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Addio Giannino Cusano
di La redazione - 19/7/2010
Con grande tristezza la redazione di antiTHeSi dà notizia della improvvisa morte di Giannino Cusano, collaboratore del giornale in veste di autore e commentatore. Personalità ricca, generosa, umanamente attenta e intimamente colta ha sempre partecipato con passione e competenza a dibattiti e discussioni che egli stesso ha contribuito a generare e sostenere con intelligenza, coraggio e, soprattutto, entusiasmo.
Gli siamo debitori di molte pagine scritte con il fervore della partecipazione; gli siamo debitori di un’infinità di riferimenti, rimandi e citazioni che testimoniano della sua profonda conoscenza.
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Ricordo di Claudio Stroppa
di La Redazione - 30/6/2010
AntiTHeSi vuole segnalare che il 25 giugno è trascorso un anno dalla prematura morte di Claudio Stroppa, sociologo, professore a Pavia e Parma. Lo facciamo su segnalazione di Mario Galvagni, che ha partecipato, invitato, come professore a contratto dei seminari di Ecologia della Forma e Territorio. Tema strettamente legato all’interpretazione sociologica dei comportamenti e delle realizzazioni sociali presenti sul territorio. ...continua...
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Italian(s) Architects: che succede fuori d'Italia?
di Sandro Lazier - 16/6/2010
Ho avuto recentemente modo di sentire Lorenzo Marasso, 36 anni, architetto dal 2004, che subito dopo la laurea ha deciso di mettere il naso fuori dai confini nazionali per completare la sua formazione e preparazione professionale. Ne è scaturito un dialogo che ho trovato interessante per capire cosa succede all’estero e, soprattutto, per informare i tanti giovani architetti italiani che vorrebbero fare la stessa esperienza di Lorenzo. ...continua...
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L'Italia del petrolio
di Leandro Janni - 15/6/2010
La tragedia ambientale del Golfo del Messico è un segno, un evento che non può essere ignorato. Il disastro della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon avrà, nel breve e medio periodo, effetti sulla popolazione locale in termini di esacerbazione di malattie respiratorie e patologie della pelle e, nel lungo periodo, gravi effetti in termini di aumento statistico dell'incidenza di tumori. Gli effetti nel lungo periodo comprendono anche aumenti statistici degli aborti spontanei, neonati di basso peso alla nascita o pretermine. Il petrolio e le sostanze chimiche disperdenti rilasciate sul luogo del disastro contamineranno la popolazione locale, nel breve e medio termine, per via inalatoria; nel lungo termine, per via orale, come conseguenza dell'accumulo degli idrocarburi nella catena alimentare. ...continua...
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Molinari: Biennale ailati ...ma de che?
di La redazione - 12/5/2010

Antithesi riceve e rilancia condividendola in pieno la critica severa di Emanuele Piccardo a Luca Molinari neocuratore del padiglione Italia alla prossima biennale di Venezia.
Dice Piccardo: “Scorrendo l’elenco degli invitati si fa fatica a rintracciare l’architettura intesa come arte civile ed etica; basta pensare alle intercettazioni e alle indagini che nell’anno 2009-2010 hanno visto protagonisti alcuni dei selezionati alla Biennale. D’altronde se L’espresso la settimana scorsa titolava “Il casino delle libertà” senza remore si può affermare che la prossima sarà “La biennale delle libertà” in cui tutto è concesso e permesso almeno nel contesto italico. ...continua...

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Arte senza senso
di Sandro Lazier - 9/5/2010
Jean Baudrillard è stato sicuramente un intellettuale scomodo e poco amato. Per tal motivo il suo pensiero ha subito una repentina sepoltura nel camposanto del manicomio postmoderno. Luogo nel quale, sono certo, sta malissimo e da dove vorrebbe andarsene con la stessa velocità con cui l’hanno sepolto molti suoi colleghi e contemporanei. Desiderio, questo, dal medesimo già espresso in vita: “Quello che non sopportava, mi disse una volta, erano domande come: cosa ne pensa del postmoderno? E lo infastidiva il fatto che venisse preso come ispiratore o filosofo della postmodernità . ...continua...
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Costruire con i suoni
di Vincenzo Santarcangelo e Sara Bracco - 8/5/2010
Per architettura uditiva si intende quella concezione allargata di architettura secondo la quale le onde sonore - esattamente come la luce, sebbene in una modalità sensoriale differente - ci permetterebbero di visualizzare la geometria e la forma degli oggetti. Ogni elemento architettonico è udibile, oltre che osservabile, perché la nostra mente è altamente specializzata nel comprendere e interpretare quei segnali che costituiscono la reazione del nostro sistema uditivo ai suoni. Esiste, perdipiù, una consapevolezza uditiva dello spazio che è responsabile della capacità dell'orientamento, del senso estetico, dello spazio e della comprensione di musica e voci, tutte facoltà eminentemente umane. La percezione dello spazio dipende in larga misura dal senso uditivo, dal fatto che i suoni vengono interpretati una volta che siano stati recepiti dal nostro sistema uditivo. ...continua...
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Kairos e modernità
di Paolo G.L. Ferrara - 15/4/2010
“Architettura e modernità”, di Antonino Saggio, non è un lavoro che vuole essere un excursus storico né, tantomeno, una storia dell’architettura.
Ed infatti, il libro non ha un inizio e, soprattutto, non ha una fine:“Gli anni della macchina 1919-1929”, prima parte del libro, e “La rivoluzione informatica dell’architettura. Dopo il 2001”, ottava parte del libro, sono appunto “parti” della modernità, ciascuna mai slegata dall’altra.
Va da sè che, per il loro contenuto, le ultime pagine del libro non sono altro che il rimando a quelle iniziali.
In sintesi, ma solo in prima battuta, potrei dire che il testo di Saggio è “circolare”, ovvero senza un inizio e senza una fine, bensì un cerchio che non ha però diametro fisso: ogni nuovo fatto vi si potrà inserire aumentandolo.
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Il 'particulare' di La Maddalena
di Paolo G.L. Ferrara - 23/3/2010
Nel febbraio 2009, senza ancora potere sapere cosa sarebbe successo dopo il terremoto di L’Aquila, Boeri scriveva del progetto di La Maddalena soffermandosi sui significati legati alla scelta di quel luogo specifico quale sede del G8.
Forse preveggente, citava Francesco Crispi ricordando la sua partecipazione ai funerali di Giuseppe Garibaldi. Preveggente poiché, come sappiamo, Crispi fu pienamente coinvolto nello scandalo del fallimento della Banca Romana -1893- e pienamente assolto con tutti gli altri coimputati.
Si sa: la politica italiana è come il mago Forrest, che fa sparire le cose e, nel contempo, fa anche ridere. Ma è uno spettacolo divertente solo per i pochi, per quelli che si spartiscono le ruberie. Fondamentale distinguo: il potere è sì necessario, ma non lo è il rubare. Secondo distinguo: gli architetti politicamente impegnati hanno sì relazioni vantaggiose, ma ciò non significa che siano ladri.
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Architettura e modernità
di Brunetto De Batté - 22/3/2010
Antonino lo conosciamo per le sue mirabolanti performance dalle rubriche su Arch’it alle direzioni delle collane… ai suoi molteplici testi da Terragni al web … alle varie attività che con i suoi ragazzi e la sua scuola articola in pirotecniche evoluzioni…
Un uomo al passo dei nostri tempi, esteso a tutti i mezzi di comunicazione!!!
Mi giunge sul tavolo universitario questa sua ultima fatica, che raccolgo con gioia per la freschezza e instancabile slancio che ci regala sempre con passione… in un ritaglio di tempo in pausa didattica esattamente 2ore e un quarto ho letto le sue 467 pagine… di un fiato… veramente piacevole senza nessuna pesantezza e stress di un saggio… ...continua...
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Il coccodrillo come fa...? la politica lo sa
di Paolo G.L. Ferrara - 25/1/2010
Il crollo di un edificio a Favara (AG), avvenuto sabato scorso, può essere ricondotto a quanto affermava Leonardo Sciascia prendendo a prestito la descrizione che Flaubert fa del berretto di Charles Bovary: “molte cose sono complicate nel senso della stupidità. Ci si arrovella tanto sul pensiero di certi uomini politici. Ad un certo punto bisognerebbe fare la semplicistica operazione di dire che non pensano.”
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Il Piano Casa in Sicilia e il Ponte di Messina
di Leandro Janni - 24/1/2010
"Abbiamo lavorato -sostengono Davide Faraone, Roberto Ammatuna, Salvatore Termine e Concetta Raia, rappresentanti del Partito democratico in commissione Territorio e Ambiente- per portare avanti le istanze concordate in questi mesi con le associazioni degli ambientalisti e dei costruttori¡. La commissione dovr¨¤ adesso valutare gli emendamenti aggiuntivi che comprendono le norme relative ai divieti, alle esclusioni e alle limitazioni all'applicazione della nuova legge. Il Pd sar¨¤ fermo e rigoroso - si promette - e chiederemo il rispetto delterritorio e dell'assetto idrogeologico e il divieto di ampliamento per edifici abusivi e per quelli che ricadono nelle aree demaniali e nei parch¡." ...continua...
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Bruno Zevi due lustri dopo
di Sandro Lazier - 8/1/2010
Il 9 gennaio 2000 moriva Bruno Zevi.
Vorrei ricordarlo con le sue parole, espresse in occasione del convegno di Modena del 19 settembre 1997. Ho estratto alcuni brani che credo rilevanti per quello che Zevi pensava allora e per quello che è accaduto nei successivi dieci anni dalla sua morte.
Non voglio parlare di un’eredità scomoda, e per questo sempre minacciata d’oblio, quanto di quella sorta di redenzione, seguita alla sua morte, di cui ha goduto la mediocrità generale della cultura architettonica italiana. Parlo di quella influente che, malgrado i fallimenti e i disastri procurati in passato, ha tuttora l’autorità di orientare la cultura istituzionale, destinando ad essa incarichi telecomandati e risorse economiche pubbliche; che occupa università, riviste e convegni infischiandosene del confronto al quale dovrebbe essere tenuta perlomeno per decenza intellettuale; che, quando Zevi era in vita, avrebbe sicuramente evitato di citarlo a sproposito o incautamente come invece è avvenuto e come , quando ne è venuto a conoscenza, questo giornale ha denunciato. ...continua...
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Zevi, Craxi, prestigio, potere
di Paolo G.L. Ferrara - 4/1/2010
Il gennaio 2000 fu mese di lutti eccellenti: il 9 morì Bruno Zevi, il 19 Bettino Craxi.
Due personaggi di statura internazionale, due personaggi certamente scomodi. O meglio, di comodo allorquando erano all’apice del loro prestigio o del loro potere.
Due uomini politicamente impegnati.
Da giorni si legge di vie, piazze o giardini da intitolare a Craxi a Milano, la “sua” Milano, iniziativa che non fa altro che reiterare polemiche e scontri tra fazioni politiche. Non m’interessa, non entro nel merito. Il nome di una via, piazza, giardino lascia il tempo che trova. Walter Tobagi è stato relegato alla periferia milanese mentre sarebbe stato molto più forte e giusto dedicargli la via in cui fu assassinato, a tutt’oggi sempre di proprietà di Andrea Salaino, allievo di Leonardo che ne coniò il soprannome “salai” -diavolo- per rimarcarne il carattere non tanto quieto, tanto che anch’egli fu ucciso -così come Tobagi- con un colpo alle spalle. Ma Tobagi non ha certo bisogno di una via per essere ricordato. E ciò vale per chiunque.
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La farsa del ponte (sullo Stretto)
di Leandro Janni - 29/12/2009
Sicilia, Natale 2009. La farsa del ponte (sullo Stretto). La posa della prima pietra? Sì, no, forse. Di sicuro, di certo c’è il fatto che mercoledì 23 dicembre 2009 non è stato inaugurato il primo cantiere del ponte sullo Stretto, anche perché non esiste ancora né un progetto definitivo né un piano finanziario al riguardo. Il Governo potrà sì mettere la prima pietra, ma solo di una linea ferroviaria progettata e pagata 30 milioni di euro dalle Ferrovie dello Stato. ...continua...
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L'arte facile
di Sandro Lazier - 24/12/2009
L’architetto Giulio Cagnasso mi ha recentemente segnalato un articolo pubblicato sul Giornale di martedì 8 dicembre. L’autore, Luca Beatrice, recensisce “L’uomo artigiano” di Richard Sennett, sociologo che insegna a New York e Londra.
Il testo, secondo l’autore della recensione, prende posizione contro l’arte contemporanea dell’ultimo mezzo secolo nel quale gli artisti hanno smesso di “fare in prima persona”, relegando l’azione a puro concetto, a fatto impersonale interpretabile da cose o persone indifferentemente e in tutto indifferenti.
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Luca Molinari e una Biennale né elegante, né agnostica
di Paolo G.L. Ferrara - 19/11/2009
Sembra tutto perfetto.
La Biennale di architettura di Venezia 2010 vedrà Luca Molinari quale curatore del Padiglione Italia.
Perché sembra tutto perfetto? Per due motivi. Il primo è che Molinari nasce e cresce con la nuova generazione dell’architettura italiana e, dunque, tra altre poche, può essere la persona giusta per darci il polso della situazione di ciò che è avvenuto in questo primo decennio del secolo.
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Conservatori del moderno e moderni conservatori
di Sandro Lazier - 18/11/2009
Ho seguito con alterno interesse la vicenda della demolizione della scuola di Luigi Pellegrin a Pisa. Sono stato più volte sollecitato, insieme a Paolo G.L. Ferrara, a prendere posizione in favore della conservazione di quest’opera voluta da Bruno Zevi, allora presidente della giuria del concorso internazionale che doveva aggiudicarne la progettazione. Non nascondo che inizialmente ho nutrito qualche dubbio e perplessità. ...continua...
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Architetti, crisi e architettura
di Sandro Lazier - 12/11/2009
Sabato 31 ottobre 2009, nel Forte di Bard in Valle d’Aosta, antico complesso militare ora restaurato e trasformato in importante polo culturale, si è tenuta una tavola rotonda organizzata dal G.A.C. (Giovani Architetti del Canavese) sul tema “Architetti, Idee Giovani per la Professione”. Presenti in qualità di relatori Corrado Binel, architetto di Aosta, Enrico Giacopelli, architetto Torinese; moderatore Graziano Pelagatti, Presidente dell’associazione G.A.C. Presente in sala Riccardo Bedrone, Presidente dell’Ordine degli architetti di Torino; assente ingiustificata Daria Cini, Presidente dell’Ordine degli architetti di Aosta.
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Kazuyo Sejima direttore della Biennale 2010
di La Redazione - 9/11/2009
Comunicato stampa della Biennale di architettura di Venezia, del 09.11.2009 ...continua...
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IN/ARCH compie 50 anni
di Sandro Lazier - 29/10/2009
Il 26 ottobre l’IN/ARCH ha celebrato i cinquant’anni di attività. Nella relazione del suo presidente Adolfo Guzzini si leggono le ragioni di un rinnovato impegno per gli anni a venire.
L’impegno dell’IN/ARCH per il futuro è atto sincero sicuramente meritevole e, per questo, all’Istituto va il mio consenso incondizionato. Consenso che però non mi dispensa da alcune osservazioni critiche che mi permetto di suggerire.
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Sulla 53^ Biennale Internazionale d'Arte di Venezia
di Gian Paolo Manfredini - 27/10/2009
LA 53° EDIZIONE DELLA BIENNALE INTERNAZIONALE D’ARTE
oltrepassa se stessa e riapre agli architetti (che ad onor del vero avrebbero una biennale propria)
Fare Mondi” nella sua enunciazione heideggeriana, leggermene megalomane, ha in certi momenti mostrato fluidità tra le diverse discipline artistiche; quasi fossero collegate tra loro in una logica trasformativa che potrebbe far presupporre un’attività costruttiva che, con interventi di tipo architettonico-ambientale, positivamente, abbracci l’intero campo dell’esperienza, delle scienze e delle arti. E ciò a costo di sposare idee di nuovi rapporti con la città, di edificazione sovversive o mirabolanti, utopiche rielaborazioni di spazi collettivi nella ricerca di innovati inizi. ...continua...
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Opere faraoniche e tragedie annunciate 3
di Leandro Janni - 19/10/2009

Ovvero: nella mente dei nuovi tiranni

Sicilia. Piove e fa freddo. Continua a piovere, in questo autunno grigio e minaccioso. In questo autunno confuso e paradossale. Sconcertante. La terra continua a sbriciolarsi, a liquefarsi: nel Messinese, nel Catanese, nel Palermitano, nell’Agrigentino, nel Nisseno, nel Siracusano. Insomma: una situazione assai preoccupante, grave. Una stato di cose che desta angoscia e avvilimento nelle popolazioni già colpite, nelle popolazioni più a rischio. Nei cittadini più consapevoli.
Una situazione evidentissima, chiarissima. Uno stato di cose a cui bisognerebbe porre rimedio. Subito. Con interventi adeguati, efficaci. Senza perdere altro tempo.

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Opere faraoniche e tragedie annunciate 2
di Leandro Janni - 12/10/2009
Sicilia, ottobre 2009. L’ennesimo, tragico, paradossale gioco delle parti. Alle prime dichiarazioni dei sopravvissuti della frana che tutto ha travolto, portandosi dietro fango e distruzione lungo le fiumare dei centri abitati del Messinese, di quei poveri sopravvissuti che parlavano di “disastro annunciato”, si sono, ora dopo ora, aggiunte quelle di politici, amministratori e tecnici che ripropongono lo stesso tema: “Si sapeva, la strage si poteva evitare”. ...continua...
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Opere faraoniche e tragedie annunciate
di Leandro Janni - 5/10/2009
Ha senso parlare di “tragedie annunciate” in un paese come l’Italia che, negli ultimi novant’anni, ha registrato oltre 5.000 grandi alluvioni e 12.000 frane? In media, un episodio ogni giorno e mezzo. In soli cinquant’anni, i fenomeni naturali hanno provocato circa 3.500 morti, mediamente 7 morti al mese. Così stima una recente ricerca dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni. In Sicilia, il 70 per cento del territorio è ad alto rischio. Certo è che la prima e più importante opera da realizzare per il Paese, per l’Isola, è la messa in sicurezza del territorio. E invece, si continuano a concepire e a realizzare opere faraoniche e insostenibili. Spesso inutili. Si concepiscono e si tramutano in legge sconcertanti “piani casa”. ...continua...
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Lettera22_il documentario su Adriano Olivetti
di La redazione - 14/9/2009
Segnaliamo che GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2009 ORE 19 al Cinema Farnese _ Campo de' Fiori 56 – Roma, si terrà la prima della proiezione di
Lettera22
di Emanuele Piccardo
Lettera22 è il film documentario su Adriano Olivetti, un industriale, un politico, un urbanista, un'intellettuale che ha segnato con la sua opera la storia del nostro paese. Adriano Olivetti ha contribuito per un trentennio alla formazione della classe dirigente italiana. Il suo pensiero, i suoi scritti e le sue opere sono state e sono tuttora all'avanguardia in Italia e nel mondo. ...continua...
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Difendere la tradizione dai tradizionalisti
di Sandro Lazier - 12/8/2009
"La dialettica è il tentativo di vedere il nuovo nell'antico invece che soltanto l'antico nel nuovo." (1)
Sono parole di Th.W. Adorno nella sua critica al tradizionalismo. Il suo sistema dialettico rimane sempre attuale perché rinvigorito dal riconoscimento in questo senso espresso dal filosofo della decostruzione, recentemente scomparso, J. Derrida.
Per Adorno la tradizione "Va tenuta lontana, non può essere convocata con un appello e strumentalizzata, pena la sua falsificazione. Ma va anche tenuta presente. Per il suo peso storico, per il suo incarnare(…) la "mediazione" interna a cose e parole, ma non solo."(2) ...continua...
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Il caso Gela
di Leandro Janni - 13/7/2009
Ha avuto luogo a Roma, lo scorso 16 giugno, presso la Casa dell'Architettura, il convegno "Progettare la memoria. L'archeologia nella città contemporanea". Il convegno, promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali, dall'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Roma e da Italia Nostra, ha visto la partecipazione di eminenti studiosi, ambientalisti, tecnici ed esperti. Nell'ambito della sessione dedicata a peculiari "casi nazionali", chi scrive ha avuto modo di evidenziare il "caso Gela". ...continua...
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La morte di Enea
di Alberto Montalbano - 25/5/2009
Qualche mese fa ho ricevuto dal mio amico Alberto Montalbano un suo racconto molto particolare: "La morte di Enea".
L'ho letto tutto d'un fiato e ne sono rimasto affascinato poichè l'architettura, pur non sembrando essere il filo conduttore del racconto stesso, vi è coinvolta in pieno.
Ho allora deciso di chiedere a Montalbano di potere pubblicare il racconto su antiTHeSi, un pò per gioco ed un pò per la curiosità di sapere cosa ne pensano i nostri lettori.
Il mio parere è che Montalbano ci parli di architettura nel modo più giusto, ovvero quello che ne evidenzia i significati etici.
Inizamo a pubblicare la Prima e la Seconda parte.
Buona lettura.
Paolo GL Ferrara
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Utilità e inutilità dell'arte
di Sandro Lazier - 25/5/2009
Vilma Torselli ha recentemente pubblicato su Artonweb un interessantissimo scritto dal titolo La piazza più bella del mondo in cui sostiene l’indiscusso primato architettonico di Piazza del Campo di Siena.
Nell’articolo, l’autrice si domanda molto pragmaticamente le ragioni per cui un posto dovrebbe essere migliore di un altro, e fa una serie di ipotesi che pescano nell’armamentario culturale dell’architettura degli ultimi cent’anni. Da quella che proviene da una dimensione analitica ed astratta, che riguarda principalmente la geometria e le sue applicazioni, a quella che pesca nell’antropologia culturale e nelle sue dottrine evidentemente umanistiche, fino ad arrivare al provocatorio ribaltamento etico-estetico che lega indissolubilmente un luogo costruito al “costume” dei suoi abitanti. ...continua...
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La ricostruzione a L'Aquila non è roba da Archistar
di Vito Corte - 14/5/2009
E’ di questi giorni una accesa polemica alimentata dalla notizia che la ricostruzione post terremoto a L’Aquila potrebbe essere affidata a gradi studi di architettura, le cosiddette “archistar”.
Si parla, sembra, di Fuksas, Isozaki, Calatrava, Nouvel, Hadid ed altri.
Molti non sono d’accordo sull’ipotesi di continuare ad attribuire un ruolo di arbitro delle importanti decisioni che interessano il paesaggio e la città a società che si avvalgono delle fascinazioni alla moda di certi progettisti che utilizzano l’architettura come brand.
Progettisti che spesso supportano quelle holding immobiliariste ammantando con accattivanti messaggi figurativi grandi operazioni di speculazione.
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Piano C.A.S.E. : Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili
di Massimo Pica Ciamarra - 4/5/2009
Acronimo efficace per chi rinunci a valutarne significato ed esiti. L’informatica consente simulazioni virtuali, sogni bucolici. Il premier urbanista ripete “sempre la stessa formula che comunque ha avuto grande successo: case intorno ad un centro verde, con tutti i servizi, con tre tipi di strade (pedonale, ciclabile e carrabile)”. Il documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri / Dipartimento della Protezione Civile con Eucentre (il Centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica di Pavia) impone plauso ed encomi per gli obiettivi espressi. La “strategia alternativa” vuole nel provvisorio “abitazioni ad elevati standard qualitativi”, enuncia in 5 punti la “filosofia progettuale”, mostra “moduli abitativi”, illustra sapiente “sicurezza antisimica”, agili “sistemi costruttivi a secco” e prefabbricati. Per la prima volta risponde all’emergenza con opportuna velocità.
Tutto bene ? No.
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'Ed io che sono Carletto l'ho fatta nel letto...'
di la Redazione - 21/4/2009
Qualche lettore ricorderà il mitico presentatore tv Corrado che, nel 1982, cantò la canzone "Ed io che sono Carletto per fare un dispetto l'ho fatta nel letto di mamma e papà...".
Bene, il Carletto internazionale, alias Carlo d'Inghilterra, sembra averla fatta nel letto delle archistars. Vero è che, allorquando sente parlare di "modernità" gli si rizzano i capelli, ma il più è che quello di Carlo d'Inghilterra non è un "dispetto" ma, e più semplicemente, assurdo ostracismo per tutto ciò che non fa il verso alla classicità architettonica.
Beh, Piano, Rogers, Hadid, Herzog hanno rimproverato ben bene il Carletto...
Riportiamo integralmente l'articolo tratto dal sito web di "Il Giornale". La Redazione ...continua...
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Un’idea per la Ricostruzione: proposte per l’emergenza
di La Redazione - 20/4/2009
Nell’ambito delle varie iniziative per far fronte all’emergenza terremoto in Abruzzo segnaliamo quella messa in atto da PresS/Tletter, The Plan e InArch per un concorso per abitazioni temporanee di emergenza. Di seguito sono descritte le modalità di partecipazione. ...continua...
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Etica e disegno della città
di Leandro Janni - 18/4/2009
Diciamolo: c’è tanta strada da percorrere, ancora, affinché si inverta definitivamente la tendenza che, dagli anni Cinquanta ad oggi, ha fatto e continua a fare delle nostre città un “bene” disponibile per facili arricchimenti privati e si riaffermi una coscienza del bene comune. Ma, noi siamo convinti che questo cambiamento è possibile in quanto fortemente sperato, voluto da un numero sempre crescente di cittadini che si organizzano in gruppi, comitati, associazioni.
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Galvagni all'università di Genova
di Sandro Lazier - 31/3/2009
Martedì 17marzo, in stradone Sant’Agostino a Genova, l’architetto Mario Galvagni ha incontrato gli studenti della Facoltà di Architettura. L'evento è stato organizzato da Marco Ciarlo, responsabile con Fabrizio Melano e Giampiero Negro dello studio MarcoCiarloAssociati, collaboratore da alcuni anni di Brunetto De Battè nei corsi da questi tenuti nell’ateneo genovese. Enrico Bona, docente di progettazione architettonica nella stessa università, milanese come Galvagni, ne ha introdotto la figura, definendo il contesto storico e culturale dentro il quale l’autore ha compiuto le sue ricerche e realizzato le sue opere. ...continua...
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Berlusconi e il Piano Casa per chi ce l’ha già
di Teresa Cannarozzo - 22/3/2009
Il 7 marzo 2009 si apprende dai media che il Presidente del Consiglio sta ideando un nuovo Piano Casa che manda in soffitta le previsioni precedenti contenute nella finanziaria del suo governo (l. 133 del 6.08.2008, Art. 11 “Piano Casa”). Berlusconi comunica trionfalmente di avere messo in cantiere un decreto legge che sarà denominato “Misure urgenti per il rilancio dell’economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili”, chiamato in maniera abbastanza impropria “Piano Casa”. Una proposta che tutta l’Europa vuole copiare. ...continua...
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Agilità e velocità
di Massimo Pica Ciamarra - 9/3/2009
Per fronteggiare la crisi economica il Governo si accinge ad approvare un Disegno di Legge che prevede velocità nei permessi di costruzione; sgravi fiscali per chi ristruttura; incrementi di cubatura del patrimonio esistente e -qualora con tecniche di bioedilizia o ricorso ad energie rinnovabili- nella nuova edificazione.
Bene i primi due punti. In Italia il valore del tempo sembra sconosciuto: anche se il minore tempo di progettazione (!) è fra i parametri che motivano la scelta del progettista; la riduzione di quelli di realizzazione è fra i fattori per l’aggiudicazione degli appalti; mentre per i tempi decisionali e burocratici non vi è limite. ...continua...
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Una proposta per la tutela del paesaggio in Sicilia
di Leandro Janni - 8/3/2009
Pianificazione urbanistica e vincoli ambientali sono strumenti essenziali per orientare le utilizzazioni del territorio all’interesse generale: quello delle generazioni presenti e future. Ma non sono sufficienti. Strumento decisivo è la proprietà pubblica del suolo. Lo avevano compreso nel passato. La cultura contemporanea lo ha dimenticato.
La consapevolezza del ruolo rilevante della proprietà pubblica ai fini della tutela lo hanno ben compreso in Sardegna, nella Sardegna (che fu) di Renato Soru: non nella elaborazione di una brutta legge urbanistica, ma nell’istituire, nel maggio 2007, la Conservatoria delle coste.
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Rapporto da una periferia territoriale:
la Valle del Belice (1968-2008)
di Teresa Cannarozzo - 28/2/2009
Questo scritto descrive alcuni aspetti della vicenda della ricostruzione del Belice, a quarant’anni dal terremoto, dove si sono intrecciate rivendicazioni e lotte popolari per lo sviluppo, scelte politiche gravide di conseguenze, sperimentazioni urbanistiche con ambiziosi innesti architettonici ed artistici. Gli esiti sono molto discutibili e discussi. Tra gli indicatori più preoccupanti un inesorabile spopolamento dei comuni, un buon numero di opere pubbliche incomplete e una grande quantità di abitazioni non occupate.
Dopo decenni di ritardi e di sprechi si comincia forse a delineare una nuova progettualità locale che riannoda i fili con le antiche tradizioni di partecipazione e che si propone di fondare lo sviluppo del territorio sulla conservazione della memoria, sul potenziamento delle risorse territoriali e sul ruolo delle istituzioni culturali. ...continua...
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All’architettura italiana serve una legge?
di Massimo Pica Ciamarra - 26/2/2009
L’INARCH è stato tra i primi a credere che anche in Italia una Legge per l’Architettura potesse trasformare procedure e comportamenti ed incidere sulla qualità delle realizzazioni. La cronologia di questa vicenda (MPC: “Tre lustri di leggi”, “Il Giornale dell’Architettura”/gennaio 2009) segue un processo degenerativo fra l’intuizione originaria e l’attuale Disegno di Legge Quadro per la Qualità dell’Architettura. Eppure -lo documentano anche due comunicati stampa tuttora sul nostro sito- nel luglio 2008 l’INARCH fidava nelle promesse del Ministro. Oggi non può che rilevare l’istanza tradita. ...continua...
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Sulla debolezza? No, sulla confusione!
di Sandro Lazier - 26/2/2009
Nella presS/Tletter n.06-2009 è apparsa una lettera dal titolo Cherubino Gambardella: Sulla debolezza dell’architettura italiana in cui l’autore, Cherubino Gambardella appunto, credo in risposta ad un articolo di Valerio Paolo Mosco sul consueto tema della modestia delle ultime architettura italiane, riesce in poche righe a produrre un numero tale di cialtronerie che è raro trovare condensate in un testo così breve. ...continua...
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Geografia interstiziale
Audible geography
di Sara Bracco e Emanuela Giudice - 17/2/2009
Per celebrare i cinquant’anni di attività dell’Institute of Australian Geographers, la geografia e la sua definizione sono state raccolte in undici tracce realizzate da altrettanti sound artists e pubblicate dall’etichetta Room401 sotto l’auspicio di un Audible Geography. Una geografia quasi interstiziale questa, che diventa matrice per rappresentare i labili confini tra natura, cultura, economia, politica e, specialmente, quell’influenza esercitata sull’uomo e sulla sua percezione spazio/temporale.
Sono passati diversi anni da quando Renato Biasutti poneva la distinzione tra l’aspetto percettivo e quello scientifico del termine che i dati lì erano solo oggettivi e non lasciavano spazio a considerazioni di natura estetica travalicando, così, il sensoriale. ...continua...
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Teatro Samonà: non solo finirlo ma anche, e soprattutto, usarlo
di Simona Puleo - 16/2/2009
Simona Puleo è una giovane saccense che, per la sua tesi di laurea, ha voluto confrontarsi con il Teatro Popolare della città natale, ovvero il famoso e incompleto "Teatro Samonà".
Non è architetto, Simona, e ciò è ancora più importante poiché la tesi si è basata non tanto sui significati architettonici bensì su come dovrà essere gestita la struttura affinché possa finalmente funzionare una volta completata. E'un passo importante che pone in essere la questione sul come fare vivere non solo la funzione ma anche l'architettura stessa.
La Redazione ...continua...
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Galvagni, Gaudì e la ricerca
di Sandro Lazier - 12/1/2009
Il 17 dicembre dell’anno appena trascorso, l’Avvenire ha pubblicato un articolo a firma Leonardo Servadio dal titolo Anche l’Italia ha il suo Gaudì. Il riferimento al genio catalano investe l’architetto milanese Mario Galvagni, sul lavoro del quale antiTHeSi ha pubblicato numerosi testi e articoli e tiene tutt’ora una rubrica sull’esperienza didattica dello stesso a Parma e Pavia. L’articolo di Servadio riserva al lavoro di Galvagni toni ed espressioni entusiastiche, proprie di chi scopre solo ora la genialità e l’attualità di un autore che non ha beneficiato della doverosa popolarità di cui invece hanno goduto personaggi molto meno importanti dell’architettura nostrana.
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Di Lusso
di Gianni Marcarino - 11/1/2009
Un amico mi consiglia un libro: De Luxe di Dana Thomas, (De Agostini). Il sottotitolo è già una dichiarazione: Come i grandi marchi hanno spento il lusso. L’autrice è una giornalista di moda che ha scandagliato a fondo il mondo griffato della cosiddetta”industria dei beni di lusso”. Storia di aziende e personaggi, interviste, fatturati ed una tesi: l’arte di produrre oggetti esclusivi è stata sostituita da un unico obiettivo, il profitto.
Un tempo lo stilista era fondatore e proprietario dell’azienda, ne determinava lo stile, la ricerca, per creare oggetti da desiderare ed acquistare da un pubblico ristretto, perché il vero lusso era qualcosa “pensato per te e per nessun altro”.
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Il ruolo della critica
di Sandro Lazier - 7/1/2009
“È un’esplosione di libertà per l’architettura: molto nobile, perché sarebbe più facile andare d’accordo con la mentalità stagnante. Gjra, Legnani, Paoletta, Caraman, Cancellotti, Michelucci, Cereghini, Frette e Rossi e altri buoni architetti non sono, per ora, compensati come dovrebbero di commissioni. Le commissioni vanno ancora in largo stile a quei maneggioni di cui abbiamo altra volta discorso.
Ma l’atletico Terragni fa vedere ai visitatori come si fa a costruire in barba alle commissioni d’ornato, nella sua Como patria di Sant’Elia.
Per concludere, questa esposizione segna il risveglio più carico di domani dell’architettura italiana. Non è possibile precisare teorie e notare delle esegesi minuziose: preso in blocco, questo sforzo giovane ed alacre si può giudicare come un principio di rinnovamento. I frutti li avremo alla buona stagione, quando la polemica per il gusto moderno avrà raggiunto gli scopi di moralità cui tende. Il fatto, per ora, è.”

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Playtime. Il paesaggio digitale e il suo doppio
di Emanuela Giudice - 5/1/2009
A Modena, all’ex Foro Boario, in occasione del Festival dell’Architettura poco tempo fa hanno allestito una serie di pannelli che riportano la performance, con relativo punteggio, di un Super Mario Bros. in versione parietale, facendoci tornare un poco indietro quando, attori più che spettatori, si smanettava sulle prime console, tra le cassette di un Nintendo o di un Commodore 64. Su una parete poco distante han posto invece le immagini e il sonoro di Monkey Island, videogame in cui ci si ritrovava, per la prima volta, a partecipare ad una storia narrata e in cui il paesaggio diventava scenario di persone, oggetti e strutture architettoniche. ...continua...
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La qualità architettonica non è solo cultura. È molto di più
di Renzo Marrucci - 4/1/2009
Il tentativo di procedere a disegnare una legge sulla qualità dell’architettura aprendo una finestra sul mondo della professione è certamente da considerare positivo. E, mentre ne rilevo gli aspetti che considero positivi, tuttavia non posso fare a meno di pensare a quelli negativi e nondimeno credo che sia necessario, e anzi indispensabile, perfezionare questo primo accenno di rapporto per aprire un dibattito serio sulla inefficienza del mondo professionale legato alla produzione architettonica e urbanistica. ...continua...
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Caso Casamonti
di La Redazione - 2/1/2009
L’articolo di Paolo G.L. Ferrara sull’arresto di Marco Casamonti ha prodotto fin’ora 46 commenti. Tanti, anche per la pazienza di un accanito lettore che volesse farsi un’idea della vicenda. Siccome l’argomento è importante e merita un’attenzione speciale, siamo costretti a selezionare quei commenti che riterremo esclusivamente inerenti il tema e che non saranno unicamente scambi di opinioni tra commentatori tipico di altre forme di partecipazione in rete.
Detto questo, siamo in grado di segnalare un esclusivo documento di sintesi dell’ordinanza che riguarda il caso Casamonti, con la trascrizione delle intercettazioni telefoniche relative. Tutti possono scaricarlo o leggerlo a questo indirizzo (Ordinanza_Casamonti.pdf – 34MB).
Una volta letto, dato per certo che nessuno vuole condannare prima di chi è preposto a farlo, dovremmo perlomeno concordare sulla necessità di una parola ufficiale da parte di chi ha in mano la responsabilità disciplinare degli iscritti.
La Redazione
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