Rileggendo 'Frank Owen Gehry - Luna meccanica', di Antonino Saggio

Opinioni

Rileggendo 'Frank Owen Gehry - Luna meccanica', di Antonino Saggio


di Renzo Marrucci
19/7/2008

Ma perchè Boccioni dovrebbe essere orgoglioso del piccoletto Gehry? Non credo proprio ci siano i motivi per esserlo...Ma se vogliamo foraggiare l'animale che è in noi come va di moda fare...Dare privilegio all'irrazionale tanto per sentirsi più liberi e surrogati allora avanti...
Una speculazione su Boccioni... eh si! Esistono! Gli architetti americani son bravi? Oppure son più disposti di noi a frucare nel passato con spirito chioccio e sereno? Cosa vedeva Zevi in questo edificio non edificio? Io credo vi vedesse una sorta di sogno proiettato nella realtà, un sogno poco cosciente ma realizzato e in mezzo agli uomini in un periodo critico della cultura della città. Un sogno è un sogno e la realtà è la realtà. La realtà possiede una misura e questa è l'uomo. Se non possiamo realizzare la felicità dell'uomo allora diamogli l'illusione? Se ci è inibito di migliorare la realtà allora è possibile far sognare fino al punto che qualcuno prova a costruire qualche cosa che assomiglia al sogno? In molti ci provano oggi ed è davvero desolante. Zevi aveva sempre una idea creativa dell'architettura che lo portava ad andare avanti senza precauzione, o meglio di uscire dalla regola mentre cercava la regola per capire lo spazio. Questa è stata la qualità di Zevi e la ritroviamo onestamente nel suo lavoro. Una qualità che se non è padroneggiata genera l'equivoco, e questo mi pare stia accadendo...
Quindi la lezione di Zevi ha dei limiti naturali proprio nelle sue manifestazioni, cioè in quelle sue manifestazioni in cui scaturiva trascinando persone in una sorta di stimolazione creativa che lo portava spesso a interpretare oltre il reale, oltre il noto, oltre a ciò di cui non conosceva il tracciato...E' stata una sua responsabilità in vita.
La realtà che viviamo è quella a cui Zevi, senza rendersene conto, ci preparava. L'occhio prende una parte sempre più preponderante nella società per cui ci si dimentica di valori che sono fondamentali...
Osserviamo come crescono le città, Roma, Milano, Napoli, Palermo ecc... in cui noi si vive e ogni volta che vi ritorno le vedo sempre di più nei guai...Si costruisce e si lavora ma seguendo una forza nascosta, che non è rilevata e studiata da alcuno.
Si sta dietro ad episodi solati e irreali che sono il frutto di rielaborazioni storiche, pseudonaturalistiche e iconografiche o sceniche e con eccessiva attenzione e poco senso critico...Io trovo che l'edificio su cui alcuni spasimano o gli edifici su cui alcuni spasimano contengano un deciso rifiuto dell'uomo...Gehry non è il solo purtroppo...C'è una tendenza all'accettazione della prosopopea del visibile e del sogno... mentre viviamo nella realtà in cui mettiamo al mondo i nostri figli. Boccioni voleva il futuro... e non le archistar... che ci scherzano sopra... prestando al potere di chi vuole il mondo globale, più distante che mai..., la loro anima.

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