Giornale di Critica dell'Architettura

4 commenti di Raffaele Cutillo

Commento 14670 del 23/11/2017
relativo all'articolo Passaggi di riconversione simbolica:
il caso di

di Andrea Bulleri


Ottimo testo, Andrea. Un tema che andrebbe allargato anche alla statica in_esperienza italiana al riguardo. Complimenti.

[Torna su]

Commento 204 del 29/09/2002
relativo all'articolo Ranaulo per il Teatro Popolare di Sciacca
di redazione antithesi


Sono veramente felice della risposta di Ranaulo perchč proprio questa, la sollecitazione propositiva della cultura architettonica nelle piccole cittą (ma, determinanti e, per il potenziale che esprimono, uniche) era l'obiettivo della provocazione circa il Teatro di Sciacca. Diciamo meglio: "Era proprio qui, caro Gianni, che ti volevo ! " Battute a parte, la tua buona volontą di portare Caserta (nello specifico) in un ambito internazionale, pare non abbia influito pił di tanto nei confronti della Amministrazione di quel Comune, piuttosto sorda e distratta. Bisognerebbe insistere - tu che, da consulente, puoi - soprattutto ampliando e promuovendo - meglio - anche le occasioni (isolate) di lavoro che hai avuto (cave, passerelle, piazze...) facendone exempla di trasferimento positivo. Vederle sulle riviste o su libri comuni (50-50) o nei cassetti degli uffici tecnici, serve a ben poco: restano, come al solito, relegate tra i compiacimenti di noi addetti ai lavori. Espansione, comunicazione orizzontale, sono fine positivo. Ma il dono del proprio entusiasmo ed il transfert della propria conoscenza, piuttosto che i progetti, costituirebbero gesti altrettanto coraggiosi, anche se pił dispendiosi. Sia sul piano dell'impegno che dei benefici conseguenziali. Ma, mi piacerebbe di pił.
Saluti da Caserta.
Raffaele Cutillo, cutillo@ofca.net

[Torna su]

Commento 201 del 28/09/2002
relativo all'articolo Ranaulo per il Teatro Popolare di Sciacca
di redazione antithesi


Mio caro Lazier,
non credo affatto che sia stato una "furba operazione", quella di Ranaulo, nč mi stupisco del suo atto di generositą (sono uomo concreto), nč sono sensibile agli ordini che aborrisco e detesto. La mia sollecitazione, non improntata su falsi problemi etici o di vil denaro (come Lei l'ha considerata e tradotta, svilendola) era sostenuta solo dalla assenza del confronto - se vuole anche democratico e culturale - che determinano azioni simili. Grazie
Raffaele Cutillo

[Torna su]

28/9/2002 - Gianni Ranaulo risponde

Caro Raffaele Cutillo, mi sembra strano che, proprio da te, mi arrivi una perplessità quale tu hai espresso. Come sicuramente sai, essendo tu stesso un architetto di Caserta (così credo di ricordare), lo scorso anno l'Amministrazione cittadina mi incaricò quale consulente architettonico della città ed io accettai con entusiasmo perchè ero certo di potere portare essa in un ambito culturale internazionale ( concorsi, convegni, etc.). Credo che non ci sia bisogno di spiegare ai lettori che chi si preoccupa di fare ciò -pur sapendo come e quanto sono pagate le consulenze dall'ente comunale in genere- desidera solo cercare di inserire anche città delle dimensioni di Caserta in un ambito internazionale di interscambio culturale, cosa che oggi più di qualsiasi altro momento marca la linea di confine tra la provincia e le città attive. Detto ciò, per un professionista quale tu sei, è facile dedurre quali siano stati i benefici e quali i costi da me avuti e sostenuti....
Gianni Ranaulo

Commento 192 del 28/09/2002
relativo all'articolo Ranaulo per il Teatro Popolare di Sciacca
di redazione antithesi


Il gesto di Ranaulo č sicuramente apprezzabile per il contenuto culturale dell'azione: non disperdere, anzi esaltare, il valore della buona architettura moderna italiana, attraverso la sua concreta conservazione. Quella del maestro Samoną, in questo caso.
Sotto il profilo strettamente deontologico (donare il progetto), forse no.
Questa pratica, che mi ricorda i discutibili rapporti tra tecnici locali (soprattutto, geometri ed ingegneri di provincia) ed amministratori, al fine di iniziare, attraverso la prima donazione dell'opera "intellettuale", una "futura, certa e proficua collaborazione", sicuramente non fa bene, in assoluto, alla architettura italiana. Ne rimarca, al contrario, la italiana nebulositą procedurale del rapporto tra committente e professionista.
Non conosco esattamente i dettagli della iniziativa di Sciacca e so che Ranaulo non ha certo bisogno di questi mezzi per segnare ulteriormente la sua visibilitą - gią consolidata - ma, da quello che leggo, probabilmente sarebbe stato preferibile un sano (se la pratica č ancora sana) concorso ad inviti. Anche senza premi in denaro, se il problema, in questo caso, sia stato il denaro o l'assenza inquietante di altri progettisti altrettanto sensibili.
Mi piacerebbe ricevere una risposta da Antonino Saggio e, naturalmente, da Gianni Ranaulo.
Grazie della attenzione.

RAFFAELE CUTILLO - OfCA, Caserta
cutillo@ofca.net - www.ofca.net

[Torna su]

28/9/2002 - Sandro Lazier risponde

Quanti progetti vengono "donati" dentro la veste ipocrita di un concorso a inviti?
Ma, soprattutto, perché la deontologia professionale funziona solo nella spartizione delle parcelle?
Io credo che gli ordini professionali abbiano fatto il loro tempo e non servano nè l'architettura, nè l'umanità, nè tantomeno gli architetti.
Gianni Ranaulo si è offerto di dare esempio di come si possano recuperare i cadaveri dell'architettura italiana mediante una operazione di pronto intervento, senza perdersi nella melassa della burocrazia, nel modo più semplice e diretto possibile: non chiedere una lira.
Lui se lo può permettere, io no. Quindi è giusto che dia chi ne ha la possibilità e la voglia. Siamo un paese di furbi? Forse è vero, ma stupirsi di un atto di generosità appartiene ad un vizio ancora peggiore.
Questa è la mia opinione.
Ovviamente, se lo vorranno, N. Saggio e G. Ranaulo potranno chiarire la loro.