Commento di pietro pagliardini all'articolo Il Piano Casa in Sicilia e il Ponte di Messina
Commento all'articolo ---> Il Piano Casa in Sicilia e il Ponte di Messina di Leandro Janni
Commento 7770 inviato da ---> pietro pagliardini

Caro Cusano, sono in totale disaccordo con lei.
Il fatto che vi siano altre leggi illiberali, e ve ne sono in quantità industriale, non giustifica affatto la continuazione e l'inasprimento di tale andazzo.
In realtà anche lei vuole "punire" i cattivissimi che hanno fatto un abuso e poi l'hanno condonato. Lo si capisce e lo dice piuttosto chiaramente.
Mi sfugge del tutto il virus, lo definisco così, che ormai induce ogni bravo italiano a gridare a pene sempre più severe per ogni cosa. Forse è l'effetto della TV. Per ogni fatto di cronaca nera che la TV prontamente racconta con le "testimonianze", si alza il'immancabile grido: leggi più severe e pene più severe. E' un automatismo ormai.
Ognuno di noi si sente migliore degli altri e dunque gli altri vanno puniti severamente. Sembra quasi vero.
Questa situazione mi suggerisce tre cose:
-le grida manzoniane;
-quello che una volta la sinistra condannava come atteggiamenti piccolo-borghesi;
-le monetine lanciate a Craxi, al cinghialone, da cittadini "onesti" e indignati.
L'indignazione moralistica! Ma tant'è.
Come scrive Camillo Langone nel suo ultimo libro, Manifesto della destra divina, che consiglio vivamente di leggere, se si ha la forza di non "indignarsi", secondo alcuni ci vorrebbe un carabiniere per ogni cittadino e un avvocato per ogni carabiniere.
Fino a che continuerà questo gioco di guardie e ladri, dove in realtà nessuno vince e tutti perdono, questo paese non troverà la forza di migliorare e rialzarsi. C'è una visione priva di speranza in questo volere che per legge tutti siano buoni. E, in fondo, non lo dico per lei, c'è una vena di fascismo nel desiderare l'uomo perfetto e nell'impossibilità di accettarlo invece con i suoi difetti. Cazzo (me lo consenta), la nostra umanità è fatta di imperfezione, vivaddio, e non è compito della legge farci diventare buoni. E invece ultimamente vanno tutte un questa direzione.
La Controriforma e l'Inquisizione non c'entrano proprio un bel niente nella legislazione autosconfessante, semmai c'entra il bizantinismo che è la vera anima di questo popolo. D'altronde quella norma che rende in determinate circostanze non demolibile un edificio, a parte l'uso che può prestarsi a grandi elasticità, è un elemento di buon senso, successivamente chiarito con l'art. 12 di non so più nemmeno quale legge, forse la 47, o chissà quale altra tra le migliaia, che dice che si può monetizzare (a caro prezzo) nel caso in cui non si possa procedere a demolizione della parte abusiva senza pregiudizio dell'intero fabbricato.
Pensi al caso di un edificio costruito con altezze di interpiano maggiori di quelle ammesse: che facciamo, per 10 cm per piano demoliamo tutto l'immobile? O forse sì, della inflessibile serie chi sbaglia paga?
Molto inquisitoria a me sembra invece una norma che vuole appunto punire coloro che hanno commesso un reato ma lo hanno poi condonato in base ad un'altra legge. Il condono è certamente un errore ma le leggi, caro Cusano, si applicano, non si interpretano e chi apprezza la Riforma lo dovrebbe sapere molto meglio degli altri.
Saluti


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Commento inserito il 29/1/2010

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