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Ci sono 7 commenti relativi a questo articolo

Commento 6703 di Silvio Carta del 07/01/2009


Un critico, oltre che come detto giustamente dovrebbe "vigilare sulla correttezza e onestà dei comportamenti che portano a fare l’architettura", ha anche il compito di fare da tramite, intellettualmente parlando, tra i suddetti maneggioni e il resto della collettivita'. La gente, in termini volutamente generali e generici, non possiede gli strumenti intellettuali per poter discernere una architettura da un palazzaccio. (sia un esempio per tutti la continua richiesta da parte della collettivita' di una architettura gia' definita "gastronimica", o se volgiamo spostarci sul campo dei fiori, mi e' capitato spesso di avvertire la pianta di gerani come un elemento spartiacque tra "buona" e "cattiva" facciata di un palazzo). Il critico pero' puo' (anzi deve) suggerire delle vie di interpretazione, delle chiavi di lettura, in termini semplici, chiari, adatti ad essere compresi da chi l'architettura la vive e non la fa.
Il critico musicale "ci dice" se un nuovo album e' "di qualita'" o no in base a criteri oggettivi e basandosi su una pretesa esperienza in campo musicale. Nessuno contraddice un critico musicale. Prima di comprare un libro o vedere un film ne leggiamo spesso la recensione, per capire se varra' quegli 8 euro e 50. Ci fidiamo spesso dei critici letterari, ma quante volte diffidiamo da quelli di architettura? Esistono i critici di architettura per la collettivita'? Esiste il caso di un compratore che si rivolga ad essi prima di comprare una casa? Ah no, in tal caso vengono interpellati i Tecnocasa, i Toscano, i PirelliRe.
Ed e' lapalissiano che per essere un filtro che ingoia argomenti complessi come l'architettura (e la tentata architettura) e li trasforma in semplici frasi capibili da tutti, il critico deve avere le idee chiare, anzi chiarissime. E poi deve essere onesto, come giustamente sottolinea Sandro Lazier. Idee chiare, preparazione ed integerrimita'.

E poi si, la "disinvoltura etica con cui certi maneggioni fronteggiano concorsi, colleghi, incarichi e carriera" è visibile, visibilissima. Ma ancora una volta.. solo ai critici, quelli veri. E come tutti i gatti che si mordono la coda, o i giochi dell'oca che si rispettino, torniamo a capo. Alla sincerita'.

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Commento 6710 di Renzo Marrucci del 08/01/2009


il ruolo della critica è particolarmente importante. Tanto è vero che la mancanza di veri critici oggi è causa di una profonda confusione negativa. Non è confusione positiva, cioè creativa, ma vera e propria simulazione della creatività di cui si ha la responsabilità culturale e morale.
Non molto tempo fa si parlava di "contaminazione" nella sua accezione positiva, cioè influenza e osservazione, ora la parola è sparita perchè di fatto sussiste la corruzione. Corruzione come deviazione e smarrimento, come filosofia del comportamento. Oggi copiare è una sorta di abitudine e pare che chi lo faccia prima vince... L'importante è saccheggiare, vedere, guardare, la sindrome della cattura visisiva con successiva digestione male organizzata. I materiali suppliscono alla incapacità creativa a diversi livelli ma la gara è circoscritta. Poco amore per l'uomo anzi pochissimo e talvolta nullo. Ecco, il ruolo del critico è proprio nell' individuare dove manca l'amore verso l'uomo e la società. Il critico dell'architettura lo fa studiando l'architettura, interrogandosi sul valore del progetto e le sue fasi. il valore della realizzazione e le sue fasi, quindi il prodotto nella sua reazione nell'ambiente dell'uomo.
Si riesce a comprendere il valore morale del progetto e quindi della realizzazione? E' sufficiente osservarlo rispetto all'uomo e alle sue esigenze e necessità di vivere una vita sociale priva di degrado culturale e umano. Quando l'architettura fallisce rispetto all'uomo il giudizio è nelle cose...Quado la città fallisce rispetto all'uomo il giudizio è nelle cose... Il bello in architettura compendia l'utile con la necessità dell'uomo alla sua spirtualità... L'architetto deve preoccuparsi soprattutto del rapporto uomo e ambiente e società, seriamente e con gioia... Il materiale entra dopo... e scaturisce dalla comprensione sensibile della realtà...

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Commento 6712 di Silvio carta del 08/01/2009


Gentile RM, non sono d'accordo con lei nell'ammettere l'assenza di critici veri in Italia. Ci sono, solo che non parlano molto e non sono tanti.

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Commento 6716 di Renzo Marrucci del 09/01/2009


Caro Carta, ci sono? C'erano semmai ma ora son morti purtroppo... Hanno preso il posto ma non la respobilità... Si spartiscono sedi e presidenze e cattedre ecc... oppure convivono prendendo abbagli che potrebbero essere utili con sufficiente umiltà...ma non la dimostrano...
Che ci facciamo ?

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Commento 6718 di silviocarta del 09/01/2009


Gentile Marucci, ci sono, ci sono, siamo piu' positivi. Non ne faccio i nomi qui in questa sede, ma se preferisce glieli posso indicare in privato. A volte ci facciamo prendere un po' dalla corrente che in questo periodo porta a vedere tutto negativo e a lamentarci della nostra nazione a beneficio di altre. La colpa della non visibilita' dei buoni critici e' nostra. Continuiamo come pecore a dare adito a canali informativi controllati da non-critici come quelli ai quali lei fa riferimento, senza capire che il vero dibattito critico viaggia su frequenze diverse, meno note e, a causa nostra, meno conosciute. La colpa e' nostra, non loro.
Poi sono d'accordo con lei che ci sono tante figure inutili e sovrastimate, questo si. Pure troppe.
S


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Commento 6726 di christofer giusti del 10/01/2009


Sig. Carta, che sono queste esclusività? li faccia qui i nomi di questi critici, o ha forse paura di coinvolgere tali signori in qualcosa di scomodo? e che diamine di critici "veri" sarebbero dunque?
sig Marrucci, se ha avuto queste rivelazioni, le riporti qui per favore, a mò di appello a svegliarsi!
anche perche i battibecchi tra fessi e esaltati..francamente....

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Commento 6732 di silvio carta del 10/01/2009


Gentile Christofer Giusti, cosa e' questa atmosfera da anfiteatro?
Io poi, nemmeno La conosco, perche' si meraviglia della mia suddetta "esclusivita'". Preferisco non nominare le persone che ritengo critici seri ed intelligenti semplicemente per una questione di rispetto prima nei loro confronti (pare che gli faccia pubblicita') e poi in quelli di chi legge, ancora assumerebbe il tono di una propaganda e, francamente, non ne ho nessuna intenzione. Il mio obiettivo era quello di stemperare il tono negativo sulla critica italiana.

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