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Opinioni

Ravello: do, re, mi, fa, so, la, si...pit, put...


di Paolo G.L. Ferrara
31/7/2006
Ravello, Auditorium di Niemeyer: eravamo rimasti al via libera del Consiglio di Stato per l’attuazione del progetto da parte dell’Amministrazione Comunale del Sindaco Secondo Amalfitano. Era lo scorso febbraio, Italia Nostra incassava il colpo e i proprietari dell’area si rodevano il fegato per la fine dei sogni di speculazione derivanti dalla costruzione di un grande parcheggio.
Ma, si sa, ride bene (e spernacchia...) chi ride ultimo, e così, pochi giorni fa, le risate se le è fatte Italia Nostra grazie al neo sindaco Paolo Imperato e alla sua Giunta che, ravvisando l’illegittimità dell’iter seguito da Amalfitano, hanno bloccato il tutto.
Paese davvero dei misteri la nostra bella Italia: si scopre solo adesso che nel dicembre del 2004 una delibera della vecchia Giunta comunale (quella di Amalfitano) non aveva potuto fare a meno di prendere atto dell’incompatibilità dell’opera rispetto al Piano Territoriale ma, nonostante ciò, non ne diede comunicazione all’Ufficio Tecnico. Questo è quanto afferma l’attuale sindaco Imperato.
Ma allora, se così è, perché Imperato non fa una bella denuncia alla magistratura? Difatti, come è possibile che una delibera di Giunta venga occultata o, peggio, nascosta all’Ufficio Tecnico? Ravello non è mica Tokyo…e credo proprio che il passaparola non si sia del tutto estinto nei piccoli centri…
Nel frattempo, già mezzo milione di euro sono stati spesi dal Comune per la progettazione e i primi espropri, il che aggrava la situazione alquanto pirandelliana: se l’auditorium è incompatibile con il Put poiché non può considerarsi un’attrezzatura di quartiere, come ha fatto l’amministrazione Amalfitano a derogare da tale vincolo senza chiedere alcuna variante al Put stesso? E come si sono dunque ottenuti i finanziamenti di 20 milioni di euro di fondi europei ? La cosa buffa è che Imparato ha dichiarato che “ L´opera è in contrasto con il Put e non possiamo agire in modo contrario alla legge, mettendo a repentaglio le casse comunali”, il che significa che la vicenda è presumibilmente costellata da illeciti su illeciti, concatenati tra loro:
1. La Giunta Amalfitano, pur a conoscenza del vincolo Put, approva l’opera di Niemeyer;
2. La Giunta Amalfitano nasconde agli uffici tecnici il vincolo del Put;
3. Gli uffici tecnici non assolvono al loro assoluto dovere di verificare la compatibilità delle opere con gli strumenti urbanistici;
4. Un progetto non attuabile ottiene finanziamenti europei;
5. Si iniziano le espropriazioni pur sapendo che l’opera da farsi è illecita;
6. La Giunta Imperato non denuncia alla magistratura ciò di cui accusa quella Amalfitano;
7. Il Consiglio di Stato non si è accorto che l’opera era in contrasto con il Put;

Eppure, come detto all’inizio, il 16 febbraio scorso il Consiglio di Stato aveva annullato la sentenza del Tar sulla richiesta di italia Nostra di fermare la realizzazione dell’opera, tant’è che, poco dopo, la Regione Campania e il Comune di Ravello avevano siglato l’accordo per la parziale copertura economica dell’Opera.
Come se non bastasse, veniva siglato presso la Regione Campania l'accordo di programma per l'attuazione del piano degli interventi del "Pit Ravello Città della Musica"…
Con cotanta carne al fuoco, ecco che, a maggio, il sindaco (allora in carica) Amalfitano annunciava “il 1 luglio 2006 inizieremo i lavori”.
Sì, i lavori di Paolo Imperato per bloccare il tutto. Che dire ? Bella storia di beghe politiche, ovvero le uniche forme di lavoro a cui si dedicano i nostri amministratori.
Facciamo tanto casino per la Juventus in serie B e il Milan penalizzato ma non ci azzardiamo a denunciare situazioni poco chiare che riguardano per davvero la comunità.
Nel frattempo, le nuove nomine riguardanti il Consiglio della Fondazione Ravello possono chiarire che le beghe politiche la fanno sempre da padrone: Imperato ha revocato le nomine della vecchia giunta e ha messo al posto giusto i suoi uomini.
Che cosa metterà al posto dell’Auditorium se è vero che già si parla di dirottare i fondi europei su altre iniziative turistiche?
Tutto qui. Non c’è molto da dire. C’è molto per farci riflettere sulle assurdità della politica italiana, una vera banda di paese allorquando si antepongono gli interessi dei partiti a quelli della comunità.

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