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Commento 7818 di --->Renzo marrucci
10/3/2010


Scrivere fare cultura o controcultura che è poi fare cultura in antitesi non implica lo stare in poltrona e avvitarsi in riflessioni narcisistiche o barbo barocche annaffiate da litri di vino e piattini di salame puro o piccante...
secondo il gusto... Anche così, ma per me, e non solo per me... vuol dire essere e sentire, vivere tra persone e magari offrire esempio con la propria realtà senza ricorrere a vari o diversi trombini o trombette. Offrirsi personalmente autenticamente e si può solo migliorare e talvolta anche sparire dalla circolazione dei vivi. Non vedo e non capisco come potreb
be essere diversamente ! Senza ripari e semiripari e senza paura dei propri limiti... è dura... ma c'è da crederci davvero!


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Commento 7817 di --->Renzo marrucci
2/3/2010


Fare cultura non vuol dire parlare o scrivere a vuoto e non vuol dire divagare e non vuol dire fare sfoggio di un sapere fine a se stesso ma oserei dire che " fare cultura" non è ripetizione del nulla o reiterazione della forma . Dire quello che si pensa costituisce una buona semplifi
cazione della realtà e soprattutto aiuta a riportare il confronto sui conte
nuti... in parole semplici aiuta a divulgare la realtà a e non ha eluderla.
Cultura è una parola giovane e organica...
Credo che abbia una grande forza di innescare una operazione di grande aiuto per chi voglia comprendere la realtà e dare il proprio contributo a migliorarla.
Poi ad ognuno la propria disponibilità e libertà di azione morale e di altra natura. Capire per esempio che fare cultura non è solo organizzare mostre sfilando quadri dai musei secondo i circuiti tradizionali espositivi
ad uso dei soliti stregoni spendendo enormi somme di denaro pubblico
e lasciare le periferie allo stato della condizione attuale. Fare cultura è soprattutto agire nella società secondo i benefici della partecipazione alla bellezza e esercitare l'uso della bellezza per elevare la vivibilità della città. Non esibizione per speciali palati di primarie opere facendo riferimento ad un settore della società. Generare dalla vita e non dalle cantine dei musei... La vita presente è l'oggetto primario della cultura come esercizio critico della realtà... volto a capire dove sono gli errori e dove sono le malversazioni e dove sono le incompatibilità che rendono difficili le aspettative di vita e di speranza nel futuro. Alla ricerca di un ottimismo che è reale fiducia nella vita e non illusione pubblicitaria sulle idee e coercizione della speranza. La speranza deve essere restituita alla vita e alla società e non vedo un'altra possibilità utile per rigenerarne la materia se non il ricorso alla scaturente flagrante reale condizione della vita e dei suoi contenuti espressivi.


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Commento 7816 di --->giannino cusano
1/3/2010


X Renzo

Parlare e scrivere, "fare cultura", a me non basta. Dal mio punto di vista riflettere assiame serve ad agire mettendo a fuoco linee d'azione efficaci: non sempre ci si riesce ed occorre esserne umilmente consapevoli. Decenni di pagine, spesso di altissimo livello, per trattare per esempio la "Questione meridionale" sono state utili e importantissime, da Giustino Fortunato ad Antonio Gramsci a Manlio Rossi Doria, Francesco Saverio Nitti e all'ottimo Francesco Compagna, per citarne pochissimi. Ma qual è il punto in cui il pensiero diventa azione? Come lo si innesca? Molti, specie liberali eretici, hanno riflettuto sui rapporti fra politica è cultura. Ma è ora di dire che la politica (nel senso nobile, non quella partitica) E' cultura e viceversa, o finiremo sommersi dalle idee e scollati dal mondo.

Carlo Rosselli, avendo compreso che occorreva combattere Franco per indebolire Hitler e Mussolini, e dopo aver fatto opera di persuasione, partì per la Spagna con la Colonna Italiana di Giustizia e Libertà. Non attese certo il placet da Mosca, come invece decero i partiti repubblicano, socialista, comunista. Cosa che avvenne molto tempo dopo e secondo le convenienze del Cremlino. Partì e basta..

Benedetto Croce ha scritto un bellissimo libro: "La storia come pensiero e come azione". Andrebbe studiato fin dalle scuole medie. Quando pensiero e azione giungono a coincidere pienamente, il che è raro, storia e poesia combaciano. E questo è particolarmente vero per la cosiddetta "urbatettura".

Ma a mio avviso in Italia siamo ormai a mezza via tra la Repubblica di Weimar e qualcosa d'altro che non (o)so immaginare.

"Tutta la nostra giovinezza abbiamo gettato nella lotta senza badare a rinunce per riconquistare la libertà perduta" disse, appena eletto Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

E oggi?

Ciao,
G.C.




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Commento 7815 di --->giannino cusano
1/3/2010


Pagliardini ha scritto:
"ieri ho dato la mia firma alla Lista Bonino-Pannella, come ho fatto tante altre volte, non perché poi li voterò (neanche a parlarne oggi, anche se l'ho fatto in passato) ma perché la chance va comunque garantita, non dico a tutti (per motivi pratici) ma in base a regole uguali per tutti."

ed è, volrairianamente, lo spirito giusto: si consente ad altri di concorrere e a ciascuno di avere una possibilità di scelta in più. Si può firmare una lista anche solo per votarle contro: è più che legittimo. Ma, appunto, per votarle contro bisogna che si presenti.

Il solito, annoso problema degli autenticatori: attualmente oltre 200000 + 100000 persone autorizzabili dai Sindaci = 300000 (trecentomila). Eppure spesso si sono dichiarati non disponibili, magari perché aderenti ad altri partiti.

Come sia, negli anni '90' in Basilicata offrii pubblicamente e molto volentieri tavolo e autenticatore, di cui disponevo, a tutte le liste che avevano problemi di Cancelliere. Qualcuno se ne avvalse. E non immaginavo che la cosa rimbalzasse fin sui TG nazionali, ma andò proprio così.

A curare il proprio orticello minando nottetempo quello del proprio vicino c'è il rischio, una mattina o l'altra, di saltare tutti per aria ... :)

La ringrazio,
G.C.



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Commento 7805 di --->renzo marrucci
17/2/2010


Bravo Giannino! Io credo che la cosa importante sia parlarne e scriverne.
Farne cultura o contro cultura. Seguendo il filo della quotidianità. Le posizioni estreme consentono solo di essere messi fuori luogo e tempo... La crosta per essere buona deve avere una ferita da proteggere ... La crosta della società attuale è fine a se stessa...non è una cosa sana...


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Commento 7804 di --->pietro pagliardini
17/2/2010


Architetto Giusti, lei dice: "Deve l'architettura, per essere tale, costare tanto?
deve per forza esser fatta di gestualità, sfoggio di materiali pregiati e costosissimi (solo perchè firmati da corrotti designer) oggetti, oppure no?" e mi invita a nozze: no, no , no. Solo che risponderei no anche se i designer fossero onesti.

A Cusano, che sulle elezioni ha perfettamente ragione dico, per quel che vale, che ieri ho dato la mia firma alla Lista Bonino-Pannella, come ho fatto tante altre volte, non perché poi li voterò (neanche a parlarne oggi, anche se l'ho fatto in passato) ma perché la chance va comunque garantita, non dico a tutti (per motivi pratici) ma in base a regole uguali per tutti.

Saluti
Pietro


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Commento 7803 di --->giannino cusano
16/2/2010


Bene, Giusti: le sono assai grato di questo suo intervento.

A ottobre del 1995 firmai come "direttore responsabile non iscritto all'albo dei giornalisti" un numero ad hoc di "Rivoluzione Liberale", un foglio A3 che, predenunciandomi asssieme a data, ora e luogo, iniziai a distribuire a Trastevere. Dopo un po' si presenta un signore e senza dire una parola tenta di prendermi tutti i giornali. Gli dico "Uno, se lo vuole: non tutti" e quello urlando e cercando di strapparmi tutto di mano:"MI DIA QUEI GIORNALI!". Gli urlo "COSA VUOLE, LEI? NE PRENDA UNO E BASTA!" e allora quello caccia un tesserino della Digos. Sono stato denunciato per diffusione di stampa clandestina e altre amenità del genere. Con me, anche il prof. Romano Scozzafava, docente di Statistica e Calcolo delle Probabilità all'Università di Roma e uno dei massimi matematici italiani: anche lui aveva firmato il suo numero di Rivoluzione Liberale. Sto ancora aspettando il processo. Vorrei tanto che un Giudice mi levasse una curiosità: come mai la Costituzione garantisce a tutti i cittadini la libera espressione del pensiero attraverso la parola e lo scritto, e poi bisogna sottostare all'Albo dei Giornalisti persino per fare un giornalino di quartiere col ciclostile. Norma fascista, come l'Albo dei Giornalisti e gli Ordini, utile solo a controllare chi e cosa scrive, dato che anche un giornalino deve avere già l'autorizzazione della Questura e chi scrive è personalmente responsabile penalmente e civilmente di ciò che scrive, indipendentemente dalla sua isrcizione all'Albo. Ma non ho avuto ancora l'onore e il piacere di un processo e temo che mai lo li avrò.

Le dico questo per dirle che fu un buco nell'acqua e che si, va benissimo, sono pronto pure a finire dentro, ma bisogna fare in modo che la cosa colpisca nel segno e non venga sommersa dalla bambagia di regime Soprattutto, che faccia saltare contraddizioni dentro gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri. Ci penso spesso e faccio il possibile perché la cosa maturi nel migliore dei modi.

La ringrazio ancora :)
G.C.
.


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Commento 7802 di --->christofer
16/2/2010


Sig. Cusano, essendo esattamente e coscientemente nella sua stessa posizione rispetto all'ordine, mi associo alla protesta ed anzi già lo faccio con immaginabili difficoltà lavorative (come se non bastassero quelle che già normalmente ci sono).
Sono pronto ad andare in galera, visto che mi permetto di progettare solo in nome di un diploma di laurea conseguito con il massimo dei voti e, per giunta, anche con l'esame di abilitazione superato con facilità........


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Commento 7801 di --->giannino cusano
16/2/2010


PS: tornando all'architettura, intendo solo dire che da noi non fa eccezione dall'andazzo generale. Chi conta si dà delle regole ben sapendo che non potrà o vorrà rispettarle. Esattamente come quella delle firme per le liste elettorali.

Per fare un solo esempio, le regole della deontologia professionale dell'Ordine. Che imporrebbero, a tutela degli iscritti, la sospensione di persone come Casamonti indipendentemente dall'esito delle azioni giudiziarie. Perché? Semplice: perché c'è più di una sua chiara ed esplicita ammissione, conosciuta via intercettazioni telefoniche, di aver contribuito a falsare concorsi: violando cioè il principio di libera concorrenza delle idee. E l'esito giudiziario della sua vicenda, come il giustizialismo, non c'entra nulla. C'entra un organo di garanzia che quando è necessario non garantisce nulla e nessuno, in barba ai suoi stessi statuti che viola sistematicamente. Specie nei confronti di chi verosimilmente, paga bene perché lavora tanto: con i sistemi che sappiamo!
Ottima occasione, dunque, perché gli iscritti onesti e corretti si autosospendano, in mancanza del rispetto delle regole che l'Ordine (di Stato!) a chiacchiere si è dato. Qualcuno, in quasi un anno e mezzo l'ha fatto ? O almeno ci ha pensato? Nessuno! Io non posso, perché con questa Corporazione non ho né voglio aver nulla da spartire. E prima o poi, previa autodenuncia all'autorità giudiziaria, inizierò a firmare progetti a chiunque, con la dicitura in bella vista "GIANNINO CUSANO, NON ISCRITTO ALL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI" , se piò avere efficacia: non ho la vocazione di Giordano Bruno o di Savonarola.

Ma di cosa ci si lamenta, se non ci si ribella con i fatti, invece che con lamenti e mugugni? Continuiamo ad andare ai sabati fascisti in camicia nera, giudicandoli delle buffonate e mugugnando malumori, solo perché non si campa senza? E con chi ce la pigliamo, poi, se non anzitutto con noi stessi?


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Commento 7798 di --->giannino cusano
16/2/2010


Non so se i designer italiani di successo sono corrotti, come suggerisce Giusti, o no. So che ogni giorno che passa le leggi in Italia sono sempre più un optional, anche (non solo) perché troppe e confuse. E parto da cose piccole: queste elezioni regionali prossime venture, all'insegna della più totale illegalit6à e spregio delle regole. A sinistra come a destra, nel PD come nel PdL. Le firme, per es.: per presentare liste, se non si è già in parlamento regionale, occorre raccogliere firme autenticate e certificate da pubblici ufficiali che siano sul posto. Il PD deve presentarle, perché 5 anni fa non c'era. Vi pare che abbia difficoltà? Nessuna: piglia un po' di elenchi vari e "firma" a filo dritto in nome e per conto di ... poi firma anche per eventuali liste civiche e liste civetta. A volte, si fanno le candidature DOPO aver raccolto le firme: cosa illegale, perché i cittadini per legge devono sottoscrivere liste già formate. Per Forza Italia e AN, quando c'erano, era lo stesso. E sarà lo stesso per il PdL. Intanto, chi rispetta le leggi non ha nemmeno il supporto della pubblica (dis)informazione e deve spendere, oltre tutto, un mucchio di tempo per spiegare ai cittadini come mai sta chiedendo loro una firma.
A qualcuno viene in mente di cancellare questa legge inutile e infame? No: perché fa conodo eliminare sulla linea di partenza dei potenziali concorrenti scomodi attraverso l'illegalità e la concorrenza sleale. Ecco un esempio piccolo ma assai significativo: le leggi si fanno per fottere i più deboli e "i fessi" che le rispettano. Il che significa: caro cittadino onesto, vuoi cavartela anche tu? Impara anche tu a non rispettare le leggi, allora: ecco come la corruzione dilaga. E questo discorso vale per l'abusivismo, i concorsi di idee e di architettura che non si fanno e se si fanno è solo per fottere le idee, e così via.

E non è per parlare di politica: è che ovunque ti giri trovi situazioni analoghe. Una ricerca condotta in sede UE ha documentato che tra i paesi europei l'Italia è, nella percezione dei suoi cittadini, il paese più corrotto d'Europa dopo la Grecia.

Ma allora: è un miracolo che persone come Stefano Boeri, ottimo professionista a mio modo di vedere, riescano ancora a mettere ancora a segno qualche risultato, fino a priva contraria.

La situazione è pericolosissima e noi viviamo e discetiamo tranquilli della crisi, di come ne usciremo ecc. , ma siamo ridotti peggio di Weimar. Quando dici cose del genere, ti danno della Cassandra, dell'esagerato. Salvo poi che subire tutto questo non tocchi proprio a quelli che fino al giorno prima ti accisavano di disfattismo e di pessimismo. E ne ho viste mica poche, di situazioni del genere, nella mia vita. Durante l'assedio del ghetto di Varsavia i più colpevoli, a mio avviso, non furono tanto i nazisti, ma quelli che ai tavoli dei caffè nelle piazze poco distanti continuavano indifferenti a ordinare ostriche e a brindare a chanmpagne, come se nulla stesse accadendo. Come se, una volta eliminate certe anomalie (=persone) la vita potesse tornare bella e felpata e da godere come prima. E lasciamo pure che crepino quegli altri, allora. Purché serva a tornare quanto prima alla normalità, a caviale, pellicce e champagne e purché non tocchi a noi. Salvo poi che il destino dei pochi non fa che prefigurare quello di tutti.

Sono anni che dico che l'aria in Italia è mefitica. E in cambio, il rompicoglioni sei tu, non chi viola le leggi in modo sistematicxo. E sono anni che dico che prima o poi finirò per chiedere ASILO POLITICO a un altro paese UE e che bisognerebbe essere in tanti. Non è una boutade o un'esagerazione: in questo paese la democrazia è commissariata da oltre mezzo secolo: è un fatto non più solo formale, ma ridotto ad apparenza. E oggi che sente la stessa necessità di asilo politico all'estero anche il mio amico Pannella con altri che se ne stanno convincendo, spero che si sarà in molti e che la cosa abbia un qualche effetto su questo paese dormiente. Male che vada, si starà in buona compagnia. Il Fascismo non è mai morto, in Italia, e non necessariamente si chiama destra o va identificato con Berlusconi.

L'ignoto non deve far paura: deve spaventare il già noto e l'abitudinario, specie quando le abitudini sono quelle, pessime, che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi.E non si fa assolutamente nulla!

G.


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