Torna alla PrimaPagina

Altri articoli recenti
articoli

Commenti
Ci sono 3 commenti relativi a questo articolo

Commento 348 di enricogbotta del 22/05/2003


Prendo spunto dalle proposte di Luigi, che trovo tutte molto sensate, per fare alcune riflessioni.
Riguardo sulle webzines italiane di architettura ho già espresso il mio punto di vista su NIB http://www.newitalianblood.com/testi/testo120.html). Qui vorrei sollevare una questione di fondo: non e’ forse giunto il momento di ripensare completamente l’idea di rivista on-line in termini innovativi? Infondo è quello che newitalianblood ha cercato e sta cercando di fare (Luigi mi correggerà se sbaglio), ma visto che questo tema si è presentato nuovamente con forza, forse è il caso di porsi obbiettivi ancor più ambiziosi.
Innanzitutto il panorama dei siti di architettura in Italia è eccessivamente frammentario, eccessivamente perché questa frammentarietà non è giustificata da un’effettiva diversificazione né del contenuto, né della forma, né tanto meno dell’approccio generale ai temi dell’architettura.
Allo stesso tempo, e proprio per questi motivi, non c’è un reale pluralismo e il rischio è quello di contribuire al formarsi di un sistema chiuso e auto-referenziale.
La direzione verso cui ci si deve muovere a mio avviso è quella che porta verso i due estremi, e cioè da un lato verso la concentrazione degli strumenti in un vero portale acritico, auto-organizzatensi e personalizzabile; dall’altro verso l’atomizzazione della presenza web individuale.
Benissimo, la mia proposta è di azzerare tutte le “riviste” web, chiamarle per quello che di fatto sono, cioè iniziative individuali (con questo non intendo “di un individuo”, ma caratterizzate da limiti di espandibilità), e far confluire tutto in un “sito unico” che sia in grado in questo modo di catalizzare l’interezza del contenuto di architettura presente sul web per quel che riguarda teoria e progetti.
Questo “sito unico” ovviamente non avrebbe fini di lucro, sarebbe completamente acritico, sarebbe fondamentalmente un puro “mezzo” all’interno del quale possono aver luogo tutte le iniziative particolari di cui Luigi parla, che si svolgerebbero tutte in maniera democratica e trasparente. Non avrebbe gerarchie (direttore, vicedirettore) che sono, nella maggior parte dei casi, puramente fittizie e comunque insensate.
Un “sito unico” sarebbe l’unico strumento a mio avviso in grado di innescare un vero processo di partecipazione attiva che sul web italiano non esiste. Nonostante le statistiche che i “direttori” delle webzine sciorinano ogni qualvolta se ne presenta l’occasione e’ un fatto che gli attori su questo palcoscenico sono pochi e sono sempre gli stessi. Io imputo questo alla frammentarietà e alla mancanza di “massa critica” nonché di diversificazione biologica tra le varie proposte web.
Ognuno è e deve essere un punto di emissione. Bisogna assolutamente promuovere la cultura della partecipazione attiva in prima persona, della condivisione. Questo ovviamente è un invito che dirigo principalmente a chi ha la possibilità di lavorare con gli studenti, visto che è nella scuola dove si deve in primo luogo abituare i giovani alla partecipazione attiva. E’ un fatto però che ci vogliano anche delle condizioni locali adeguate, cioè i siti devono essere attrezzati con gli strumenti giusti in modo da favorire la partecipazione.
Un “sito unico” dovrebbe quindi avere un altissimo grado di interattività e di personalizzazione, sarebbe quindi principalmente uno sforzo tecnico più che uno sforzo critico. Una volta avviato però vivrebbe di vita propria.
Beh che ne dite? Una bella utopia? Non credo in realtà è una cosa tecnicamente fattibilissima e per di più molte delle caratteristiche e di questo “sito unico” non sono mie invenzioni, sono i risultati di numerose ricerche sull’evoluzione di siti internet condotte negli ultimi anni… ma lo stesso non funzionerà mai. Perché?
Molto semplice: l’età, la carriera, i titoli di studio, le amicizie, l’autorevolezza, l’autorità, le gerarchie, i gemellaggi, i favori fatti e ricevuti etc. etc. non conterebbero più niente. “Questo sarebbe un bene…” direte voi, e invece no, è un male. E’ il peggiore dei mali per chi ha lottato anni per guadagnarsi i suoi privilegi e adesso cosa volete fare buttare tutto alle ortiche? Eh si perché potrebbe anche succedere che un ordinario di disegno dopo aver pubblicato un suo saggio su questo “sito unico” venga contraddetto da un perfetto nessuno, e magari la maggioranza degli altri perfetti nessuno di a questo signor X manforte. E a quel punto il povero professore che si è sudato la sua cattedra dovrebbe accettare la figuraccia? No semplicemente ritira il suo saggio e sul sito unico non ci mette più piede, in più farà di tutto per screditarlo e dire che è una buffonata “è assurdo l’opinione di un signor X valga tanto quanto la mia”.
Siccome i professori e comunque chi ha un po’ di potere è gia in partenza molto più furbo, in certe situazioni neanche ci si fa a mettere. E quindi il “sito unico” non va da nessuna parte. Perché tra l’altro non fa comodo neanche al direttore della webzine digitale perché, che diamine, si lavorerà pur per qualcosa… “Io nel mio orto son direttore, nel “sito unico” sono uno dei tanti, chi me lo fa fare? Se il mio orto va bene ci guadagno io, se va bene il “sito unico” ci guadagnano gli altri, che assurdità”.
Però potrebbe succedere l’impossibile e il “sito unico”, che è stato fatto bene, che è veramente acritico, che è veramente interattivo, diventa punto di riferimento e il traffico, si sa, fa cambiare idea a molti.
Insomma forse è un’utopia, ma infondo google esiste.

Tutti i commenti di enricogbotta

 

Commento 349 di Furio Barzon del 22/05/2003


una spinta improvvisa sulle spalle e mi ritrovo buttato in mezzo ad un palco anonimo con un cinico riflettore spot puntato addosso con un pubblico che accecato non vedo ma che sento attento insomma si aspettano che dica qualcosa cosa dico preferirei stare in silenzio non solo per timidezza ma alla fine mi siedo su una sedia di scena dico che non sono un attore e che racconterò solo la mia storia inizio a dire che sono quattro anni che pago per lavorare che quotidianamente non faccio altro che fornire informazioni gratuite sulle nuove frontiere dell'architettura e il tutto via internet mezzo costosissimo altrochè no e che ho iniziato tutto questo perchè non avrei saputo che forma dare alle mie architetture troppe mode modalità possibili e che dovevo sistematizzare quello che avevo davanti la rivoluzione tumultuosa e lo ho fatto per me prima che per gli altri un motore di ricerca che ho chiamato Minotauro perchè è il labirinto o meglio la jungla che voglio mappare ma poi all'improvviso penso no non avrei dovuto incominciare da questo dovevo subito ringraziare Centola per la sua ultima mail che mi dice mi farebbe piacere potessi essere tu l'organizzatore della prima edizione del premio un premio per la critica con pezzi pubblicati online ma la critica come faccio a dirgli Luigi ma dai la critica tradizionale non serve più era che prima di Koolhaas che prima di Superstudio che prima degli Smithson gli architetti non osavano scrivere ma forse invece sì perchè c'era pure il Corbu ed Alberti ma anche Vitruvio insomma dai la critica sono cose belle da leggere quella che ci manca oggi è una storia una matrice programmatica sulla quale appoggiarsi io ho appena scritto una matrice ma Saggio l'ha voluta chiamare Carta di Zurigo e lui è il nostro maestro insieme a Luigi Prestinenza Puglisi che altrettanto Saggio è ed ha scritto due libri ed adesso sta scrivendo un terzo che forse nell'insieme sono la matrice che cercavamo sono loro i maestri critici italiani ripeto che in rete ci stanno già ampiamente insomma no un premio non serve oddio c'è la gente sugli spalti lì al buio che mi sente avrei voglia di invitarli qui a parlare dai saltate su parliamo di altro che in fondo di architettura non si può parlare direttamente organizziamo un'altra passeggiata dai Stalker saltate su qui venite a raccontare delle vostre passeggiate architettoniche Nicole dove siete faccio dieci secondi di silenzio penso che devo dire qualcosa su quello che sto per organizzare ma che forse oramai la sala sarà vuota ed io la cosa più importante ancora non la ho detta insomma scrivo qui perchè l'atteggiamento di Ferrara che continuo a stimare tanto non ti ho più scritto perchè ero in trasformazione diamine Paolo! l'atteggiamento dicevo mi è sembrato costruttivo e l'intervento di Luigi pure allora eccomi qui a proporre una cosa grossa che avevo in mente da tempo dai forza facciamo un consorzio Marco mi ha detto che non la ritiene una idea vaga che chiameremo CONSORZIO INDIPENDENTE PER L'ARCHITETTURA ma anche il nome lo discutiamo ma sarebbe una struttura aperta che organizza delle cose e che può far sentire compatta l'onda breve che arriva da internet e che dai lo vediamo tutti ha una marcia in più una strana sensazione che non ci sia nessuno in sala ma fino dall'inizio e non mi interessa continuo a dire la mia come se le mie parole potessero rimanere nell'aria a ciclo continuo forse sono dentro ad un sogno ma la luce spot non si è mossa un attimo allora decido che dico cosa farò io e cioè che mi allontanerò dall'idea della webzine del portale del sito che fa informazione che dà indirizzi orizzonti che in qualche modo guida la ricerca del nuovo e che ho voglia di concentrarmi sulla creazione di servizi innovativi di diventare collettivo di riferimento collaboratorio per quanto concerne la ricerca sulle nuove tecnologie costruttive quelle di Bilbao sui nuovi materiali sui nuovi sistemi collaborativi per il fare progettuale tridimensionale altro che autocad light e promuovere eventi occasioni di costruzione e lo facciamo tutti insieme che questa volta siamo pronti dopo anni di gavetta collettiva ma il consorzio ci può fare tutti partecipi zac
luce spenta
da solo al buio su un palcoscenico assurdo siete lì rispondete
Furio di COLLABORATORIO®, furio@architecture.it

Tutti i commenti di Furio Barzon

 

Commento 350 di Fausto D'organ del 24/05/2003


Sto leggendo di cose buffe qui; più buffe dei miei stessi Commenti (che pare non abbiano valenza di Titolo Universitario!); e persiste un magnifico fenomeno: tra queste pagine mi sento come a casa (nelle prime ed in quest'ultima nessuno mi dà retta!). AntiTHeSi, in aggiunta a ciò, è strana ultimamente! E il "Saggio" dice "[...]se non si guarda alle differenze non si capisce nulla[...]" ... Tra il maggio e il giugno del 2001, ricordo, ero disperatamente in dubbio su ogni mia cosa: una Tesi di Laurea improbabile, per un improbabile Ingegnere, per un'improbabile bagaglio di sogni e passioni. Ero in stallo mentale; navigavo in internet, ubriaco perso: ne percepivo la potenza mediatica, la ricchezza di inputs; mi pareva un luculliano laboratorio di alta pasticceria! ... In quelle settimane Luigi Prestinenza Puglisi ed io, due perfetti sconosciuti (l'uno all'altro e viceversa), ci scambiavamo e-mail stile studente<>professore: Lui mi aiutava a capire alcune cose, io facevo domande e ottenevo direzioni e parole sulle quali non ho forse mai riflettuto come avrei dovuto. In quelle settimane, Celestino Soddu ed io (altri due perfetti sconosciuti, l'uno all'altro e viceversa), ci scambiavamo e-mail in cui io cercavo di ottenere la demo di un suo software morfogenetico, e Lui sottolineava civilmente che 'sto software "era solo suo", e sussurrava (dal Giappone) paternamente alla mia coscienza che io non avevo alcun bisogno di esso per dare forma alle mie idee. In quelle settimane Antonino Saggio (perfetto sconosciuto Lui per me, io per Lui), giustamente preso dalle sue cose, non mi cagava di striscio: pur percependo (date le indiscutibili sensibilità ed intelligenza, accreditateGli dal sommo Zevi) il mio disagio ed il conseguente bisogno di una Guida (seppur digitale ed a sprazzi), Lui mi liquidò con una frase del tipo "[...]ho scritto di queste cose, [...]si legga le fonti contenute nel mio Sito e rimanga sempre connesso; la saluto[...]"; ed io rimasi sempre connesso, e "scaricai" il suo sito, e lessi le sue cose. Tuttora le leggo! ... Tuttora ricordo, come se fosse ieri: contattai Sandro Lazier che sornione e duro come il granito mi bacchettava a suon di "[...]dai giovani ci attendiamo risposte, no domande!", o Paolo Ferrara che affermava "elabora e collabora!" ... Strani tipi 'sti due, mi dicevo: s'inkazzano facile! vanno contro!? e perchè? per cosa? scrivono pesantezze, ma con leggerezza d'animo (tipica di chi non ha niente da perdere o di chi non ha ancora niente da conquistare!?) ... antiTHeSi? ... mah!? vediamo un po'! Scaricai il necessario per riempire 144 pagine di stampa: articoli, dibattiti, fonti della critica, analisi di eventi, ecc. Mi ci addormentai sopra un paio di notti, e mi risvegliai nel caldo di pensieri vivaci. Fu, forse (ma non ci credo più, ormai), la goccia che riempì l'assenza dolorosa acquisita dalla non curanza umana sui "sapienti bordi romani" e finalmente risanata tra i lidi dell'altitalia! Forse (illuso, io!) fu la rabbia che mi facevano la scontrosità e la rughezza dei modi di Lazier, forse fu lo stimolo a fare (mah!?) che mi veniva dall'entusiasmo di Ferrara ... Raggranellai tutto quello che avevo nel sacco e manipolando mega e mega di dati e immagini mentali, mi liberai dalla morsa della sfiducia ... Oggi, 24 maggio 2003, sono immune all'ebbrezza web: navigatore pasciuto, io, colgo ciò che mi pare da dove mi pare, saccheggio e manipolo, come fate Voi, un pò tutti direi; sono di nuovo eroso da dubbi, ma ho smesso di sorprendermi di cose buffe come la pubblicità al tal libro insignificante di un certo "tal dei tali" in un media "tal dei tali" da parte di un conduttore "tal dei tali" che dallo stesso autore del libro s'è fatto riordinare e arredare la casuccia romana da 500.000 euro ... ho smesso di sorprendermi di come si riesca a ricevere, anche così facendo, attenzione da tutti affermando che il futuro dell'interrelazione casa_uomo_città risiede nell'appiccicare schermi su facciate di edifici classici rovinate dallo smog e permettere a chi è imbottigliato nel traffico delle 20:00 di ascoltare e vedere Mentana su membrane che affogano pietre centenarie alle quali non si riconosce altro diritto che quello di reggere i sipari elettronici della loro ultima rovina. Non mi sorprendo più di queste cose buffe e di cento altre, e senza sorpresa scorgo oggi, 24 maggio 2003, un Lazier fantasma ed un Ferrara affaticato. Un'antiTHeSi diversa: fatta di decine e decine di commenti al margine del niente; decine e decine di articoli spenti (che valgono da Titolo Universitario per i giovani rampanti che li digitano); decine e decine di pagine regalate alla polemica secca. Qualche settimana fa manifestai a Paolo il mio disagio a stare tra persone che parlano ognuna per i fatti suoi o soltanto coi pluridecorati oratori digitali par loro, elargendo indifferenza a tutto il resto, a pulci parlanti dal dito facile e senza cultura come me, per esempio. Ora invio questo contatto per manifestare il sempreverde disagio (rinvigorito da nuovi dubbi) anche sotto l'ombra benevola del COLLABORATORIO (marchio registrato ® pronto all'uso per la ristilizzazione della crisi). Tra poco, fra un TRIP di Furio e una proposta imprenditoriale di Luigi, antiTHeSi verrà fusa ad altre aziende della cultura architettonica per soli eletti. Per i pochi che gravitano vicino al sole maestro e non per la moltitudine affogata (senza libera scelta) nel freddo peccato della distrazione. Se la VOGLIA DI FARE E DI DARE è tale e tanta da favorire il rigurgito di parole del tipo "[...]Non credo che il mondo universitario sia ridotto così male. O meglio l'aspetto da esamificio è sempre esistito ed esisterà, e un simile compito prima di spettare alle riviste digitali dovrebbe essere perseguito proprio all'interno delle università[...]", allora c'è da ben sperare per la nascita della Nuova Accademia: fatta di uomini e donne che dopo "anni di gavetta collettiva" sono pronti a costruire ciò che ancora non c'è: un posto anche per loro dove "mangiano" i grassi maestri. Uomini e donne, manipolo di nuovi conquistatori che camminano sulla strada spianata dalla neo avanguardia accademica citata con gratitudine da Furio. Con artigli così forti, conficcati da anni nelle vecchie membra dell'Università, come potreste Voi, giovani promesse di saggezza e chiarezza, fallire l'ascesa alla "ribalta barzoniana"? Ed io!? Io continuerò a navigare, a stare in contatto, a vederVi parlare e uploaddarVi a vicenda, sperando, come forse alcuni altri, che i cambiamenti che Vi augurate siano portatori di cose buone da "regalare" alla gente annaspante come me, che gravita in basso, lavora per Voi nei Vostri Studi di Progettazione e che favorirà la realizzazione della Vostra Architettura®. State creando il Codice a Barre con cui "blurrare" tutto, confondere nell'indifferenziata merce sociale anche improbabili bagagli di sogni e passioni. - f.d'organ

Tutti i commenti di Fausto D'organ

 

[Torna su]
[Torna alla PrimaPagina]