Sette invarianti? Forse nessuna…
 
Pietro Maria Bardi per la serie “Testo&Immagine”
di Francesco Tentori
Per l’educazione
nelle arti figurative
in Brasile

di Assis Chateaubriand[1]

I brasiliani e i brasiliani di adozione che stanno aiutando il Brasile a riunire un patrimonio artistico di pittura e scultura, non sanno bene in quale ora decisiva stiamo per arrivare, se vogliamo trasferire dentro le nostre frontiere alcuni degli ultimi capolavori del patrimonio artistico europeo ancora reperibili sul mercato.

Attualmente, sul mercato delle opere d’arte, il Brasile è in competizione con altre tre forze poderose[2], con tre acquirenti di un’aggressi­vità che, a volte, ci umilia per il fatto che non disponiamo di fondi equivalenti a quelli di cui essi dispongono, per riuscire a batterli negli incontri dove noi ci disputiamo, reciprocamente, lo stesso oggetto.

Dà pena che le autorità brasiliane non si rendano conto di quale momento cruciale stiamo attraversando, per scegliere alcune cose e trasferirle nella nostra patria. Finora non dispongono, i nostri poveri musei, che di modestissimi strumenti, con i quali insegnare alla gioventù i segreti delle arti plastiche: arti delle quali l’Europa e gli Stati Uniti — e un poco anche il Giappone e il Messico — posseggono tutto ciò che il genio umano ha prodotto e sta producendo di più perfetto e di migliore [...]

   

[1] Sul n. 2 di “Habitat”, genn.-febb.’51, in un inserto senza titolo di fronte a p. 51.

[2] Più avanti, I’articolo chiarisce che queste tre forze sono Stati Uniti, India e Australia.

   
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