
Sette, mille, diecimila invarianti: alla IX Biennale
di
Paolo G.L. Ferrara
-
14/9/2004
|
“L'arte del ventunesimo secolo sarà lo sviluppo dell'arte di questi ultimi dieci o quindici anni; ne possediamo già tutta la strumentazione e tutti i concetti fondamentali. Guardo col più grande ottimismo all'arte del Duemila; sarà splendida. Ma la sua radice è già tutta qui, e grandi intelligenze sono già oggi al lavoro.” Bruno Zevi, 1997
Kurt Forster, presentando la sua Biennale, ha affermato che Vitruvio è morto.
Già Sant’Elia spronava a non progettare “imbecillendo sulle regole di Vitruvio”, novanta anni fa, ai tempi delle avanguardie del XX secolo, con Wright della Robie House e prima di Le Corbusier di Villa Savoye. Novanta anni in cui in moltissimi sono rimbecilliti su Vitruvio, persino qualche maestro moderno; ma anche novanta anni in cui moltissimi hanno combattuto Vitruvio e le regole di un’architettura che fosse solo un insieme di parti distinte combinate tra loro nell’unico modo possibile: struttura + tamponamenti.
...continua...
|
| |
altri testi di
Paolo G.L. Ferrara
in questa sezione |
|