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Ci sono 4 commenti relativi a questo articolo

Commento 881 di Irene Guida del 18/03/2005


Scusami tanto, però mi sembra che a furia di fare piazza pulita, alla fine tu abbia divelto pure il lastricato.
A proposito, ti racconto una storiella della mia bisnonna: quando era molto anziana, diceva sempre di voler sopravvivere a tutti e a tutto, per diventare ricchissima e rivendersi i paesi, uno per uno. A quel punto mio padre gli domandava: scusa, nonna, ma a chi li vuoi vendere?
Allora non so cosa rispondesse, però credo che la sua risposta e la tua tenderebbero a coincidere.
Lei morì da lí a poco.
Ovviamente, tocca ferro, però il bello del mondo è che è un gran casino e non è facile impostare correttamente le cose.
Fine.

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Commento 882 di Fausto Capitano del 19/03/2005


I miei più cari amici mi contestano la “fraudolenta tendenza” a complicare i messaggi di cui mi faccio portatore, cadendo nel “triste paradosso” di non comunicare affatto quando, invece, desidero farlo con tutto il cuore. Confesso di non saper scrivere, confesso di aver studiato sui testi di critica del De Sanctis quand’ero troppo piccolo per farlo, subendone gravi contraccolpi (un po’ come vedere l’esorcista a 11 anni!)… Ma tu, Irene, oggi mi fai letteralmente mangiare la polvere. Scusami: ti rimango abbondantemente dietro. Non sono in grado di capirti. Se puoi, frena ed accosta: vienimi affianco e fatti comprendere. Parafrasandoti: raggiungi l’astrazione del contatto dialettico non per privazione di senso, ma attraverso un processo di sublimazione della sua assenza; tutto è così minutamente fuori posto eppure così tipico da essere pura polvere di parole.

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Commento 883 di Irene Guida del 27/03/2005


ho reagito perchè invece a me piacciono le parole.

ho letto l'articolo perchè trovavo bello l'aver definito il contrasto tra due idee di spazio con due personaggi così improbabili da accostare, come Euclide e Neo.

Però poi sono stata delusa dal contenuto, che si liberava proprio dell'intuizione migliore del titolo.

Io anche sono convinta che la realtà annulla le differenze che al pensiero sembrano opposizioni, però, visto che hai trovato una opposizione così radicale, e che per liberarsene occorre molto lavoro, è ingiusto sbarazzarsi della questione dicendo: tutti dicono cazzate, non parliamone proprio che è meglio.

la questione è interessante, la strada pure, ma per favore, non chiudere tutto in modo così banale.

va meglio?

ciao
I.g.

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Commento 884 di fausto capitano del 29/03/2005


Euclide con Neo: improbabile accostamento? … Non direi. Un contrasto tra due idee di spazio? … Può darsi! … Una chiusura banale? … No! Chi ha chiuso cosa? … Piuttosto, il tentativo d'apertura su una soglia (uomo/hardware/software/spazio) per imparare a vedere cosa c'è. Irene, sulla soglia c'è (tra le altre cose) la modifica profonda del modo di formarsi della conoscenza dello spazio. La nostra mente "cambia il lavoro eseguito sulle informazioni": la ricezione e l'elaborazione degli input spaziali sta subendo riorganizzazioni strutturali. L'hardware, oggi diffusamente disponibile, è "il motore" di questa congiuntura; il software, oggi incredibilmente diverso dai suoi antenati degli anni '80/'90 dello scorso secolo, è l'habitat operativo in cui incubare e plasmare cause ed effetti delle combinazioni attivabili dall'uso di nuove chiavi cognitive. La percezione di questo habitat è ancora nebbiosa, e a questo proposito, ecco che ti suggerisco, Irene, un altro accostamento ("inedito", al pari del principale!): Eisenman, De Kerckhove e Saggio con Sant'Agostino; la "Carta di Zurigo" versus le "Confessioni". Chiamiamo in aiuto il sempre presente prof. Antonino Saggio. Chiediamogli cos'è "la giungla". Quali sono i suoi pericoli… Sant'Agostino sorriderebbe compiaciuto: le risposte non diraderebbero la nebbia, in quanto esse stesse se ne nutrono. Altresì, è proprio l'accostamento umilmente proposto ad innescare la sua eliminazione. Irene, scoprirai che le risposte di Saggio non ti servono, perché Sant'Agostino ha detto già tutto quello che c'era da dire. Quindi, ritorneresti al punto di partenza: la soglia. E per oltrepassarla, capiresti di aver bisogno dell'hardware, del software, del tuo "talento archigitale" e della tua mente libera. Ce l'hai queste cose, Irene?

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