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13 articoli

Dei_sensi di Fausto Capitano - 16/5/2005
Un uomo, un hardware, un software e lo spazio. Cosa c'è sulla soglia?
Di primo acchito c'è la modifica profonda del modo di formarsi della conoscenza dello spazio (cambiamento, questo, di cui ancora non si riesce a dare una comunicazione del tutto chiara): l'uomo che, "per mezzo di" un hardware adeguato, agisce sullo spazio, "in un ambiente" software idoneo, può arrivare a percepire la messa in moto di "altre" specifiche maniere di funzionare della sua intelligenza, di "nuovi effetti" sulle operazioni della sua mente. ...continua...
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Bianconiglio di Fausto Capitano - 1/3/2005
Riuscendo ad evitare l'ormai famosa "pillola rossa" necessaria per seguire le tracce del "bianconiglio" ed evitando, altresì, sovrastrutture cognitive affascinanti quanto pesanti, la nostra mente può filare subito al punto. Esso è, in effetti, di fronte agli occhi, e sta lampeggiando su sfondo nero mentre "il sistema" carica drivers e subroutines, fornendoci un "medium" sgravato da tensioni e "fatica", "più primitivo", con un minor grado di governo (non linearità, simultaneità, ecc.) e capace di riattivare conoscenze "inerti". ...continua...
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L’età dell’elettronica e l’arte di modernizzare di Luigi Moffa - 5/2/2005
La ricerca della modernità è la sfida più alta che l’architettura si prepone. Se è vero che l’architettura deve rendere chiara lettura dei tempi che vive mostrandone in tutta la sua forza l’autentico spirito che ne contraddistingue la fase attuale da quella precedente, lo sforzo consiste nella capacità di decifrare le mode e la società che vivono il tempo in cui si innescano. L’architetto, quindi, e l’artista in generale, deve saper leggere, decifrare, scremare, digerire, assimilare ed in ultimo rappresentare le mutazioni che creano le condizioni di stacco tra due differenti epoche, qualora tale stacco si renda evidente e leggibile. ...continua...
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Euclide_Neo di Fausto Capitano - 15/1/2005
Ogni tentativo di rendere manifesta tutta la gamma di gesti, sensazioni ed effetti che si sprigionano dal praticare la genesi di spazi architettonici in ambiente digitale (progettazione "archigitale"), si perde in questioni pericolose. Il pericolo nasce dalla deriva mentale e culturale che tali questioni comportano, deriva rispetto alla direttrice che si vorrebbe tenere nella riflessione incipiente.
Questa minaccia è evitabile? E' possibile "filare dritto" e andare subito al punto?< ...continua...
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La Cultura Morfologica nella progettualità architettonica di Mario Galvagni - 4/12/2004
Nel mio precedente intervento in AntiThesi sono partito dalla constatazione, che ormai investe la critica architettonica e l’opinione pubblica, dell’errata credenza, che l’avvento del Computer abbia liberato e determinato l’avvento di una nuova architettura. ...continua...
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La città e la sua scrittura digitale di Guidu Antonietti - 5/9/2003
Si può concepire la città con gli strumenti informatici?
In una società in mutazione veloce, dove le funzioni sociali evolvono più rapidamente delle forme urbane, il funzionalismo è ancora attuale? L'aspetto della città esula dalla crisi della cultura generata dalla "rivoluzione informatica?" È in essa causa o conseguenza? Seguono alcuni elementi di riflessione.
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Abbiamo una formazione Cybermediale? di Domenico Cogliandro - 4/9/2003
Molto è stato detto e molto ancora si dirà, magari fino alla noia, di architettura e medialità, spazio e realtà virtuali, cyberspace e quant'altro attiene le questioni di relazione tra il reale e tangibile mondo degli umani e quell'altra cosa, tutta informazione e rappresentazione, che è più eterea e numerica che ha a che fare, non so se "è", con l'idea delle cose.
Finché queste riflessioni attengono, e atterranno, la sfera del sensibile ci si potrà cincischiare intorno, giocando a rimpiattino con la legge delle probabilità e il rapporto forma/funzione, con lo studio della meccanica dei fluidi applicata alla passeggiata sulla luna di Neil Armstrong o il rapporto entropico tra la mia passeggiata sulla tastiera del computer e l¹anomalia di un tornado nel sud dell'Alabama. ...continua...
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Architettura o dell’antropologia? di Guidu Antonietti - 28/1/2003
La “rivoluzione” numerica non cambia nulla dell’essenza dell’arte di costruire!
La scoperte della stampa, della prospettiva, della progettazione assistita dal calcolatore, ecc… non sono che innovazioni tecnologiche. La questione essenziale che pone l’ambiente umano, non in rapporto al modo di concepirlo, ma piuttosto a quello che manifesta la sua umanità, resta principale.
L’informatica non è niente più che un mezzo supplementare, certo affascinante, per definire un quadro di vita. Ma se governare l’utensile è più importante che sapere quale opera o per chi noi la elaboriamo, sbagliamo traiettoria.
Saremo gli Oppenheimer dello spazio urbano?
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E se il Master digitale In/arch andasse on-line? di Paolo G.L. Ferrara - 18/12/2002
La questione "Master digitale" , sollevata dagli articoli di Sandro Lazier e di Mara Dolce pubblicati su antiTHeSi, ha avuto una eco che non ci aspettavamo. Furio Barzon, direttore di architecture.it, ha addirittura aperto un forum sulla questione, dal quale sono venute fuori opinioni diverse (interessanti gli spunti di Gian Luigi D'Angelo e di Enrico Botta, non sempre d'accordo con noi ; tremendamente puerili e carnevalesche quelle di Tommaso Michieli), che non possono che fare bene al dibattito, poichè aprono una serie di link che riposizionano la questione "Master digitale" in un panorama più ampio della semplice polemica "giusto-sbagliato".
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Master digitale IN/ARCH: M.L. Palumbo risponde a M.Dolce di Maria Luisa Palumbo - 16/12/2002
Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Maria Luisa Palumbo all'articolo di Mara Dolce.

Rispondo, con una certa fatica per ragioni pratiche -una lussazione alla spalla destra- alle critiche ricevute in merito al master -e non soltanto!
E rispondo innanzitutto con una serie di puntualizzazioni rispetto all'articolo di Mara Dolce; la prima in merito al gentile appellativo "architetto dilettante", riferito alla sottoscritta.
Cominciamo dal fatto che la citazione che mi si attribuisce -come dovrebbe essere evidente ad una lettura attenta di chi si accinge a prendere pubblicamente parola su- non è ovviamente mia ma è piuttosto il testo del bando
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Master Digitale di Mara Dolce - 16/12/2002
La Redazione ha ricevuto una lettera di Mara Dolce che riporta alcune considerazioni sul Master organizzato dall'IN/ARCH. In quanto strumento di libero dibattito e opinioni, AntiTHeSi pubblica l'intervento e sarà assolutamente disponibile a pubblicare le eventuali repliche degli interessati.

Attenzione, è pronta una nuova bidonata sotto forma di "master di architettura digitale" della durata di 232 ore, legittimata dall'INARCH (Istituto di Cultura Italiana!) che si chiama: "Lo Spazio In-Forme" per giovani e disoccupati neolaureati in architettura affascinati dall'ancora attuale (speriamo per poco), moda digitale. Con la chiarezza dell'architetto dilettante che la contraddistingue, la dottoressa Palumbo ci spiega le finalità didattiche:"(..)la metodologia didattica è induttiva ma mirata all'astrazione, pratica ma prettamente culturale, concreta ma solo perché concrete sono le domande ma astratte devono essere le risposte se vogliono fornire competenze e non esclusivamente contenuti. Solo una preparazione che tenga conto tanto degli aspetti tecnici quanto di quelli culturali e teorici inerenti il processo progettuale in ambiente digitale può dirsi veramente completa e cioè effettivamente capace di utilizzare il computer come uno strumento intellettuale".
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In-Arch In-Forme di Sandro Lazier - 16/12/2002
Sono trascorsi circa diciotto mesi da quando antiThesi, insieme ad Antonino Saggio, buttarono all’aria l’idea di un convegno internazionale sulla Rivoluzione Informatica da tenersi a Saint Vincent.
La ragione del forfait era tutta nell’ingombrante invasione di campo che la raccolta di denaro necessaria a finanziare l’evento stava attuando sopra e indifferente alla qualità culturale dell’iniziativa. Insomma, che per fare cultura occorrano soldi mi sta bene, ma che per fare soldi sia necessario prendere per i fondelli la cultura mi pare eccessivo. ...continua...
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Architettura digitale di Sandro Lazier - 30/5/2001
Al Politecnico di Milano, venerdì 11 maggio, si è tenuto l'incontro dal titolo "avanguardie digitali".
Davide Crippa, organizzatore, ha presentato i relatori: Luigi Prestinenza Puglisi, Gianluca Milesi, Marco Brizzi, Fulvio Irace moderatore.
Puglisi presenta le opere che è possibile ricondurre alla produzione digitale dell'architettura. ...continua...
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