Qualit dellarchitettura contemporanea nelle citt e nei territori europei
 
  Oggi il 29/10/2007
Opinioni
Qualit dellarchitettura contemporanea nelle citt e nei territori europei
di Massimo Pica Ciamarra

Committenza, Progettazione, Realizzazione. L'interazione dialettica fra queste figure sostanziale. In ogni trasformazione fisica, chi domanda, chi progetta, chi realizza sono complici indispensabili, ognuno dei quali coinvolge un insieme sempre pi ampio di soggetti diversi:
- la realizzazione non riguarda i soli costruttori. Cresce l'incisivit dei produttori di componenti impegnati ad investire in ricerca per raggiungere livelli di eccellenza nel duro confronto internazionale;
- la progettazione oggi compito di partnership sempre pi articolate e complesse. Le diverse competenze non interagiscono in azioni a cascata. Sono necessariamente compresenti sin dalla fase di concezione, quella in cui si fissa il DNA del progetto;
- infine, come sono distinti i ruoli di chi chiamato a fornire risposte - il progettista dal realizzatore - anche la committenza si diversifica: il "committente formale" ha il compito di interpretare e strutturare in articolata domanda le aspirazioni e le esigenze del "committente reale".
Leadership verso partnership: senza confusione di ruoli, ciascuna delle tre figure corresponsabili della qualit dell'architettura - in senso lato di ogni trasformazione fisica dell'ambiente di vita - coinvolta in un processo che conduce verso assetti evoluti e promettenti.

La Risoluzione del Consiglio dell'Unione Europea incoraggia gli Stati membri a "promuovere la qualit architettonica attraverso politiche esemplari nel settore della costruzione pubblica". Esprime quindi la necessit che specie l'edilizia pubblica abbia livelli di qualit elevati, livelli esemplari cio capaci di indurre effetti imitativi. Obiettivo: la qualit diffusa, innescare emulazioni e concorrenzialit. Presupposto basilare della qualit delle trasformazioni dello spazio infatti una domanda ben strutturata, fiduciosa, desideri di trasformazione espressi da un contesto sociale esigente e da committenti formali che ne siano acuti interpreti, nello stesso tempo forti di una visione d'insieme. Questo primo presupposto della qualit urbana e rurale il prodotto della cultura di una comunit: va assicurato da politiche che favoriscano la conoscenza e l'incontro, pluralismi e contaminazioni, che sostengano ad esempio sia strumenti come gli "urban center" sia ogni altra forma o struttura di comunicazione tesa a rendere sempre pi consapevoli ed esigenti i "committenti reali". La qualit delle trasformazioni fisiche innanzitutto espressione culturale. In molti centri del passato riconosciamo proprio questo: un sistema, un "cervello collettivo" che ha stratificato attenzioni, equilibri e disquilibri. La traduzione delle esigenze e dei desideri dei "committenti reali" in termini di domanda - definita nei caratteri, nelle quantit e nelle prestazioni - impone al "committente formale" di avvalersi di programmatori, che nelle best practices, quando occorre, coinvolgono anche esperti apparentemente non tecnici come economisti, sociologi, psicologi, filosofi. Nelle singole azioni la "qualit della domanda" - aspetto primario della qualit delle trasformazioni fisiche - per quanto compete al committente non impone particolari costi. Occorrono modesti investimenti perch il progetto si fondi su un attento studio di fattibilit ed un intelligente ed articolato "programma".
Anche la "qualit di concezione" del progetto - altro aspetto primario della qualit degli interventi, ma di competenza del progettista che interpreta, arricchisce e collabora anche nella rimessa a punto della domanda - sostanzialmente non costa. E' proprio in questa fase della progettazione che il progetto azione critica prima ancora che articolazione tecnica della risposta. Richiede analisi, studi, conoscenza; soprattutto si avvale di confronti, giudizi critici; il prodotto di partnership progettuali motivate, esperte, con dimensioni e complessit disciplinari opportune. Tutto ci ancora una volta una quota irrilevante del costo dell'opera nei singoli progetti, specie se ne si valuta anche il costo di gestione. La qualit di concezione presuppone per significativi investimenti strutturali - sia nella formazione dei progettisti (tema complesso, richiede ragionamenti specifici), sia in politiche di promozione e continuo sostegno di gruppi integrati, competitivi in ogni contesto. L'assenza di investimenti in tal senso si avverte: diversamente dai progettisti di molte altre regioni d'Europa, gli italiani non hanno mai goduto di un reale sostegno del loro governo sulla scena internazionale, perch qui l'architettura non ancora colta come risorsa, elemento trainante dell'economia, n considerata motore del commercio estero, dell'esportazione di tecnologia e innovazione. Una diversa consapevolezza porterebbe a politiche mirate. Ne prova evidente l'invasione di progettisti di altri paesi, sempre pi vistosa in questi ultimi anni, alla quale non corrisponde analoga presenza dei progettisti italiani al di fuori della penisola. Non lo stesso per costruttori e produttori di componenti.
Committenza, progettazione, realizzazione: sempre utile sottolineare come questi ruoli siano fortemente condizionati dal sistema normativo che ne regola interazioni e distinti processi; un sistema che pu rendere probabili o meno probabili, eccezioni o miracoli, architetture di qualit. Le ancora recenti regole sui lavori pubblici invece di favorire l'essenziale collaborazione fra le tre diverse figure, esaltano conflittualit e fratture. La frattura committente/progettista insita nelle regole di concorrenza che impongono la pratica dei concorsi, confronti sostanziali per la qualit di concezione del progetto: conclusa la fase di concorso, questa frattura pu essere per sanata eliminando l'impropria e burocratica sequenza di conformit fra le successive fasi di sviluppo pretesa dalla legge vigente. Vanno anche individuate evolute forme di superamento della frattura progettista/realizzatore: quella che frena l'innovazione tecnologica e riduce la competitivit internazionale del sistema-Italia. Inoltre il magma normativo specifico (che perdura malgrado il cosiddetto Testo Unico), il paralizzante intreccio delle competenze, sovrapposizioni dei ruoli, pongono ostacoli significativi alla ricerca di qualit. Peraltro l'invito dell'Unione Europea a "politiche esemplari nel settore della costruzione pubblica" dovrebbe portare a mutare in radice la stessa legge italiana che privilegia i progetti redatti dagli uffici interni alle amministrazioni pubbliche, o tollera incarichi mascherati da consulenze, in quanto consente progetti e architetture sottratti al confronto fra alternative. In Italia gran parte della spesa nell'edilizia dovuta ad interventi privati. Perseguire la qualit degli interventi impone di rivedere e snellire l'apparato normativo contraddittorio, sovrapposto ed intrecciato, che avvolge piani e regolamenti. L'incertezza normativa spinge infatti la committenza privata verso progettisti non sempre selezionati su basi qualitative, ma in forza della capacit di sostenere favorevoli interpretazioni della norma. La richiesta del permesso di costruzione si trasforma cos in tentativo interpretativo, per cui in questa fase il progetto necessariamente rapido e banalizzato, non diretto ad obiettivi di qualit; poi, quando c', la fase successiva "conforme", non pensa ne osa riscatti. In altre realt la chiarezza normativa invece fa s che le costruzioni vengano autorizzate solo sulla base di progetti ben documentati, attentamente visualizzati nelle logiche di contesto, opportunamente dettagliati.
Alla qualit del costruito poi si oppongono sia criteri obsoleti (ad esempio, l'ancora diffuso riferimento ad indici di edificabilit espressi in mc/mq, con quanto ne deriva in termini di espulsione di funzioni e complessit urbana, bassa inerzia termica del costruito e via dicendo), sia anacronistiche tariffe professionali che fissano corrispettivi rapportati al costo di costruzione e non all'efficacia delle soluzioni di progetto (ad esempio, in termini di risparmio energetico o di adozione di tecnologie non abituali). Contro la qualit sono inoltre i condoni edilizi quando rendono "regolari" trasformazioni prive di appropriate valutazioni; lo sono le recenti estensioni della "dichiarazione di inizio attivit" che legittimano nuove edificazioni o trasformazioni dell'esistente basate su banali equivalenze quantitative o su semplici corrispondenze volumetriche. Ad altri livelli - quando consentono trasformazioni ambientali e paesaggistiche in assenza di analisi qualitative tese ad obiettivi veri, ampi e condivisi - sono contro la qualit anche "accordi di programma" e "leggi-obiettivo", innovazioni comunque preziose malgrado accentuino il distacco fra istituzioni e cittadini, fra "committente formale" e "committente reale". Occorre un patto sociale teso alla qualit dell'ambiente, dei paesaggi e delle stratificazioni che la storia produce di continuo: una collettivit matura esprime analogo interesse per la tutela del patrimonio del passato e per la formazione del patrimonio del futuro. Lo splendido intreccio fra natura ed artificio insito in molti dei nostri paesaggi mostra che possibile: occorre determinare condizioni che consentano ad ogni intervento, alle infrastrutture come agli edifici, di arricchire il territorio di nuova qualit e bellezza. Il sistema normativo ( interessante lo spunto introdotto per gli interventi privati, proprio in Emilia, dalla citt di Faenza) deve incentivare la sensibilit verso la qualit. L'obiettivo della qualit degli interventi si persegue anche elevando la velocit delle realizzazioni - cio minimizzando la distanza temporale fra nascita dell'esigenza e disponibilit dell'opera che la soddisfa - rendendola almeno paragonabile a quanto si riscontra in altri paesi europei. I nostri tempi sono perlomeno il doppio di quelli spagnoli, olandesi, francesi e cos via. Peraltro la velocit di realizzazione pu riflettersi positivamente su come si giudicano i concorsi di architettura, strumento essenziale della collettivit per perseguire la qualit attraverso il confronto fra le possibili risposte alle sue domande, pur se molto da migliorare perch ne sia favorita la reale efficacia.
Ma l'obiettivo della qualit delle trasformazioni spaziali si persegue soprattutto dotandosi di una classe professionale al tempo stesso giovane ed esperta, sensibile ai valori della contemporaneit. Questo impone anche l'intelligente superamento delle separazioni disciplinari, l'affermazione piena e concreta della cultura dell'integrazione, l'ampia condivisione di alcune gerarchie di valori; quindi vera saldatura - logica e temporale - fra urbanistica ed architettura, o meglio fra piano e progetto. Questo chiede anche di riflettere sul distacco fra teoria/ricerca/formazione e "pratiche", causa di degenerazione per ricercatori (privi del rapporto con la realt della pratica edilizia ed urbanistica) e professionisti (appiattiti su pratiche ripetitive o avulse dai processi di trasformazione).

A differenza di "qualit della domanda" e "qualit di concezione" - che costano poco in termini diretti anche se molto in azioni strutturali e politiche mirate - sia la "qualit dello sviluppo tecnico del progetto" sia la "qualit della realizzazione" implicano risorse adeguate. Specie sotto quest'ultimo profilo il raffronto sconcertante. A parit di intervento la spesa italiana una frazione di quella di altri paesi europei. Se i budget a disposizione registrassero la differenza di reddito pro-capite delle varie regioni non vi sarebbe problema. Ma allora un km di autostrada, metropolitana o fognatura non dovrebbe costare sostanzialmente lo stesso in Francia, Germania, Spagna e cos via; n dovrebbe essere analogo il costo di automobili, telefonini, arredi o prodotti alla moda. La differenza dei budget - dei costi unitari a mq. nei vari paesi dell'Unione Europea - registra quindi la differenza di attenzione al costruito, ai paesaggi, all'ambiente, alla qualit della vita. Con conseguenze sia sui rapporti sociali, la vita d'ogni giorno, il vero benessere di un popolo; sia sui paesaggi e le citt dove le persone sono felici, dove le forme esprimono valori, attraggono, richiamano. La qualit delle trasformazioni spaziali si eleva rintracciando nuovi equilibri fra vari aspetti e vari fattori. Ma chi giudica della qualit? Come la si riconosce? Il giudizio sociale, corrisponde s alla cultura di una collettivit, ma soprattutto a fiducia nel futuro e visione prospettica, libera dal rifugio nella conservazione ed ambiziosa di trasformazione. L'Unione Europea - della quale sono simboli unificanti senso della citt e valori dell'architettura - ha assunto i principi di Maastricht, la logica del confronto e della concorrenza. La Risoluzione del Consiglio dell'Unione Europea incoraggia gli Stati membri perch promuovano "politiche esemplari nel settore della costruzione pubblica". Nel nostro contesto, ancora molto da riformare, segnali positivi non mancano: l'istituzione della DARC con la ben articolata definizione dei suoi compiti in termini di formazione, conoscenza e promozione; l'evolversi dei rapporti internazionali e l'azione del CNA; realizzazioni importanti cominciano a delinearsi in molte citt italiane. La velocit di questi processi per modesta, non paragonabile a quanto si evolve altrove: per l'architettura il sistema-Italia non rappresenta oggi un reale e diffuso riferimento sul piano internazionale. La "legge quadro sulla qualit architettonica" approvata dal Consiglio dei Ministri una tappa importante, ma richiede altre azioni finalizzate. In questo contesto, l'INARCH va sostenuto nel suo impegno apparentemente marginale, ma nella realt profondo: l'incentivazione del dialogo fra esponenti di ogni forma di espressione culturale, committenti, progettisti, realizzatori.

23 novembre 2003, Bologna - Teatro Manzoni - Seminario internazionale "Qualit dell'architettura contemporanea nelle citt e nei territori europei" - Semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea - Ministero BB.AA.CC. / Direzione Generale per l'architettura e l'arte contemporanee.

Link:
Comunit Europea - risoluzione del 12 febbraio 2001
  ...
  24/11/2003
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