Torna alla PrimaPagina

Altri articoli recenti
articoli

Commenti
Ci sono 2 commenti relativi a questo articolo

Commento 7038 di renzo marrucci del 05/04/2009


L'articolo articolato della Cannarozzo poteva essere anche più lungo e articolato e senza dubbio continuare ad avere "formale" ragione... Poteva trattare anche delle ragioni per cui gli "asini" hanno volato e dove invece hanno pesantemente zoppicato... non soltanto raramente qualcuno si è alzato da terra... probabilmente si capisce che volare è l'unica possibilità o alternativa? Teresa cannarozzo probabilmente lo sà ma vola anche Lei, elegantemente, sulla realtà storica, urbanistica e territoriale siciliana.
Un cordiale saluto

Tutti i commenti di renzo marrucci

 

Commento 7127 di giannino cusano del 19/04/2009


Ho trovato ottimo e assai ben documentato questo rapporto. L'ho riletto atentamente, più volte. Come più volte ho visitato la meravigliosa terra di Sicilia, ma selettivamente, come mio solito, per cui quasi niente Belice, niente Gibellina. Poco male: ci sono concetti che si possono comprendere bene anche senza specifiche conmoscenze di merito. A patto, naturalmente, di leggerne i grandi tratti e le strategie che prefigurano, Non c'è futuro possibile se si pretende di saltare a pie' pari il passato: occorre anzituto leggerlo con grande attenzione per capire cosa è tuttora vivo. Tra by-passare in toto il passato in nome di una malintesa modernità e scimmiottarlo saccheggiandone a piene mani stili e non digerite forme, come fa Portoghesi a Poggioreale, non c'è differenza alcuna, perché il passato in ambo i casi è trattato da questione definitivamente chiusa, dunque priva di continuità col presente e col futuro e di qualsiasi possibile, vera innovazione.

Credo che uno dei passaggi chiave cui dedicare molta atenzione sia

«Forse bisognerebbe riflettere di più sul fatto che la somma di tanti edifici anche interessanti non produce automaticamente la città, che è il frutto di un processo di stratificazioni culturali, appropriazioni identitarie, relazioni sociali, scambi, economie, appartenenze. »

Ecco: non s'impianta "città" con la bacchetta magica. Questo delirio di onnipotenza ha ben poco a che vedere con l'architettura. E forse ha contribuito assai a posizioni retrograde successivamente risorte nell'Italia intera, per la sfiducia che ha indotto negli animi tanto velleitario "disegno" avulso da qualsiasi riflessione creativa sulla storia viva. Ed è di storia che abbiamo bisogno: di cognizione di causa della situazione presente, d come si sia venuta formando, se vogliamo spingerci costruttivamente, cioé creativamente, oltre.

Tutti i commenti di giannino cusano

 

[Torna su]
[Torna alla PrimaPagina]