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---> Un anno molto difficile
di
Sandro Lazier
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| Commento
11081
inviato da --->
Nikos Salingaros
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Gentile Lazier, Prima di tutto, buon anno! Ho letto il suo saggio “Un anno molto difficile” dove lei critica l’opera e l’atteggiamento del mio amico Ettore Mazzola. Ebbene, Ettore è un grande ragazzo e può difendersi molto bene da solo, non ha bisogno che intervenga io. Lei, però, presenta una tesi schizofrenica che certamente confonde i lettori, visto che rappresenta una confusione fondamentale sulle basi dell’architettura contemporanea e di quella degli decenni recenti. Sono completamente d’accordo con la sua affermazione sulla corruzione sia morale che estetica quando dice: “Siamo arrivati al fondo della sopportazione politica, in mano a partiti despoti, senza idee e novità, padroni assoluti dello stato e di istituzioni cresciute fine a se stesse e alle poltrone di chi le governa, sotto ricatto di lobby, categorie, associazioni, comitati e ogni altro genere di forma collettiva senza la quale un cittadino resta solo come un pirla. Ma un pirla da spremere fino alla fine. Viviamo in uno Stato vorace, che succhia così tante risorse da non conoscere nemmeno la quantità di cui ha bisogno. Non esiste più bene comune, libero per davvero. Il mondo non è più di tutti, è un fatto comunque privato, pubblico o personale che sia: i parcheggi blu hanno pervaso il globo. Il bene comune è ormai proprietà dei partiti e dei loro capi. Senza il loro consenso si sopravvive, ma non si partecipa a niente e non si fa nulla.” Il mio gruppo di amici italiani, con il nostro Ettore Mazzola in capolinea, sta combattendo ferocemente contro questo muro di potere radicato. Proponiamo soluzioni edilizie democratiche, condivisi, fondati su un libero pensiero di progettazione partecipativa e aperta. Combattiamo contro l’oscurantismo della casta elitaria, contro l’antiarchitettura che distrugge la città e che riduce l’uomo a una pedina controllata dall’alto. Dunque, se lei realmente auspica un cambio verso un futuro migliore, non ha nessun significato a criticare Ettore. Chi, invece, continua a proporre gli stessi campioni di un’anti-architettura ideologica, praticanti di un approccio tossico all’ambiente costruito, idoli della casta internazionale del potere finanziario, continua il gioco sporco. Veramente, non riesco a capire come qualcuno possa seguire l’ideologia manipolatrice del pensiero controllato per poi voltare le spalle agli veri campioni dell’architettura umana. Siamo noi a indicare la strada per la liberazione del pensiero architettonico, perché appoggiati della scienza. Proponiamo una pratica di disegno che possa salvare il mondo utilizzando l’intelligenza umana per combattere l’indottrinazione e il potere oscuro. Certo che ognuno ha la libertà a volere essere illuminato, o non, intellettualmente comodo a seguire l’ossequio del sistema corrotto della falsa “modernità”. Ma non si possa fare i due allo stesso tempo senza affondare nella schizofrenia. Con i migliori saluti per 2012. Nikos |
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Commento
inserito il
1/1/2012
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