Vaccarini ad Ortona: addizione del paesaggio
 
  Oggi il 31/10/2007
Linguaggio Architettura
Vaccarini ad Ortona: addizione del paesaggio
di Paolo G.L. Ferrara

E un peccato che Giovanni Damiani -su archit- abbia scritto velocemente del Cimitero di Ortona progettato da Giovanni Vaccarini.
Per chi non conosce n il critico n larchitetto, larticolo appare infatti doppiamente dannoso: larchitetto ne sembra essere il committente; il critico colui che ne accetta lincarico senza essere per andato sul luogo.
Il peccato di Damiani sta nel fatto che ha sminuito s stesso scrivendo un pezzo assolutamente inutile dal punto di vista critico, cosa che invece Damiani sa fare.
Infatti, leggendo lo scritto di Damiani sembra che egli abbia semplicemente preso qualche riferimento da quanto detto dallo stesso Vaccarini per presentarci il progetto di ampliamento del cimitero di Ortona:
-Damiani: Il progetto molto semplice. Dei corpi di fabbrica filiformi si aprono sul paesaggio rompendo anche il recinto e un grande pettine organizza lo spazio permettendo al visitatore di inquadrare il bellissimo paesaggio di Ortona. Il muro che circonda il cimitero si apre in diversi punti per lasciare la vista del mare che rinviene con forza da sotto la collina. Le forme dell'architettura sono molto semplici, nette, decise, il rivestimento in pietra molto sobrio e serio e viene interrotto da parti intonacate che corrispondono ai punti in cui i volumi si spaccano per lasciarci vedere il paesaggio fuori dal cimitero facendo vedere la sezione del taglio.

-Vaccarini: Il risultato un impianto sostanzialmente a pettine in cui delle "dita" (i corpi di fabbrica) utilizzano nel loro disporsi un graticcio di allineamenti (un codice a barre) che dialoga con l'impianto del cimitero.
I corpi di fabbrica filiformi si aprono sul paesaggio []
L'area di intervento l'ultima porzione di suolo a disposizione per l'ampliamento del cimitero. Posizionata all'estremo nord del perimetro cimiteriale si trova sul crinale di un colle che guarda verso il mare; un panorama di straordinaria bellezza e suggestione.
La forza della presenza paesaggistica apre il muro di cinta in scaglie che inquadrano il paesaggio; il mare diventa uno degli elementi di dialogo dell'architettura, la muratura, tagliata, alla costante ricerca di punti di vista, di affacci;
I materiali del progetto sono essenzialmente due : il rivestimento in pietra e l'intonaco. I corpi di fabbrica sono pensati come dei volumi monolitici "tagliati" da geometrie che come traccianti invisibili producono tagli e lacerazioni; i volumi sono rivestiti in pietra, le sezioni lasciate scoperte dai "tagli" sono in intonaco bianco.

Conosco Giovanni Vaccarini e sono assolutamente certo che non ha commissionato larticolo: non ha bisogno di pubblicit effimera.
Conosco (pi per quello che scrive che non personalmente) Giovanni Damiani e so che non accetterebbe mai un articolo commissionato: ha capacit che vanno al di l di qualsiasi bisogno di visibilit effimera.
Ma allora, cosa successo? Perch Damiani ha banalizzato unopera che invece necessita di essere attentamente letta? Eppure, nella lunga introduzione prima di arrivare a parlarci dellopera di Vaccarini, Damiani ha toccato alcuni punti importanti della situazione attuale dellarchitettura italiana, in primis quella di riuscire ad essere davvero liberi e anche un po goderecci (ma, sempre e comunque, rigorosi: vedi il pranzo Da Silvio che Damiani si concesso e noi lo abbiamo scherzosamente immortalato in foto).

Parlo di banalizzazione proprio perch, visti i contenuti dellintroduzione, Damiani avrebbe dovuto parlarci dellopera di Vaccarini relazionandola ad essi ed invece si limitato a riportarne quanto scritto dal progettista nella relazione di progetto (che si trova, tra laltro, su molti siti internet).
Detto di Damiani, mi tocca mettermi in gioco e dire il mio pensiero sullopera di Ortona.
Il Cimitero ci dice il progettista- un terminale dell'impianto cimiteriale (una sorta di testata contrapposta all'ingresso principale); elemento del/sul paesaggio (che, dunque, dialoghi con questa presenza ambientale molto forte).
Sta tutto qui il nodo critico: limpianto esistente terminava in quanto strutturato secondo una geometria di elementi regolari ad angolo retto (ma non tutti della stessa dimensione).
Lintervento di Vaccarini trasforma il concetto di geometria quale generatrice di impianto chiuso in geometria quale generatrice di rottura dello schema rigido che, solitamente, attraverso essa si forma.
Ovviamente, trasformare uno schema rigido in dinamico presuppone che si vada oltre il concetto di architettura progettata esclusivamente secondo la funzione a cui destinata, dando ad essa connotazione di elemento legante tra la funzione stessa ed il luogo in cui sinserisce.
Siamo dunque alla questione paesaggistica? Assolutamente s, e il richiamo pi forte a Biagio Rossetti, alla sua Addizione Erculea (1492), ove larchitetto/urbanista lavora attraverso una maglia ortogonale flessibile che imprime vita ad un sistema viario aperto. Laddizione di Ferrara non prescindeva dal paesaggio e perci si slegava da qualsivoglia tentazione di impostarla sulla base dei concetti della Citt Ideale rinascimentale.
Non prescindeva dal paesaggio poich ne prevedeva lintegrazione sinergica con lo sviluppo futuro della citt in termini di rapporti tra le architetture. Cos come lAddizione, anche lintervento di Vaccarini ad Ortona non si configura quale una delimitazione a caso di uno spazio funzionale.
Vaccarini progetta laddizione del cimitero secondo lintento di dare allimpianto esistente quel rapporto con il luogo che esso non aveva: da sempre il cimitero funzione specifica da pianificare quasi fosse un non luogo, ovvero assolutamente introspettivo e alienato dal paesaggio in cui sinserisce e con cui si relaziona.
Quello che il progettista definisce ...terminale dellimpianto cimiteriale -quale fosse una ...sorta di testata contrapposta allingresso principale- in realt altro, e lo dimostrano i corpi che si relazionano al mare: non elementi di che bloccano la visuale su s stessi (tipico modus accademico), bens elementi che catturano lo spazio fluido del nuovo edificato e lo tengono in tensione prima che esso si apra liberamente nella visuale verso il mare (Vaccarini o no "morettiano"? e chi se non Moretti aveva la capacit di fluidificare lo spazio anche attraverso elementi geometrici regolari?).
Il nuovo diviene cos elemento del paesaggio perch il luogo muta il suo contesto proprio grazie allarchitettura; inoltre, il nuovo inserito sul paesaggio in quanto le relazioni che il contesto modificato dallarchitettura innesca nel luogo (relazione paesaggistico/architettonica) sono veri e propri interscambi di diversificate percezioni dello spazio.
Torniamo a Rossetti. Dice Vaccarini: I corpi di fabbrica filiformi si aprono sul paesaggio scardinando anche uno dei componenti canonici del sistema cimiteriale: il recinto. La forza della presenza paesaggistica apre il muro di cinta in scaglie che inquadrano il paesaggio; il mare diventa uno degli elementi di dialogo dell'architettura, la muratura, tagliata, alla costante ricerca di punti di vista, di affacci.
Le mura di Biagio Rossetti, pur nella loro inconfutabile presenza, sembrano aprirsi al paesaggio non solo perch improntate secondo il concetto di fronte bastionato italiano, ma soprattutto perch pensate in rapporto a quello che sarebbe stato lorganismo di sviluppo delladdizione stessa. Esse sono dunque organiche alla citt nuova poich non ne tranciano il rapporto con il paesaggio.
Il muro di cinta in scaglie di Ortona organico allinsediamento cimiteriale e al suo rapporto con il paesaggio. Si vedano i significati delluso dei materiali: i volumi in pietra, apparentemente composti dalla sovrapposizione di conci, sono in realt setti murari la cui sezione nettamente marcata dallintonaco bianco. Il muro, dunque, non esiste e ci significa annullarne il concetto di elemento di chiusura verso il paesaggio.

Si pu non essere daccordo su alcune cose quali quelle inerenti il rivestimento in pietra grezza che, come dice Vaccarini, grazie alle sue forti vibrazioni cromatiche vuole dare l'idea di una moltitudine di pixel, ricerca un po forzata di significati che, in realt sono gi insiti nel concetto espresso sopra, ovvero quello di muro non muro, ma lastra.
Oppure, sempre restando allinterno delle citazioni riferite allinformatica, si pu non essere daccordo sulla definizione dellimpianto sostanzialmente a pettine in cui delle "dita" (i corpi di fabbrica) utilizzano nel loro disporsi un graticcio di allineamenti (un codice a barre) che dialoga con l'impianto del cimitero.
Citare il codice a barre significa dare una lettura esclusivamente bidimensionale allintervento, ovvero delimitarlo nel recinto dellurbanistica fine a s stessa.
Ad Ortona siamo invece in presenza di una perfetta modalit dapplicazione del concetto di urbanistica che lavora sinergicamente allarchitettura, e ci perch vi la consapevolezza del progettista che, senza architettura e dunque senza tridimensione e quadridimensione spaziali, il suo progetto sarebbe stato solo teoria basata su previsioni di espansione esclusivamente intesa in limiti di spazio.
Ma, fortunatamente, Vaccarini non ci ha mai proposto architetture figlie di delimitazioni spaziali, bens di creazione dello spazio. Esattamente come Biagio Rossetti e la sua libert da qualsivoglia vincolo dettato dallepoca , che lo avrebbero indirizzato a progettare laddizione quale fosse una citt ideale a s stante e solo da collegare funzionalmente al nucleo della Ferrara esistente.
Ed allora si pu essere daccordo con Pippo Ciorra nel modo in cui Damiani lo ha citato, ovvero che ripete alla nostra generazione che siamo un attimo moralisti e che cerchiamo noiosamente regole invece di vivere la felice condizione del liberi tutti che la sua generazione ha faticosamente ottenuto dopo anni di lotte con i fantasmi del passato.
Ad Ortona palese il rifuggire da regole dettate dalla morale del cimitero quale luogo alienato, chiuso in s stesso, regolato dalla rigidit della morte, surrogato della citt accademica.
Eppure, come diceva Zevi, una bara molto pi organica di una abitazione scatolare


Per approfondire vedi: Contro un distratto articolo sul Cimitero di Ortona di Antonino Saggio, che ha aperto il tema di discussione sui contenuti dell'articolo di Giovanni Damiani su arch'it.
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  14/7/2006
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