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---> Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
di
Paolo G.L. Ferrara
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inviato da --->
giannino cusano
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Non so se i designer italiani di successo sono corrotti, come suggerisce Giusti, o no. So che ogni giorno che passa le leggi in Italia sono sempre più un optional, anche (non solo) perché troppe e confuse. E parto da cose piccole: queste elezioni regionali prossime venture, all'insegna della più totale illegalit6à e spregio delle regole. A sinistra come a destra, nel PD come nel PdL. Le firme, per es.: per presentare liste, se non si è già in parlamento regionale, occorre raccogliere firme autenticate e certificate da pubblici ufficiali che siano sul posto. Il PD deve presentarle, perché 5 anni fa non c'era. Vi pare che abbia difficoltà? Nessuna: piglia un po' di elenchi vari e "firma" a filo dritto in nome e per conto di ... poi firma anche per eventuali liste civiche e liste civetta. A volte, si fanno le candidature DOPO aver raccolto le firme: cosa illegale, perché i cittadini per legge devono sottoscrivere liste già formate. Per Forza Italia e AN, quando c'erano, era lo stesso. E sarà lo stesso per il PdL. Intanto, chi rispetta le leggi non ha nemmeno il supporto della pubblica (dis)informazione e deve spendere, oltre tutto, un mucchio di tempo per spiegare ai cittadini come mai sta chiedendo loro una firma. A qualcuno viene in mente di cancellare questa legge inutile e infame? No: perché fa conodo eliminare sulla linea di partenza dei potenziali concorrenti scomodi attraverso l'illegalità e la concorrenza sleale. Ecco un esempio piccolo ma assai significativo: le leggi si fanno per fottere i più deboli e "i fessi" che le rispettano. Il che significa: caro cittadino onesto, vuoi cavartela anche tu? Impara anche tu a non rispettare le leggi, allora: ecco come la corruzione dilaga. E questo discorso vale per l'abusivismo, i concorsi di idee e di architettura che non si fanno e se si fanno è solo per fottere le idee, e così via. E non è per parlare di politica: è che ovunque ti giri trovi situazioni analoghe. Una ricerca condotta in sede UE ha documentato che tra i paesi europei l'Italia è, nella percezione dei suoi cittadini, il paese più corrotto d'Europa dopo la Grecia. Ma allora: è un miracolo che persone come Stefano Boeri, ottimo professionista a mio modo di vedere, riescano ancora a mettere ancora a segno qualche risultato, fino a priva contraria. La situazione è pericolosissima e noi viviamo e discetiamo tranquilli della crisi, di come ne usciremo ecc. , ma siamo ridotti peggio di Weimar. Quando dici cose del genere, ti danno della Cassandra, dell'esagerato. Salvo poi che subire tutto questo non tocchi proprio a quelli che fino al giorno prima ti accisavano di disfattismo e di pessimismo. E ne ho viste mica poche, di situazioni del genere, nella mia vita. Durante l'assedio del ghetto di Varsavia i più colpevoli, a mio avviso, non furono tanto i nazisti, ma quelli che ai tavoli dei caffè nelle piazze poco distanti continuavano indifferenti a ordinare ostriche e a brindare a chanmpagne, come se nulla stesse accadendo. Come se, una volta eliminate certe anomalie (=persone) la vita potesse tornare bella e felpata e da godere come prima. E lasciamo pure che crepino quegli altri, allora. Purché serva a tornare quanto prima alla normalità, a caviale, pellicce e champagne e purché non tocchi a noi. Salvo poi che il destino dei pochi non fa che prefigurare quello di tutti. Sono anni che dico che l'aria in Italia è mefitica. E in cambio, il rompicoglioni sei tu, non chi viola le leggi in modo sistematicxo. E sono anni che dico che prima o poi finirò per chiedere ASILO POLITICO a un altro paese UE e che bisognerebbe essere in tanti. Non è una boutade o un'esagerazione: in questo paese la democrazia è commissariata da oltre mezzo secolo: è un fatto non più solo formale, ma ridotto ad apparenza. E oggi che sente la stessa necessità di asilo politico all'estero anche il mio amico Pannella con altri che se ne stanno convincendo, spero che si sarà in molti e che la cosa abbia un qualche effetto su questo paese dormiente. Male che vada, si starà in buona compagnia. Il Fascismo non è mai morto, in Italia, e non necessariamente si chiama destra o va identificato con Berlusconi. L'ignoto non deve far paura: deve spaventare il già noto e l'abitudinario, specie quando le abitudini sono quelle, pessime, che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi.E non si fa assolutamente nulla! G. |
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inserito il
16/2/2010
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