Commento di pietro pagliardini all'articolo Un anno molto difficile
Commento all'articolo ---> Un anno molto difficile di Sandro Lazier
Commento 11098 inviato da ---> pietro pagliardini

Vilma, non è che non conosca la rete wifi e che non ne apprezzi le potenzialità. Ma io sono fermamente convinto, perchè lo si osserva ovunque, che non sono le "funzioni", per quanto importanti, a determinare la "funzionalità" di una città.
Le funzioni passano, la città fatta del suo hardaware (strade, edifici privati e pubblici, piazze) resta ed è la rete urbana a determinare DOVE si concentrerà anche la rete wifi, non viceversa.
Per rimanere sulla rete wifi, vorrei proporti due scenari:
1) la sua diffusione è facile. In effetti lo è, è solo questione di investimenti e non credo nemmeno stratosferici. Comunque ipotizziamo che lo sia. Con questa condizione essa potrebbe estendersi a tutta la città in maniera praticamente indiscriminata. A questo punto l'aggregazione non potrà che concentrarsi sempre negli stessi luoghi nodali determinati dalla struttura urbana, perché essa non sarà più una rarità e quindi gli utenti andranno laddove comunque naturalmente convergono le persone e le attività altre, non solo lo wifi.
2) la sua diffusione è costosa o difficile o non conveninete e quindi si dovranno selezionare i luoghi. Mi sembra evidente che si darà prevalenza a quelli dove comunque ci sono spazi pubblici (i privati lasciamo stare che ci sono già in molti locali pubblici), cioè nei luoghi nodali. Ad Arezzo, che non conta molto è vero, ma qualcosina conta, è cominciata qualche anno fa nelle piazze del centro. Però io non ho visto molta gente con pc all'aperto, ma li ho visti, eccome, nei bar del centro. Del centro, bada bene.

Inoltre, ormai lo wifi mi sembra pure superato dalle connessioni internet dirette che ogni tablet ha, come ce l'hanno i cellulari e che determina una totale delocalizzazione. Non c'è luogo, urbano e non dove non ci si possa connettere, salvo qualche anfratto tra i monti. Ma proprio questo continuo superamento della tecnologia ne determina l'obsolescenza rapida ed impedisce comunque che questi fattori possano avere stabilità e determinare la forma della città e il suo utilizzo costante e duraturo.
Non esiste attività o funzione che dir si voglia che possa, alla lunga, invertire l'ordine delle cose. Alla fine l'hardware vince sempre e un commerciante che vuole vendere (e durare) dovrà posizionarsi in quei luoghi dove passa più gente. I centri commerciali sembrano l'unica eccezione, ma anch'essi sono soggetti a decadimento rapido e in America stanno chiudendo, ma anche in Italia. E comunque non sono luoghi, sono non-luoghi, per l'appunto. Certo altri ne aprono, ma questo dimostra la sostanziale instabilità di questo sistema.
Quegli amministratori scellerati che pensano di creare dei poli urbani ex-novo, per darsi lustro, sforzandosi di inventare funzioni adeguate, senza tenere conto della rete urbana e di tutte quelle pedanti ma efficaci analisi di cui parlavo nella risposta precedente alle tue obiezioni, finiscono nell'abbandono, anche se si trovano in luoghi geograficamente centrali, addirittura nel centro storico. Non basta l'essere baricentro geometrico, occorrono altre qualità per diventare aree nodali.
C'è un proverbio molto toscano (lo so che i proverbi sono proverbi e basta, ma insomma, si fa per sdrammatizzare) che dice:
"col negozio in un cantone ci sa fare anche un coglione".
L'angolo, cioè l'incrocio, raccoglie quasi il doppio dei flussi e quindi i negozi nel cantone, con le vetrine e gli accessi in due strade, sono più favoriti, e tuttavia non tutti gli angoli hanno il medesimo peso. Se fai caso, specie nelle grandi città, in centro, i tabaccai sono quasi sempre "nel cantone" (osservazione da fumatore) anche perchè vendevano, ora assai meno, non solo sigarette ma anche pipe, accendini non a perdere e oggetti regalo di un certo pregio (carte da gioco, roulette, ecc).
Lo sapeva anche Hausmann che nel suo piano di Parigi ne fece una quantità industriale (di incroci, non di tabaccai).
Ciao
Pietro
  . ..
Commento inserito il 8/1/2012

  ----> Altri commenti relativi a questo articolo
----> Vai all'articolo Un anno molto difficile
----> Chiude questa finestra
...
 

www.antithesi.info - Tutti i diritti riservati