Commento di luigi nucita all'articolo Architetti, crisi e architettura
Commento all'articolo ---> Architetti, crisi e architettura di Sandro Lazier
Commento 7761 inviato da ---> luigi nucita

Non avendo un pensiero originale mi affido ad un maestro, Carlo Ludovico Ragghianti
“Naturalmente quasi inosservato il volumetto di Tullio de Mauro che ha per titolo Il linguaggio della critica d'arte (Vallecchi Firenze 1965 pp68), e lo esamina sia come linguaggio speciale o uso speciale di lingua, sia nella formazione storica del suo vocabolario, concentrando l'attenzione sulle "radici storiche, complesse e spesso assai profonde, della moderna critica artistica".
(...) l'autore constata che il lessico di derivazione antica è orientato soprattutto verso la definizione di significati denotanti le diverse modalità figurative della loro esteriorità materiale o tecnica (pittura, scultura, architettura, plastica), ovvero denotanti entità elementi o caratteri ritenuti oggettivi (forma, linea, figura, composizione); mentre il lessico moderno "è orientato verso l'individuazione di significati denotanti momenti o qualità della creazione artistica e della comprensione, considerati al di là della diversità di tecniche esecutive (arte, gusto, genio, artistico, espressivo)".
Il lessico riflette cioè "la congiunta scoperta dell'unità delle arti e del primato della personalità creatrice dell'artista" nell'opera compiuta. "Nella conquista di concetti e significati coglienti gli elementi unitari e soggettivi al di là dell'oggettiva diversità delle tecniche esecutive, i motivi platonici hanno probabilmente avuto meno peso di quanto le dispute teoriche rinascimentali potrebbero far credere, come è lecito indurre dall'assenza di loro riflessi sul piano linguistico...Bello per quanto sia parola di grandissima frequenza nel linguaggio corrente, è ai margini del linguaggio critico ...Non bello o bellezza, ma arte, artista, forma sono le parole dominanti nell'uso linguistico della critica d'arte contemporanea: parole che, per i legami di affinità con altre parole delle lingue storiche, per i loro significati anche non estetici, alludono all'arte non in quanto platonica contemplazione o sentimentalistica eccitazione, ma in quanto operatrice e formatrice". (Arti della visione - Il linguaggio artistico 1979 Einaudi)
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Commento inserito il 14/1/2010

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