Cponvegno di Sciacca
Convegno di Sciacca
La conversazione continua
   
20 articoli

Conversazione di architettura
di Maria Elena Fauci - 24/5/2002
Dal Direttore del giornale dell'Ordine degli architetti di Agrigento Aa
Conversare di architettura, credo sia un'aspetto del nostro essere architetti che, per la maggioranza degli operatori del settore, non ha alcuna rilevanza.
Così il convegno tenutosi a Sciacca l'11 maggio scorso, presso l'auditorium di San Francesco, promosso da Inarch-Sicilia e Antithesi è stato pressoché deserto da parte di tutti gli architetti del luogo, impegnati a fare la spesa e altre faccende riservate per il weekend. Altrettanto non si può dire degli studenti universitari provenienti da tutta la Sicilia, che hanno partecipato all'iniziativa con la passione e l'entusiasmo che li contraddistingue da sempre, per lo meno agli inizi degli studi.
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Arrivano i soldi per il Samonà; sì, ma per fare cosa?
di Alberto Montalbano - 23/5/2002
Pubblichiamo l'articolo che il Direttore de "L'Otto e Mezzo" -settimanale di Sciacca- ha scritto in merito alla vicenda del Teatro Popolare
Lo scorso fine settimana si è svolto a Sciacca un convegno dal titolo "Conversazione di architettura in Sicilia", organizzato dalla rivista on-line Antithesi e da In/Arch Sicilia.
S'è parlato di architettura negata e di opere incompiute. D'altra parte il convegno si è tenuto a Sciacca non solo perché uno dei responsabili della rivista Antithesi è il saccense Paolo Ferrara, oggi architetto in quel di Milano, ma anche e soprattutto perché la nostra è la città di quel teatro Samonà che campeggiava nell'invito. ...continua...
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Sciacca: agire, senza piagnucolare.
di Paolo G.L. Ferrara - 23/5/2002
In risposta al Direttore di "L'OTTO e Mezzo", Alberto Montalbano

Il teatro e tutte le altre incompiute siciliane, grazie a questa condizione, si sono trasformate da potenziali opere di alta architettura -e foriere di elevazione sociale- in scempi,ma non possono però restare lì, contemplate da gente piagnucolante, martire della politica, dei suoi ladrocini, dei suoi sfruttamenti. Ma servono davvero i piagnistei? No, assolutamente.
Diamoci una scossa, senza chiedere compassione, "noi poveri siciliani martiri della mafia e degli usurpatori della nostra civiltà millenaria..."(!)
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Architettura a Sciacca: Conversazioni senza i progetti
di Franco Porto - 19/5/2002
La scommessa è vinta: l'organizzazione di un evento in una delle città più suggestive della Sicilia, ma anche tra le meno collegate, si è svolto con grande riscontro di pubblico proveniente da tutta l'isola e con l'approfondimento di tutte le tematiche previste. Non era facile invece convincere e coinvolgere la comunità del luogo, compresi gli addetti ai lavori, che ha preferito spiare dagli scuri socchiusi o dai servizi delle televisioni locali; eppure si parlava anche dei loro problemi, uno dei più irrisolti sicuramente il Teatro Popolare di Giuseppe e Alberto Samonà. ...continua...
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Sciacca per fare
di Sandro Lazier - 18/5/2002
Una cosa è certa: la volontà di “fare cultura” è emersa rispetto alla retorica del “sapere”. E non è cosa da poco.
I due giorni di Sciacca hanno coinvolto persone ed idee che hanno in comune il disagio dell’inquietudine. Nessuno, infatti, ci è parso propenso al rilassamento e all’autocelebrazione e nessuno è venuto con formule di pronto uso. Anche questa non è cosa da poco.
L’autocommiserazione alla quale spesso ricorre la frustrazione degli architetti non è stata necessaria perché il giochino delle responsabilità che sono sempre degli altri non ha funzionato e non è più di moda. A proposito, mi piace ridirlo, le responsabilità sono solo e sempre personali, come nel codice penale. Le architetture brutte sono fatte da cattivi architetti, non certamente dalla politica o da qualche categoria mentale facile e comoda da tirare in ballo. Nomi e cognomi, quindi, per favore. ...continua...
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Architettura negata: cosa faremo
di Paolo G.L. Ferrara - 17/5/2002
Il Presidente della Regione Sicilia On. Cuffaro, pochi giorni prima dell'apertura del Convegno "Conversazione di architettura in Sicilia", svoltosi a Sciacca, in merito al Teatro Popolare della città termale ha comunicato che saranno stanziati circa 9.000.000 di euro per il completamento dell'opera.
Non abbiamo avuto modo di leggere una relazione tecnica che attesti l'esigenza di tutti questi soldi per completare l'opera, ma ne prendiamo atto e poniamo le basi per la nostra azione di monitoraggio della situazione.
Antithesi seguirà da vicino l'iter stabilito dalla Regione Sicilia, oltre che l'operato della stessa e dell'Amministrazione Comunale di Sciacca. ...continua...
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Il coraggio a quattro mani
di Domenico Cogliandro - 14/5/2002
Io ripartirei dal silenzio. L'affastellamento delle parole, il mea culpa generalizzato, le colpe ataviche della disciplina, le avventurose gimkane tra i compiti dell'architetto e le altisonanti affermazioni di certi pedofili culturali, portano solo confusione e rendono impossibile al comune avventore, che va via più confuso che dissuaso, la comprensione di un problema. Il caso del Teatro popolare di Sciacca di Giuseppe Samonà, rimasto incompleto, è una nota a pie' di pagina rispetto all'enorme caos generato dal ruolo delle istituzioni rispetto al medesimo oggetto, e alla sua incompletezza. ...continua...
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I nodi da tagliare della specificità siciliana
di Franco Porto - 26/4/2002
Partendo da molto lontano, ma in breve sintesi, si può dire che tutto comincia nel corso del II° millennio a. C., con lo sbarco dei primi invasori venuti dall'Est (forse Cretesi), detti i Siculi che ricacciano nelle zone più disagiate dell'isola gli antichi Sicani. A seguire poi i Greci ed i Cartaginesi, i Romani, i Vandali, i Bizantini, gli Arabi, i Normanni, i Germani, i Francesi (con il martedì di Pasqua del 1282 davanti la Chiesa di S. Spirito a Palermo, e che la storia chiamò "I Vespri siciliani"), gli Spagnoli, gli Inglesi, i Savoia, gli Asburgo, i Barboni di Napoli, i Garibaldini e gli Americani. La Sicilia conosce in questo periodo una ventata di separatismo, si forma un movimento per l'indipendenza, a motivo dell'intromissione della mafia, degenera in un'impresa di banditismo. Il 15 maggio 1946 è promulgata l'Autonomia regionale siciliana con ampi poteri in materia d'economia e di finanza. ...continua...
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Dell'Imprinting nell'architettura siciliana
di Antonino Saggio - 22/4/2002
Ma nei sentieri non si torna indietro
Altre ali fuggiranno dalle paglie della cova
Perché lungo il perire dei tempi
L'alba è nuova, è nuova.

Sono versi del poeta sindacalista Rocco Scotellaro e sono incisi in una architettura a lui dedicata: un telaio spezzato, disegnato da un gruppo di progettisti milanesi, che incornicia la pianura dall'alto della rocca materana. Gianluigi Banfi, partigiano architetto morto in campo di concentramento e il poeta contadino tornano insieme alla mente quando al nostro lavoro in Italia vogliamo pensare particolarmente in questo nostro contesto, qui in Sicilia, qui a Sciacca. ...continua...
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Perché il convegno di Sciacca
di Sandro Lazier - 21/4/2002
Paolo G.L. Ferrara ed io abbiamo realizzato antiThesi mossi dalla constatazione di un generale rilassamento delle ragioni critiche verso i temi dell’architettura del nostro paese. In particolare, il ruolo critico in passato svolto dalle riviste storiche, ci è parso rassegnato rispetto alle valutazioni di giudizio che la confusione degli ultimi venti anni ha prodotto nella teoria e nella pratica costruttiva. Solo la voce di Bruno Zevi, pressoché isolata e solitaria, in questo periodo ha scosso qualche coscienza fuori dell’ambito accademico e della corporazione affannosamente impegnate a cavalcare l’onda precaria dello storicismo postmoderno e della falsificazione. ...continua...
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