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Commento 206 di Angelo Errico del 29/09/2002


L'IBM, lo racconta Piero Angela in una sua trasmissione, creò dagli Stati Uniti sempre all'avanguardia la prima scheda perforata che, Hitler, userà per codificare e catalogare efficientemente i deportati ai campi di concentramento.
La storia quindi non è priva della risibilità voluta dal destino, con i legami che con la guerra mondiale del secolo scorso, si creano tra l'America e l'Europa filonazista.
Quella della realizzazione di un'opera imponente, in memoria ai caduti in guerra da realizzare nel Mall di Washington D.C., da parte del gruppo tedesco che realizzò i campi di concentramento, non è una novità così paradossale per l'applicazione ancora oggi dell'esperienza acquisita dalla Germania durante l'inizio belligerante del ventesimo secolo. Basti sapere che, per esempio, la cremazione dei morti, avviene in Europa con dei forni crematori di origine tecnologica tedesca.
Penso che una verità da esprimere sulla vicenda del nuovo insediamento monumentale a Washington possa ricevere due contraddittorie e diplomatiche valutazioni.
Favorevole; con una considerazione di sottolineata civiltà democratica per cui, se pur ci siano echi del passato in chi realizza l'opera, ciò è testimonianza di una nuova mentalità che vede alla storia passata con distacco remoto, e si manifesta matericamente la capacità di procedere al di là delle considerazioni contestuali che all'epoca avrebbero avuto ragion d'essere, ma che oggi rimangono solo note polemiche per non essere ancora capaci di voler crescere dando all'evento lo stesso significato della memoria e dell'insegnamento che si instaura con la storia così come si fa per le vicende di zio Tom o la rivolta dei mercanti di tè.
Sfavorevole; con una considerazione attenta alla lettura sociale dei comportamenti umani, in riferimento specialemente all'attuale atteggiamento antropologico filo globalizzazione, in cui tutto si tritura e si rimpasta, senza attribuire i valori che gli eventi storici ci hanno trasmesso, confondendoli e reinterpretandoli a sfregio delle generazioni dei nostri nonni e dei nostri avi, per compiere sfaceli peggio delle guerre in passato messe insieme nel miraggio incantevole del futuro diverso e migliore.
Insomma, non ritengo che il monumento in argomento non debba esserci, però Washington nasce sulla genialità di urbanisti che avevano più considerazione per la vegetazione e la realizzazione di parchi che non invece di edifici e architetture. Ricordo di aver potuto ammirare la tomba commemoratrice Kennedy. Un'opera di silente rispetto alla memoria, minimalista e purista tanto per usare due terminologie del settore dell'arte e dell'architettura, non romperebbero affatto quel vasto terreno erboso e creerebbe una passeggiata molto simbolica, educatrice ed insegnante, come dovrebbe un monumento che si rispetti.

Angelo Errico

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