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Opinioni

Su Genova, corvi e Merloni


di Paolo G.L. Ferrara
15/11/2003
“Considerato il valore elevato delle consulenze, ritengo che fosse obbligatoria una gara pubblica. Invece gli incarichi sono stati assegnati in base a rapporti fiduciari”.
A parlare è Domenico Podestà, presidente dell'Ordine provinciale degli architetti di Genova.
Le sue parole sono inquietanti perché dichiarano apertamente che gli appalti per il Museo del Mare non sono stati espletati come Legge comanda.
Il progettista spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, dichiarando di non avere potuto firmare la direzione dei lavori perchè “...è stata l'amministrazione comunale a dirmi che la legge italiana non lo consente” si tira fuori dalla questione responsabilità, ma tira drettamente in ballo le leggi italiane.
Ribatte Podestà che “...non è affatto vero che il progettista non possa anche essere direttore dei lavori. Anzi, la legge Merloni incoraggia la coincidenza delle due figure, proprio per responsabilizzare di più chi ha redatto il progetto, nella fase di esecuzione materiale dell'opera. Vogliamo capire chi ha diffuso queste false informazioni e perché.
Su questo fronte scatterà un'indagine formale, una volta conclusa l'inchiesta della magistratura”
.
E' quasi un'ironia della sorte, ma a condurre l'indagine sarà un sostituto procuratore di nome Sergio Merlo...che dovrà chiarire anche quel che concerne l'affidamento degli incarichi secondo la Legge Merloni. Stando alle parole di Podestà, si configura un'indagine che potrebbe scoperchiare imbrogli figli di interessi enormi. Ma è alquanto anacronistico che che Podestà voglia capire a posteriori chi “ha diffuso queste false informazioni”. L’Ordine degli architetti ha il dovere di saper prima cosa sta succedendo, non dopo. Ha il dovere di controllare prima, non dopo. Ha il dovere di denunciare prima, non dopo.
Ha tutti questi doveri, soprattutto se sospetta che non è stata data la direzione dei lavori allo stesso progettista in modo che si potessero “...avere a disposizione più incarichi da distribuire a vari professionisti. Insomma, si voleva accontentare un po' tutti”.
Chi voleva “...accontentare un pò tutti”? e chi sono questi “...un pò tutti”?
Ricapitoliamo per chiarezza.
1.Vazquez Consuegra dichiara che non ha “.... alcuna competenza dei calcoli strutturali del progetto, né della posa in opera, né tanto meno della sua costruzione, visto che non sono incaricato della direzione dei lavori ma ho assunto solo la direzione artistica”.
E se è vero che su tutti i disegni strutturali c’è la firma di Consuegra, altrettanto vero è che c’è solo ed esclusivamente perché -sempre a detta di Consuegra- questi sono parte integrante del progetto esecutivo, di cui egli aveva l'incarico; ma l'unico responsabile dei calcoli è lo studio spagnolo di ingegneria NB35 dell'ingegner Jesus Jimenez Canas.
Inizia così lo scaricabarile tra i due spagnoli, anzi, solo da uno, visto che l’ingegnere Canas è praticamente irrintracciabile anche dalla Magistratura italiana.
2. E’ il Comune di Genova a dire a Consuegra che non può essere direttore dei lavori. Come si spiega?
3. Podestà non se lo spiega; anzi, sì: dice che sono stati divisi gli incarichi per dare soddisfazione un pò a tutti, accusando, nella sostanza, il Comune di Genova. Che però respinge tutte le accuse: non avevano alcun tipo di responsabilità di cantiere, dice un assessore. di controllo burocratico e legale forse sì...
Quanto affermato da Consuegra e dagli altri personaggi coinvolti lo appurerà l’indagine della magistratura, ed è dunque inutile fare stupide congetture in questa sede.
Piuttosto, è Podestà che non dovrebbe aspettare il “dopo inchiesta” per fare scattare un’indagine formale sulla diffusione di false notizie. Se ne è così sicuro, lo faccia seduta stante, denunciando alla magistratura che qualche “corvo” ha messo in berlina la Legge Merloni, cercando così di tutelare la nostra categoria, a cui tanto sembrano tenere i convenuti al recentissimo Congresso Nazionale di Bari. E che, almeno per una volta, l’Ordine degli architetti si renda utile per fare chiarezza su eventuali collusioni ed imbrogli, spartizioni e non rispetto delle leggi.
Nulla contro Podestà, a cui non possono certo essere scaricate addosso le colpe di altri, ma non bastano le parole per tutelare gli architetti onesti, quelli che non si abbassano alle spartizioni paventate dallo stesso Podestà.
Prepariamoci ad un pasticcio all’italiana tra i più rinomati nel mondo, quello i cui ingredienti sono appalti milionari, aggiramento delle leggi, tacito consenso. Chissà se, stimolato da un piatto così prelibato, Pepe Carvalho arriverà dalla Spagna a dare manforte ai nostri inquirenti...Di ricette se ne intende, ma qualcuno lo avviserà che i pasticci italiani sono quasi sempre indigesti?
Vittorio Sgarbi, non nascondendo l’avversione sui lavori che Genova sta portando avanti per il 2004, se la ride e vede nel crollo “...una potente, tragica metafora”. Forse, ma auguriamoci che non lo sia della impotenza della Legge di farsi rispettare, mettendo in gattabuia chiunque abbia responsabilità, anche fosse il più potente tra gli uomini. La sua vita non vale di più di quella di Albert Kolgjegja, che resterà la vera, unica vittima.

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