedicò invece Bruno Zevi quando, nel 1997, Dolci morì.
Riportiamo qui l’editoriale “Danilo, a presto!” che Zevi scrisse per il n.508 di “L’architettura, cronache e storia” (allora edita da “Canal & Stamperie” di Venezia).
In realtà, l’editoriale di Zevi raccoglieva una serie di editoriali che egli stesso aveva dedicato a Dolci a partire dal 1957 e sino al 1993.
Seguirà il messaggio con cui Dolci iniziò le trasmissioni di "Radio Libera Partinico".
Buona lettura.
Paolo GL Ferrara e Sandro Lazier
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Contemporaneità della Tradizione:
contro qualsiasi 'Vema'.
Parte 1

21/9/2006
Siamo stati spesso condizionati dal pensare che la ricerca della “tradizione” debba essere legata a filo doppio con la storia dei luoghi, così come essa si è fermata al momento dell’avvento della “modernità”.
Questo status non è certo il migliore per potere stimolare nei progettisti il desiderio di interagire con il significato profondo delle tradizioni e riuscire così a traslarlo nella contemporaneità. La Biennale di Venezia in corso, denunciando la paura del confronto con i significati più profondi dell’era contemporanea, ha riproposto senza mezzi termini il ritorno a pretestuose certezze a cui fare riferimento per evitare di addentrarsi nella complessità della realtà in cui viviamo.
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Punta Perotti? E'ancora in piedi
25/5/2006
Punta Perotti è stata ripulita dalla “saracinesca”.
Il Gruppo Matarrese, che ne era stato il costruttore, chiederà i danni, pari a 570 milioni di euro.
Se ripercorriamo la vicenda, nonostante possa sembrare paradossale, la richiesta di risarcimento non è per nulla scandalosa.
Difatti, come è plausibile pensare che un gruppo di speculatori edilizi, proprio perché tali, abbia avuto l’imperizia d’investire centinaia di milioni di euro in un’opera abusiva, manco fossero un gruppo di intrallazzoni da strapazzo?
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Zevi dispettoso
17/2/2006
Pur non essendo più di questo mondo, Bruno Zevi continua a fare il dispettoso e la cosa mi fa divertire infinitamente.
Un dispetto pianificato già in vita, poiché sapeva bene che la questione sulla sua “eredità” avrebbe suscitato dibattiti e polemiche. Ed è certo che se la rideva di gusto, soprattutto perché immaginava che si sarebbe appunto parlato di "eredità" a dispetto di quanto lui stesso aveva sempre predicato, ovvero che “...non si può essere eredi dei maestri, bensì contemporanei”, il che fa davvero una grande differenza.
L’erede, lo sappiamo tutti, è colui che, dopo la morte di una persona, ne acquista -in tutto o in parte- beni, diritti e obblighi. L’erede è però anche "spirituale", ovvero colui che, del dipartito a miglior vita, continua o elabora ulteriormente idee e attività, e lo fa rispetto la propria contemporaneità.

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Berlino Kinshasa
30/6/2005
A Berlino l’architettura si è scrollata da dosso la polvere: i 2.711 blocchi cavi di calcestruzzo, con cui Eisenman ha realizzato il Memoriale dell’Olocausto, sono stati interpretati nel modo migliore dai berlinesi: non “monumento” silenzioso e statico, ma architettura che fa del “luogo” un “contesto”, contemporaneo. Sì, perché se è vero che i memoriali servono ad ammonirci e a farci riflettere sulla storia, altrettanto importante è che essi non diventino luogo asettico, momento contemplativo e di riflessione su di un passato che apparentemente non ci appartiene. Credo che Eisenman abbia colto nel segno, se è vero che ciò che sta avvenendo nel suo Memoriale è quanto si era prefisso:"Questo non è un sepolcro. La gente si siede, sta in piedi, passeggia o salta in tutti i monumenti di questo mondo. Significa che ci vanno volentieri e ciò è bene".
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Intervista a Attilio Terragni
18/5/2005
Paolo G.L. Ferrara intervista Attilio Terragni alla chiusura dell'anno dedicato a Giuseppe Terragni.
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Terragni: la tormentata bellezza dell'esprit nouveau
24/11/2004
In occasione della conferenza "Giuseppe Terragni, vita e opere: libro testo ipertesto", che Antonino Saggio ha tenuto a Como (26 novembre 2004) nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Terragni, pubblichiamo una riflessione di Paolo GL Ferrara.
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Sette, mille, diecimila invarianti: alla IX Biennale
14/9/2004
“L'arte del ventunesimo secolo sarà lo sviluppo dell'arte di questi ultimi dieci o quindici anni; ne possediamo già tutta la strumentazione e tutti i concetti fondamentali. Guardo col più grande ottimismo all'arte del Duemila; sarà splendida. Ma la sua radice è già tutta qui, e grandi intelligenze sono già oggi al lavoro.” Bruno Zevi, 1997

Kurt Forster, presentando la sua Biennale, ha affermato che Vitruvio è morto.
Già Sant’Elia spronava a non progettare “imbecillendo sulle regole di Vitruvio”, novanta anni fa, ai tempi delle avanguardie del XX secolo, con Wright della Robie House e prima di Le Corbusier di Villa Savoye. Novanta anni in cui in moltissimi sono rimbecilliti su Vitruvio, persino qualche maestro moderno; ma anche novanta anni in cui moltissimi hanno combattuto Vitruvio e le regole di un’architettura che fosse solo un insieme di parti distinte combinate tra loro nell’unico modo possibile: struttura + tamponamenti.

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Terragni ibernato?
6/4/2004
Chi è stato a Poggioreale ha di certo visto Piazza Elimo. Parlo di Poggioreale nuova, ricostruita interamente dopo il terremoto del 1968, a valle rispetto il sito originario del XVII secolo.
Qualche sparuto cultore di architettura, inoltratosi nella fondovalle Sciacca-Palermo alla ricerca di Gibellina Nuova, passa anche da qui per visitare l’opera di Paolo Portoghesi, datata 1986, nel pieno del suo delirio post modernista. Realizzata nel 1990, essa rappresenta la spasmodica voglia di auto celebrazione dell’architetto romano, istericamente proiettato nell’intento di riaffermare la teoria illustrata in “Dopo l’architettura moderna”, libro edito nel 1980, anno della Strada Novissima, evento oramai storicizzato quale momento cardine dell’ufficializzazione del Post Modern architettonico nella versione “variante italiana”.

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Con De Masi per Niemeyer
10/1/2004
L’ultima di Sgarbi, come una barzelletta da notte di capodanno quando si è ubriachi, è arrivata il 31 dicembre, dalle pagine di Italia Oggi: “L’abusivismo ha per sua natura la necessità di nascondersi, mentre gli architetti famosi possono permettersi di esibire le loro malefatte perché sono sempre in regola con la legge”.
Di tutto si era detto sull’architettura moderna, ma che fosse peggiore dell’abusivismo è davvero una chicca da annoverare tra le stupidaggini più memorabili, poiché è un’affermazione di nessuna utilità per la risoluzione di entrambi i problemi, quello dell’architettura contemporanea e quello dell’abusivismo.

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Sua maestà la Qualità
29/11/2003
Racconta Pippo Ciorra che Cofferati, se eletto Sindaco di Bologna, farà demolire le "Gocce", intervento di Mario Cucinella in pieno centro antico, a ridosso della sede del Comune, Palazzo d'Accursio. Inquietante prospettiva perché, pur non trattandosi di un’architettura particolarmente importante, ci si è scagliati contro un intervento contemporaneo all’interno del centro antico, non certo straordinariamente innovativo, ma comunque di qualità per l’obiettivo postosi del recupero di uno spazio sotterraneo abbandonato.
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Cervellati killer degli stimoli rinnovatori
29/10/2003
“Sono contrario all´intervento dell´architettura moderna dentro un centro storico”.
Complimenti a Pierluigi Cervellati, per la coerenza, non certo per i contenuti.
Coerenza di una posizione su cui ha creato la sua fama di urbanista passatista, mummificatore.
Fatto suo il proverbio siculo “fatti la fama e va cuccati” (fatti la fama e vai a dormire tranquillo), Cervellati continua a censurare anche solo il semplice pensiero di potere intervenire nei centri storici con linguaggi contemporanei.
Il dogma è servito: "Il nuovo non può inserirsi nell´antico, che ha una sua identità definita”.

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Buone vacanze a...
22/7/2003
Massimo Bilò, Cesare Maria Casati, gli amministratori comunali di Modena: sono loro i destinatari del nostro augurio di una buona e rilassante vacanza.
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La critica è ricerca
19/7/2003
Non è un caso che le discussioni sulla critica assumano sempre connotazione di ricerca vera.
Sì, perché sentire l’esigenza di esporre le proprie idee su un argomento cardine del nostro lavoro di architetti quale la critica è, significa senza ombra di dubbio che se ne ammette l’importanza e non certo l'inutilità.
Indubbiamente interessante il fatto che si discuta sul “diritto alla vita” della critica. E, altrettanto indubbiamente, mi rendo conto che sarebbe assolutamente idiota cercare di codificare la critica, come tutto ciò che codificato è.
E ancor meno credo sia appropriato usare “parole chiave” per darne una definizione.

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Buon compleanno, Danilo.
28/6/2003
"Sento ora necessario dichiarare che se saro' chiamato per uccidere o collaborare anche indirettamente alla guerra mi rifiutero': non voglio essere assassino".
Danilo Dolci
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Critica sul web come al Drive In?
18/5/2003
[...]Dunque, da qualsiasi prospettiva la si guardi, sembra proprio che la critica architettonica italiana sia davvero impantanata...e senza scampo...timida, impaurita più che di far del male di farsi male.
Non sono certamente d’accordo in toto, poichè se è vero che è difficilissimo per i giovani progettisti riuscire ad emergere, altrettanto lo è per chi decide di dedicarsi alla critica, soprattutto se consideriamo che sino a poco tempo fa l’unico modo per potersi esprimere era quello di scrivere su riviste cartacee di settore (pubblicare libri....praticamente impossibile).
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Greg Lynn: idee fresche, idee dinamiche
15/4/2003
Greg Lynn è sì giovane anagraficamente, ma anche e soprattutto nella freschezza delle idee.
Al decennale della Facoltà di architettura di Ferrara ha tenuto una piacevolissima conferenza sulla sua personale ricerca. E, senza alcun tipo di costruzione enfatica, ci ha mostrato quelli che sono i veri valori di una ricerca: i contenuti.
Ora, al di là di qualsivoglia interpretazione personale che ciascuno di noi può trarre dalla lettura dell’architettura di Greg Lynn, resta indubbio che l’insegnamento che dobbiamo recepire dalla sua opera è la naturalezza con cui viene portata avanti.
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L'architettura va alla guerra. Fuksas diserta
28/2/2003
Libeskind costruirà il nuovo World Trade Center: il suo progetto ha prevalso su quello del Gruppo Think.
Massimiliano Fuksas, dalle pagine del Corriere della Sera, punta il dito sull’aspetto speculativo del progetto vincitore: “Devo dirla tutta? Hanno vinto le lobby immobiliari e degli investitori: è stata premiata l’unica proposta che ripristina quasi esattamente i metri quadrati delle Twin Towers. Con le altre c’era meno da guadagnare”.
Considerazione assolutamente pretestuosa.

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L'orecchiabile esibizione di Botta alla Scala
15/12/2002
La caccia grossa è aperta ufficialmente. Dei contestatissimi lavori in corso alla Scala di Milano si conoscono i mandanti e gli esecutori; adesso si cerca un valido capo d'accusa per poterli fermare.
A posteriori. Sì, perché il danno -se davvero di danno si tratta- oramai è fatto. Demolita la torre scenica del teatro milanese, non si può tornare indietro di certo: sarebbe un altro vespaio di polemiche sul come ricostruire il demolito; nè si può pensare di rifare il progetto, magari incaricando un architetto agli antipodi rispetto i concetti di Botta: sarebbe una farsa.
Quel che deve fare davvero riflettere è il vizio tipicamente italiano di gridare allo scandalo a misfatto accaduto -nonostante se ne sia a conoscenza già prima che esso si materializzi.

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Candido ed (un altro) sogno fatto in Sicilia (?)
27/10/2002
Non è azzardato dire che la decisione della Regione Siciliana di concedere all'iniziativa privata, quale bene demaniale, il Teatro Popolare di Sciacca, sia stato un "colpo di scena". Ed in effetti, considerando che, per ben tre volte nell'arco degli ultimi cinque mesi, il Presidente Salvatore Cuffaro aveva ribadito la ferma intenzione di finanziare il completamento dell'opera, la sorpresa non è mancata.
Cosa ci sia dietro la repentina decisione è difficile sapere ( ma forse, essendoci di mezzo la politica, sarebbe più appropriato dire "è difficile capire").

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