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commenti all'articolo: Terragni: la tormentata bellezza dell'esprit nouveau di Paolo G.L. Ferrara
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Commento 847 di --->Andrea Pacciani
30/11/2004


La figura di Terragni emerge in un mondo che era disperatamente affamato di un utopico "mondo nuovo". Le sue idee perfettamente si adattavano al nuovo spirito industriale. Le Corbusier e gli altri pionieri modernisti erano felici di essere al servizio del fervore rivoluzionario dei tempi, e in questa contestualizzazione storica va visto.
Il Novocomum veniva progettato insieme alla sua versione con le facciate storicistiche, mentre ancora per strada si circolava con le carrozze con i cavalli, si vestiva con il cilindro e le ghette e le donne non avevano diritto al voto.......
Questa apologia del Terragni Michelangiolesco mi ricorda un po' il Le Corbusier che si beava di foto e di disegni del Partenone.
"Le Corbusier era un maestro nell'arte della propaganda e un pioniere nell'applicazione delle tecniche della persuasione visiva al fine di ottenere maggiori incassi pubblicitari per il suo giornale L'Esprit Nouveau. Egli ingannevolmente sosteneva di ispirarsi per il suo fondamentalismo geometrico (e perfino nell'estetica della macchina) alle costruzioni dell'Acropoli. Ciò fu ottenuto attraverso un attenta e sagace selezione fotografica. I suoi agiografi amavano mostrare un Le Corbusier ritratto contro l'Acropoli, usando delle foto pubblicitarie che egli stesso aveva attentamente preparato. L'innaturale ed artificiosa appropriazione delle leggi dell'architettura classica per Le Corbusier è una applicazione del vecchio trucco che consiste nell'inventarsi un rapporto fittizio verso quelle figure che trasmettono un messaggio di autorità, al fine di acquisirne credibilità......
Nelle parole di Le Corbusier: "La decorazione è di un ordine sensoriale elementare, come è il colore ed è adatta alle razze semplici, ai contadini ed ai selvaggi" . Sembra non sapere che le costruzioni sull'Acropoli, che ha professato di ammirare così tanto, originariamente erano dipinte con colori luminosi e contrastanti" .
Gli edifici più vecchi continueranno ad essere un pericolo per le vuote asserzioni moderniste, finché le persone normali continueranno a percepire le emozioni che essi trasmettono.


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Commento 844 di --->Andrea Pacciani
26/11/2004


"Scardinato il codice della sovrapposizione degli ordini, Michelangelo rinnega la staticità della scatola “disturbandone la forma”".
Andiamoci piano! fra un po' il povero Michelagelo può venir buono per fare anche il padre spirituale dei decostruttivisti.
L'ordine gigante al posto della sovrapposizione degli ordini non rinnega alcunchè, semplicemente ne fa un'altra "Maniera", mantenendo le stesse gerarchie compositive Ionico-corinzia del canone classico della successione degli ordini.
"il messaggio nuovo a cui l’architetto aspira": purtroppo è questa aspirazione che ha trasformato la “presenza della forma primaria” (della architettura) di Terragni in "presenza della firma primaria" (dell'architetto) con tutti i disastri conseguenti del modernismo. Che ci siano stati dei refusi di stampa nel proselitismo al movimento moderno?


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26/11/2004 - Paolo GL Ferrara risponde a Andrea Pacciani:
Scusi Pacciani, perchè cita i decostruttivisti? Quando mai ho parlato di decostruttivismo? Ha letto gli altri miei articoli in merito? Non sono mai stato tenero con la catalogazione di architetti diversissimi quali quelli definitri "decostruttivisti". Il "disturbare la forma" di cui parlo non è quello di M. Wigley: è quello di Michelangelo e di Borromini, che significa esclusivamente lavorare non con forme ma con lo spazio architettonico. E poi, mi scusi, ancora con l'idiozia della "maniera" michelangiolesca? Michelangelo mantiene le gerarchie?! Ma dove?!... forse nella pittura?... o nella scultura?...o nell'architettura? "Spazio", Pacciani, "spazio", non ordini e gerarchie. Così come in Terragni.
Cordialità



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