Giornale di Critica dell'Architettura
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Ultimi Articoli

Je te veux
(per Loos)


di Ugo Rosa - 2/4/2018


Come scrive Kierkegaard: “…alla base della certezza del passato v’è questa incertezza che lo caratterizza nello stesso modo dell’avvenire, questa possibilità da cui il passato non potrebbe mai risultare con necessità” (Briciole di filosofia) e ogni storico (ma anche ogni critico, ammesso che si possa essere una cosa senza l’altra…) scommette, su questo, la sua stessa esistenza.
Se il passato fosse dato una volta per tutte non ci sarebbe storia né critica possibile. ...(continua)

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Spazi incompresi e spazi incomprensibili
Letture e considerazioni sulle strategie di ri-generazione urbana in corso ad Atene


di Andrea Bulleri - 31/3/2018


Lo sviluppo disordinato di Atene ha generato nel tempo un incredibile continnum edilizio, privo di spazi verdi e ricreativi. Nell’eccessiva densificazione urbana, la proliferazione di numerosi ambiti interstiziali – minuti e improbabili – ha ribadito una ostinata propensione alla vita all’aperto, tipica della capitale greca, mortificata dall’invadenza del traffico veicolare. La piazze, i balconi e i marciapiedi raccontano tante microstorie imperfette: isole di strade incrociate; logge strette e profonde; sentieri occupati da mercatini improvvisati. Sono tutti esempi di volenterosa incompiutezza spaziale che rivendicano un’aspirazione inespressa e irraggiungibile. L’assenza di luoghi pubblici è un limite strutturale del tessuto urbano ateniese riconducibile alla moderna espansione post-bellica, manifestata da un processo meccanico di ripetizione tipologica dell’unico modello residenziale, la polykatoikia (palazzina per appartamenti). Durante tale periodo la popolazione urbana è più che raddoppiata, raggiungendo, alla fine degli anni ’70, il tetto massimo di 4 milioni (l’attuale ordine di grandezza). L’attenzione rivolta alla mera soddisfazione della domanda residenziale ha fatto emergere fenomeni di discontinuità ed eterogeneità ambientale, marginalizzando nel tempo l’azione sulle qualità spaziali degli spazi aperti. ...(continua)

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Storie di un Atene Moderna:
la facciata mutilata


di Andrea Bulleri - 30/3/2018


Il legame fra Atene e il mare ha contraddistinto la formazione e l’identità storica della capitale greca fin dalle sue origini mitologiche (tramandate nelle gesta di Teseo e di suo padre Egeo). L’intuizione politica di Temistocle fece di Atene una potenza mercantile egemone nel Mediterraneo, decretando l’abbandono dell’antico porto del Faliro per il Pireo; la creazione di una doppia centralità, polarizzata sull’Acropoli e l’Arsenale (V sec. a.C.), indirizzerà l’impianto della città antica determinandone le fortune nel periodo del suo massimo sviluppo.
La sua rinascita urbana nel XIX sec., come capitale del nuovo stato greco, riproporrà intatta la vocazione marinara: l’apertura della Leoforos Syngrou, nel 1883, ri-orienterà gli equilibri su Faliro e Glyfada. La strada, lunga 6 km, collega la città al mare attraverso un lungo rettifilo, disteso tra il tempio di Zeus Olimpio e la baia del Faliro; evidentemente il suo ideatore, il banchiere e filantropo Andreas Syngros, amava i collegamenti diretti e le scorciatoie (non a caso è ricordato per il suo significativo contributo alla realizzazione del canale di Corinto). ...(continua)

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Tra “faccia” e “facciata”,
lo studio Doxiadis a Atene


di Andrea Bulleri - 27/3/2018


Alan Colquhoun, in un articolo del 2005, delinea il concetto di “facciata manifesto” – “Die Fassade als Manifest” –, nella disamina critica di un tema sensibile e controverso: il ruolo della “facciata” nel Moderno. Riferendosi a Le Corbusier, il critico cita architetture come la villa a Garches, il padiglione dell’Esprit Noveau e l’edificio per l’Esercito della salvezza a Parigi; esempi nei quali la facciata torna a rivestire un’importanza estetica e simbolica nell’espressione di un “programma”, una dichiarazione architettonica che recupera anche il potenziale rappresentativo tradizionale (contestato invece dalle coeve correnti De Stijl e Neue Sachlichkeit). ...(continua)

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A Norcia l’uomo è fatto per il sabato


di Sandro Lazier - 21/3/2018


In questi giorni a Norcia, colpita dal recente terremoto, è stata sequestrata un’architettura dello studio Boeri di Milano, finanziata con donazioni private, perché, per la Procura di Spoleto, non disponeva delle scartoffie necessarie alla sua autorizzazione. Ne è seguito tutto un dibattito nel quale gli schieramenti, a favore e contro, hanno indagato e messo sotto esame ogni dettaglio sia giuridico che urbanistico, compreso quello edile motivato da chi chiede, pare in modo dirimente, se l’edificio sia smontabile o meno. ...(continua)

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Gillo Dorfles (1910-2018)


di Gianni Marcarino - 18/3/2018


Si è spento Gillo Dorfles. Se ne è andato ai primi di marzo nella sua casa di Milano.
Critico d’arte e artista era nato nel 1910 a Trieste, ancora cittadino dell’impero asburgico.
Dopo una laurea in medicina decise di occuparsi del mondo che più lo interessava , il mondo dell’arte, fondando con altri artisti il MAC, Movimento per l’Arte Concreta. Fu anche tra in fondatori, nel 1956, di ADI, Associazione per il Disegno Industriale, tuttora ente essenziale per diffondere la cultura del progetto contemporaneo. Rifiutando il ruolo di storico dell’arte, vestì con decisione i panni del critico, attraverso una acuta analisi estetica e culturale della modernità e una ricca produzione letteraria. ...(continua)

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OcchioPinOcchio


di Ugo Rosa - 8/1/2018


“La pubblicità sarebbe un po’ incongrua in un mondo che non fosse visibile: se si potesse rimanere non visti e lontano dagli sguardi le nostre difficoltà sarebbero differenti da quelle che sono…”Venite a vedere” è l’invito pubblico più generalizzato...il mondo visibile, una volta iniziata l’esperienza visiva, prende possesso di tutta l’esistenza.”
F. J.E. Woobridge, Saggio sulla natura
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RendeR-Vous


di Antonio Mastrogiacomo - 5/1/2018


Trovare confinate nello spazio di un plastico le fermate della metro dell'arte di Napoli musealizza l'esperienza quotidiana cristallizzandola in scala: un palcoscenico senza attori che brilla della sua chirurgica geometria attende i visitatori del museo MAXXI, da sempre teso alla valorizzazione delle architetture. Ben altro spessore si addice a quelle rappresentazioni digitali, di per sé riproducibili, che vanno sotto il nome di render. Se dovessi azzardare la proporzione su cui si gioca il contributo che segue direi che plastico : museo = render : web. Capirete bene dunque che il pubblico di questa traduzione digitale si aspetta qualcosa da quello che vede in maniera diversa che non con il semplice plastico - dove la staticità suggerisce il movimento dell'immaginazione. ...(continua)

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Piccolo Manifesto per il 2018


di Sandro Lazier - 25/12/2017


La Cultura
Negli ultimi trent’anni, uno dei maggiori aspetti che hanno influenzato pressoché tutto il mondo accademico riguarda la rivalutazione delle culture e l’esaltazione delle loro diversità, senza nessuna distinzione di merito. La filosofia ermeneutica prima, e quella post moderna seguente, hanno di fatto cancellato la possibilità di conoscere e perseguire un solo sistema di valori, legittimando il relativismo fino alla falsificazione della realtà. Questo ha prodotto la rivalutazione del localismo, del regionalismo, dei nazionalismi e di altre cose poco nobili a cui stiamo assistendo in tutto l'occidente. ...(continua)

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Intervista a Davide Vargas,
architetto de L’altra città


di Ambra Benvenuto - 24/12/2017


L’altra città [guida sentimentale di Napoli] (tullio pironti, 2017) è l’ultimo libro di Davide Vargas che conclude la trilogia dedicata ai “luoghi parlanti” – le tappe precedenti sono Racconti di qui (2009), Racconti di architettura (2012).
Considerato che per il letterato-architetto il tratto non esclude o sostituisce un testo, il libro è giustamente arricchito di molti disegni colorati - ora chiarificatori, ora evocativi. L’altra città configura la possibilità di leggere finalmente un testo su Napoli in cui poter trovare tracce da seguire – dalla Sanità alla Mostra d’Oltremare; da Banksy a Lamont Young - e riflessioni che non cadono mai nei cliché che quasi sempre accompagnano scritti sulle realtà campane. ...(continua)

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