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Opinioni

Condono non solo


di Massimo Pica Ciamarra
5/10/2003
L’Istituto Nazionale di Architettura - INARCH - da sempre è contrario ad ogni ipotesi di condono edilizio, cioè ad automatismi che rendano “regolari” trasformazioni dell’ambiente urbano o del territorio prive di appropriate valutazioni.
Il NO non ha carattere burocratico: non rincorre formalità legali o amministrative.
Questo NO deciso non è disgiunto dall’altrettanto ferma opposizione alle più recenti forme di “dichiarazioni di inizio attività” secondo le quali oggi possono legittimamente attuarsi nuove edificazioni o trasformazioni dell’esistente sulla base di semplici corrispondenze volumetriche a piani approvati o sulla base di banali equivalenze quantitative. Una collettività matura non rinuncia al controllo della qualità del costruito e dei suoi ambienti di vita.
Questo NO deciso non è nemmeno disgiunto dall’opposizione a leggi o procedure recentemente introdotte che consentono trasformazioni ambientali e paesaggistiche in assenza di efficaci analisi qualitative, procedure da correggere se realmente si vogliono raggiungere “obiettivi” veri, ampi e condivisi.
Questo NO deciso non è nemmeno disgiunto dal profondo dissenso verso progetti o trasformazioni - spesso anche promossi da Enti e pubbliche amministrazioni - che continuano a realizzarsi senza scaturire da confronti fra alternative, e che non di rado sono responsabili di scempi ambientali e paesaggistici o peccano di indifferenza rispetto ai questi valori od a quelli della qualità architettonica.
Un NO che ha riscontro in un SI. Le norme che da un decennio rendono sempre più improbabili interventi di qualità vanno trasformate - e con urgenza - mediante un nuovo patto sociale teso alla qualità dell’ambiente, dei paesaggi e delle stratificazioni che la storia produce di continuo: una collettività matura esprime analogo interesse per la tutela del patrimonio del passato e per la formazione del patrimonio del futuro. Lo splendido intreccio fra natura ed artificio ancora insito in molti dei nostri paesaggi mostra che è possibile: le azioni dell’INARCH sono dirette a determinare condizioni che consentano ad ogni intervento, alle infrastrutture come agli edifici, di arricchire il territorio di nuova qualità e bellezza.

Massimo Pica Ciamarra - settembre 2003

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