Tutti i commenti all'articolo Opere faraoniche e tragedie annunciate

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commenti all'articolo: Opere faraoniche e tragedie annunciate di Leandro Janni
Attenzione! I commenti sono in ordine discendente, dall'ultimo al primo.


Commento 10817 di --->Leandro Janni
15/11/2011


Una citazione.
"Nella distruzione della vostra Riviera è responsabile tutta la vostra classe dirigente, non soltanto quella politica. Ne sono responsabili quella imprenditoriale, quella finanziaria, quella mercantile, quella alberghiera.Tutti.
Tutti, anche il cosiddetto uomo della strada: tutti abbacinati dall`irruzione dei cantieri, fabbriche di miliardi e di posti di lavoro;dalla speculazione edilizia che prenderà d`assalto il promontorio dando agl`indigeni la grande occasione di arricchirsi con un orto.
Che pacchia! Una pacchia che durerà sei, sette, dieci anni, per poi ridurre questo angolo d`immeritato paradiso alla solita colata di cemento e di asfalto".
(Indro Montanelli, Corriere della Sera dell’ 8 aprile 2001)


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Commento 10813 di --->Leandro Janni
7/11/2011


10 ottobre 1970: alluvione di Genova; morte e distruzione. 4 novembre 2011: alluvione di Genova; morte e distruzione. Stessi luoghi, stesse tragiche immagini. Sono cambiati soltanto lo stile degli abiti, il design delle auto e il sindaco. Insopportabile.

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Commento 7517 di --->Renzo marrucci
14/10/2009


In Italia si diventa burocrati senza accorgesene caro Janni... che vuole farci, è la cultura che abbiamo tutti qui in italia... il paese dei documenti. I documenti certificano e noi abbiamo il culto della certificazioni. I documenti elevano e noi abbiamo il culto dell'elevazione. Dov' è possibile andare senza i documenti che certificano e dimostrano e comprovano ed elevano??
Il culto nasce da un atavico complesso di inferiorità è indubbio! Noi italiani leggiamo quello che è scritto sui documenti con un certo qual senso di consistenza fisica e psicologica perchè negarlo? Noi siamo la patria degli esposti,delle petizioni e delle autocertificazioni, con mille volte scritto i rischi che si corrono a dichiarare il falso e non solo... quanti funzionari si dimenticano che la tua domanda è incompleta dopo settimane o mesi di ritardo?! Le burocrazie... e le leggi per rendere più agevole che cosa? un amore profondo per la legge che regola, come elemento regolatore. Per regolare una legge facciamo un'altra legge e poi una leggina per sveltirla, e poi un decreto per miglio
rarle e poi aggiungiamo tre commi e li leviamo, e poi li riscriviamo peggiorandone il senso e poi e poi e poi ... Mi dica Lei... che cosa? e Lei credeva di esserne immune? Che Dio ci aiuti, ne abbiamo davvero bisogno, altro che storie! Ma con quale credibilità... In Italia basta essere presidente di qualche cosa che il tarlo della burocrazia ti si attacca alle mani, si abbarbica nel cervello. Siamo il popolo delle dichiarazioni e lei non lo sapeva? Ma in Sicilia si ha la fortuna di vivere lontano da Roma e dalla burocrazia e poi da che cosa? Noi siamo burocrati anche quando ci avveleniamo il sangue contro la burocrazia... c'è lo abbiamo nel sangue, Janni... ecco perchè viviamo e sopravviviamo a suon di pasta
sciutta e vino, formaggio buono e beni culturali allegati...


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Commento 7507 di --->Leandro Janni
11/10/2009


Carissimo Pietro (Pagliardini),
considerato il tono e i modi della discussione, ripondo - mi auguro con adeguata ironia - utilizzando una citazione tratta dal film "RADIO DAYS", di Woody Allen: "Lo sapevo che non ti saresti inasprito!"
Un'ultima cosa, ci tengo a dire: a me - che ho sempre lottato e presentato decine di esposti e denunzie contro l'opacità, l'inerzia, l'ignoranza e il malaffare dei tecno-burocrati istituzionali - "piccolo burocrate" non lo aveva detto mai nessuno. Cosa dire? C'è sempre una prima volta!
Ma questi, probabilmente, sono gli effetti di certo, contemporaneo berlusconismo. Ovvero: il ribaltamento assoluto della verità; la divisione, la lacerazione, IN DUE, del Paese. Persino "il PONTE" divide!
Un cordiale saluto



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Commento 7506 di --->Vilma Torselli
10/10/2009


Ci informa Leandro Janni: “Il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ...….. ha espresso la volontà di adottare un atteggiamento intransigente verso l’abusivismo ........”, evviva, bontà sua!
Dobbiamo ringraziarlo perché fa rispettare leggi dello stato? Ma non sarebbe un obbligo (da svolgere in silenzio e senza proclami)?


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Commento 7504 di --->renzo marrucci
10/10/2009


Ben venga il Ponte caro Janni. Ben venga un passo più vicina la Sicilia all'Italia e farà bene a tutti. Da troppi decenni l'italia ha smesso i panni delle grandi opere civili e non fossealtro per questo sarei in accordo.
Tutto il resto e quasi noia.... Io ricordo le mezze giornate passate sullo stretto per fare due km. di mare... un autentico settecentesco dramma alla italiana da sud Italia. Credo nella comunicazione reale più di quella virtuale caro Janni. Rimetta i remi in barca e aspetti il Ponte per una sicilianità meno rinchiusa, meno gelosa e più aperta... non potrà che fare bene...
Un ponte che è un ponte e non la cultura degli spot architettonici che stà attraversando l'italia in modo insulso e politicizzato.


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Commento 7503 di --->Pietro pagliardini
10/10/2009


Mi scuso per un errore di battitura che potrebbe fare pensare a chissà cosa:

RE non è un acronimo di qualche brutta parola nè significa Regolamento Edilizio è solo uno strano errore non spiegabile al posto del quale avrebbe dovuto esserci: "prefiche", per cui la frase corretta è:

"Ebbene se fosse stato realizzato e domani accadesse qualcosa di analogo a quanto è accaduto a Messina non dubito ci sarebbero le solite prefiche a gridare alle stelle sull'abusivismo edilizio".

Pietro


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Commento 7502 di --->Pietro pagliardini
9/10/2009


Ottobre 2001. Vado in Sicilia, a Noto, con un amico geometra, entrambe invitati da un suo amico. Ci chiede di fare un progetto di lottizzazione in un'area C adiacente alla sua abitazione. Svolti i preliminari di rito, si conviene che eseguirò il progetto ma senza seguire gli aspetti burocratici, date le difficoltà dovute alla presenza di altro proprietario in piccola quota, recalcitrante per alzare il prezzo e dato che le dimensioni dell'intervento non erano tali da giustificare i costi di una prestazione a distanza di oltre 1000 chilometri.
Terreno in posizione notevole ma.....con un piccolo problema: pendenza circa 15% e forma allungata ma non lungo le curve di livello quanto in direzione della massima pendenza. Sopra la strada a monte un insediamento storico cresciuto intorno ad un convento.
Torniamo a casa, faccio il progetto, lo invio e, dopo avere avuta qualche notizia sulle difficoltà con l'altro proprietario i legami si allentano e, ad oggi, non so se è mai andato avanti nè se sia mai stato realizzato.
Ovviamente mai visto un euro ma in compenso ho fatto un viaggio e mi sono divertito a fare un progetto e a sognare che qualcosa di mio rimanesse a Noto, anche se non proprio nella splendida città barocca.
Ebbene se fosse stato realizzato e domani accadesse qualcosa di analogo a quanto è accaduto a Messina non dubito ci sarebbero le solite RE a gridare alle stelle sull'abusivismo edilizio.
E INVECE NO, SAREBBE TUTTO LEGITTIMO E AUTORIZZATO E CONFORME AL PRG, regolarmente redatto da più di un architetto, con relazione geologica allegata, immagino, approvato da un consiglio comunale e suppongo dalla regione. Tutti i crismi della legittimità.
Due domande al nostro ambientalista ideologico:
- perché la sinistra ha perduto il senso di realtà e scambia il metodo per il merito, la forma per la sostanza, i luoghi comuni per il pensiero?
- perché invece che argomentare e rispondere alle mie eccezioni preferisce ancora buttarla sui luoghi comuni e, senza alcuna ironia, scivolare nella pura offesa?
Ah già, dimenticavo, non basta cambiare nome e colore per perdere l'antico illiberale vizio di denigrare il "nemico".
Lei è solo un piccolo burocrate e mi ha proprio scocciato.
Pietro Pagliardini


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Commento 7501 di --->Leandro Janni
9/10/2009


A proposito di "opere faraoniche e tragedie annunciate", mi permetto di citare un recente commento di Anna Donati.

Le Grandi opere (quelle dannose, quelle inutili, quelle non prioritarie e quelle comunqie sbagliate), i quattrini e il potere che producono; il resto vada a ramengo. Terra, 8 ottobre 2009.
Anche il capo dello Stato, dopo la tragedia annunciata di Messina, è intervenuto con parole molto nette: prima di realizzare opere faraoniche bisogna mettere in sicurezza il territorio. E tutti hanno pensato al Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera simbolo del governo Berlusconi che costa 6,3 miliardi di euro. Nemmeno le esortazioni di Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, hanno indotto una seria riflessione nel governo, quando ha detto che per rendere sicuro il nostro territorio e mettere un freno al dissesto idrogeologico servono 25 miliardi di euro e che bisogna smettere di costruire in modo abusivo parti di territorio e città. Niente da fare, non servono i morti e non servono gli autorevoli interventi: il governo Berlusconi tira dritto sul progetto del Ponte sullo Stretto e non ritira il famoso Piano casa di cementificazione selvaggia, dell’urbanistica “fai da te”.
Tanto, è il ritornello ricorrente, Ponte, Piano casa, dissesto idrogeologico e tragedia di Messina sono cose diverse, che non c’entrano, e il ripeterlo in modo ossessivo è la miglior prova della “relazione”. Il governo ha ammesso di non avere i 25 miliardi necessari (come una manovra finanziaria) e che quindi il Ponte sullo Stretto può andare avanti perché in fondo costa “solo” 6,3 miliardi, che per il 60% verranno da fondi privati. Proprio in questi giorni è scaduto il mandato del commissario straordinario Pietro Ciucci, “l’uomo del Ponte “ che è anche amministratore delegato della Società Stretto di Messina e presidente di Anas, che aveva il compito di presentare il nuovo piano finanziario evitando le forche caudine del Cipe.
Secondo le prime indiscrezioni uscite dai giornali, il progetto preliminare costa 6,3 miliardi di euro, sono prenotati 1,3 miliardi da Fintecna (ma erogati di anno in anno secondo le disponibilità della Finanziaria, come ha voluto il ministro Tremonti); il 40% dovrebbe provenire da risorse pubbliche e il 60% da capitale privato da ricercare sul mercato. è la solita favola che abbiamo contestato e vissuto con la Tav e le concessioni autostradali: che i privati siano disposti a rischiare capitale proprio per grandi opere. Niente di più falso, e l’alta velocità ferroviaria, come in tutto il resto d’Europa, è stata pagata interamente con soldi pubblici e anche nel caso delle autostrade si è intervenuto con proroghe delle concessioni (per incassi sicuri) e con garanzie pubbliche di subentro alla scadenza delle concessioni.



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Commento 7495 di --->Leandro Janni
9/10/2009


Cosa (mal)fatta capo non ha.

Il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, a seguito della tragedia di Giampilieri, di Scaletta Zanclea e di altri centri abitati del Messinese, ha espresso la volontà di adottare un atteggiamento intransigente verso l’abusivismo e di porre in essere interventi seri ed efficaci per ridurre il dissesto idrogeologico. Parole importanti e impegnative dunque, da parte di Lombardo, pronunciate in una regione come la Sicilia dove, abusivismo, permessi facili, e interessi illeciti legati al mattone e al cemento, alimentano una fetta dell’economia isolana. Un primo segnale positivo e apprezzabile è arrivato: il presidente Lombardo ha congelato il disegno di legge sul Piano casa, in discussione all’Assemblea Regionale Siciliana. Non possiamo non ricevere con soddisfazione tale decisione.
Noi, cosiddetti "ambientalisti", avanziamo tre proposte di modifica al disegno di legge sul Piano casa: 1) proponiamo che venga posto un limite chiaro e rilevante all’eventuale aumento della cubature edilizie; 2) proponiamo che vengano totalmente escluse dal Piano casa siciliano nuove costruzioni edilizie nelle aree a rischio idrogeologico e nelle aree protette; 3) proponiamo che vengano esclusi dal Piano casa interventi su immobili non residenziali.
Con l’attuale versione del Piano casa siciliano – è evidente – si rischia di dare il via a un’ulteriore, scriteriata esplosione cementizia su tutto il territorio regionale. Nel Piano attuale non c’è alcuna indicazione esplicita che escluda incrementi di volume negli edifici esistenti nelle aree a rischio idrogeologico, o in zone importanti e delicate, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, quali i parchi. Inoltre, il Piano attuale consente di allargare o sopraelevare abitazioni di tutte le dimensioni, senza specificare, con chiarezza, il limite di cubatura. E ancora, sono possibili interventi edilizi persino negli immobili non residenziali (ad esempio, nei centri commerciali, nei capannoni artigianali, ecc.) e nei fabbricati di pertinenza adiacenti alle abitazioni (ad esempio, nei i fabbricati agricoli).
Ancora una volta affermiamo che, per tutelare l’ambiente e per rilanciare l’economia in modo sostenibile, più che un Piano casa serve un “PIANO TERRITORIO”. Ovvero: messa in sicurezza, manutenzione ambientale, valorizzazione della pianificazione urbanistica e paesaggistica, realizzazione di qualificati interventi di restauro urbano e di architettura, realizzazione e compimento delle opere infrastrutturali necessarie. Noi ci auguriamo che le recenti dichiarazioni del presidente Lombardo rappresentino un’assunzione piena di responsabilità e determinino, nell’Isola, un’inversione di tendenza nei processi degenerativi e involutivi del territorio.
POSCRITTO.
Prendo atto che certi tecnici si rifiutano di pensare, di ragionare. E d'altronde, il territorio è cosa complessa. Taluni, poi, ai "luoghi comuni" preferiscono i "non luoghi" della mistificazione e della propaganda: berlusconiana, e non. Auguri!




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