|
4
|
commenti
all'articolo: L’universale di Architettura n° 100 di Sandro Lazier
|
Attenzione! I commenti sono in ordine
discendente, dall'ultimo al primo.
Carissimo, prof. Antonino Saggio,
Abbiamo letto con interesse la sua prefazione, inoltre ha tracciato alcune conferme che noi avevamo ipotizzato nel recente concorso Beyond Media, ma non centrato in modo così netto. E' fortissimo l'esempio di Mendelsohn che a nostro giudizio pone l'accento su un "mondo" da noi spesso ignorato: confrontarsi con il dramma. Sicuramente questo è un metodo portato avanti non solo nell'architettura da Libeskind, ma anche da molti altri artisti in tutti i diversi campi, purtroppo però queste forme di arte riemergono solo ora dopo il tragico evento dell'11 settembre che ha scosso il mondo intero. Solo ora queste vengono capite e accettate, solo ora l'architettura positivista della nuova era viene messa in discussione, solo ora è vietato ignorare, solo ora l'uomo si riscopre unito per la patria, solo ora si riscoprono i "vecchi valori" messi da parte dal consumismo spietato. Lo sforzo di Libeskind è di trasmettere tutte queste emozioni in architetture e il merito è quello di aver tracciato una strada che nessuno credeva mai sostenibile e possibile, ora è il momento migliore per approfondire e cercare di capirla per poter cogliere le linee guida della "nuova architettura"......
----> Tutti i commenti di Noise
----> Scrivi a Noise
|
|
carissimi, prof. Antonino Saggio, Sandro e Paolo,
leggo, felicissimo, lo splendido e profondo testo introduttivo del prof. Saggio per il nuovo numero su Libeskind, e anche la breve introduzione di Sandro Lazier, che vede ,giustamente, nella centesima pubblicazione della collana "Universale d'Architettura" ,fondata da Zevi, un traguardo importante nel tentativo, splendidamente riuscito del prof. Saggio e di altri docenti, di continuare , con queste pubblicazioni, il lavoro iniziato dal Maestro, portando avanti il suo messaggio architettonico.
Il 3/12, partecipando alla conferenza romana in memoria di Bruno Zevi, i relatori si ponevano una domanda: "che cosa avrebbe fatto Zevi dopo l'11 settembre? "
Tutti sembravano d'accordo sul fatto che Zevi avrebbe trasposto in architettura questa enorme e sbalorditiva trasformazione subita dal mondo intero dopo questo disastro.
Sicuramente anticipando i tempi come ha sempre fatto grazie alla sua sensibile capacità di lettura della civiltà contemporanea.
E' importante, dunque, che questa introduzione di Saggio, attualizzi l'architetto Daniel Libeskind mettendo in riferimento diretto l'esperienza di quest'ultimo con quanto accade nel mondo.
grazie e auguri.
Giovanni Bartolozzi
----> Tutti i commenti di Giovanni Bartolozzi
----> Scrivi a Giovanni Bartolozzi
|
|
...
|