Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Elena Camaiti

Commento 456 del 01/11/2003
relativo all'articolo Eisenman, Gehry e '...la ripetizione dell'identico
di P.GL Ferrara - S. Lazier


Mai traccia di discussione fu più appropriata per verificare possibili altre idee per altrettanti dibattiti. E' da tempo che seguo Antithesi e ultimamente mi sembra che ci siano state discussioni trasformatesi in polemiche. Invece la traccia 'esca' che è stata scelta spingerà i polemisti di mestiere (pochi e i soliti) a predere finalmente una direzione di ragionamento architettonico, senza rapportarsi a chissà chi, per dirne chissà che cosa! Capiremo tutti se intendono l'architettura come 'polemica di riflesso', da condurre all'infinito, riempiendo i siti di puerili e grottesche 'parole nel vuoto', oppure 'creando' (parola ai polemisti sconosciuta) un mondo possibile di riflessioni. Non preoccupatevi, le discussioni servono, e molto, ma trovo inopportuno che durino più di una risposta.
Credetemi, si può parlare veramente di Architettura; queste strategie atte a riempire i siti di confusionarie illazioni e tendenziose accuse, debilitano l'architettura della rete e allontanano chi, magari, prova ad avvicinarsi. Una sola persona che leggendo queste polemiche (studenti compresi) si allontana dalla discussione in quanto confusa, rappresenta per tutti noi, che invece ci crediamo, una sconfitta.
Le 'polemiche infertili' per attaccare chiunque e dovunque rappresentano ciò che il titolo condanna : ...la ripetizione dell'identico.
E, guarda caso, non và più bene!

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1/11/2003 - Paolo GL Ferrara risponde

Gentilissima, osservando solo la durezza degli interventi tra i protagonisti, quello che dice è abbastanza vero, ma la cosa va guardata da un altro punto di vista: quanti strumenti ci sono che permettono la libera espressione? Attenzione: c'è da dirLe che moltissimi commenti davvero polemici ed inutili non vengono pubblicati. Ciò che mandiamo on line può sembrare 'sterile polemica' ma dobbiamo imparare a scrutare tra le righe e, di certo, troveremo spunti interessanti su cui dibattere. Devo dire che mi sembra paradossale la lamentela che spesso ci sentiamo fare, ovvero che antiTHeSi, invece di parlare di architettura, parla di 'critica della critica'. Paradossale perchè prima di antiTHeSi ci si lamentava che non c'era neanche quella...Lo strumento antiTHeSi è nato per essere dei lettori e non solo degli specialisti. Non siamo 'patinati' e non cerchiamo di pubblicare a tutti i costi articoli 'buonisti'. Il nostro scopo è fare dibattito, aperto e, nel caso, duro. Ovviamente, ciò non ha la pretesa di arrivare a delle verità assolute, tutt'altro. Un esempio potrebbe essere indicativo di come antiTheSi rappresenti un primo momento di contatto con i lettori. Mi riferisco al rapporto con Enrico G Botta, assolutamente dialettico e contraddittorio, alcune volte molto forte. Lentamente, pur non condividendo le stesse idee, abbiamo intessuto un rapporto che sta pian piano chiarendo ad entrambi quelle che sono le reali personalità. Nessuno è nemico di altri: dobbiamo cercare di lavorare sulla materia architettura in Italia, e sdoganarla dal provincialismo in cui si bea da molti anni.
Ribadisco: leggere tra le righe degli interventi è fondamentale per intuire linee guida. Poi, si sa, ciascuno di noi ha il personalissimo carattere che lo guida nel modo di esporre le cose.
Non siamo migliori di altri, ma nessuno, oggi e nel futuro, potrà mai assimilarci a 'carta igienica'.
Cordialità