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Commento 740 di Fausto Capitano del 03/06/2004


Quando esplorai l'area web del gruppo, fui subito colpito dal numero di teste e dall'assenza manifesta di un leader creativo. L'idea di squadra "alla pari" incarna i piccoli sogni di ogni progettista dotato, da Madre Natura, di una buona dose di socialità, che nelle circostanze citate si traduce in desiderio di comunicare emozioni, di aprirsi all'altro, di "lasciare un segno", insieme. Nell'occasione di quella esplorazione, visionai il filmato relativo al Progetto WTC: l'installazione mega galattica si fa fregio di un "valore d'uso" aggiunto, che nasce da una memoria tragica e da un rinnovato sentimento collettivo. Essa prende forma dalla contingenza, si erge con sorpresa e fascino. Emana una soluzione tipologica (transfusa, frame dopo frame, di nuvole e riflessi d'alba!) che si vuole porre alla stregua di un "termine di confronto" per nuove proposizioni architettoniche dell'insediamento intensivo umano. La creatura non incarna un processo irreversibile di residenzialità economico_produttiva, ma si fa portatrice sana di un'idea di "città più sentimentale". NO agli "spilloni d'acciaio" irti verso il cielo con indipendenza e indifferenza. SI alle "instabili traiettorie fuse" che trovano equilibrio nell'unione, "nella partecipazione", nell'orizzontalità. Quella del gruppo è una riflessione tipologica che cerca di stabilire una particolare "circolarità del pensiero sociale" all'interno del processo creativo: i caratteri di una comunità ferita, impaurita ed emozionabile, diventano variabili di forma; la forma cresce dalle attese modalità d'uso, dalle molteplici culture degli utenti, dalle erosioni strutturali della società terrorizzata. Il prodotto, icona parametrica di un desiderio di comunità e di "comunione", si alza con presunta dolcezza e sicura forza strutturale, pronta per essere sottoposta al vaglio dell'uso sociale. In sostanza, il filmato è divertente, ma non esaustivo: l'oggetto architettonico è più che altro percepito dalle espressioni della gente e dall'ombra portata sulle strade e sugli altri edifici. Il messaggio emotivo è la chiave (come lo stesso Greg sottolinea). La forma dell'installazione è ancora "solo un passaggio" verso "altre soglie". Altre soglie, altri orizzonti, che visioneremo in luoghi diversi da quello in oggetto, dato che per il futuro del WTC sono state scelte un'altra icona, altre emozioni, altre storie. Buon lavoro ad "United Architects", portatori di un senso di gruppo che è sempre "buona cosa".

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