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Ci sono 2 commenti relativi a questo articolo

Commento 718 di Olga Cambiaghi del 15/04/2004


Interessante e provocatorio, oppure di buon spunto riflessivo ciò che lei scrive; il dialogo con l'architettura, ciò che essa rappresenta, ma soprattutto ciò che gli architetti rappresentano con tratti di pietra così pesanti da reggere ogni qualvolta ne producono mezzo, lascia molti intendimenti al pensiero e all'osservazione.
Compresa la sua osservazione sulla presenza di Portoghesi a Como, ma il luogo politico (la scelta...) non poteva che andare in quella direzione.
Continui e io continuerò a leggerla.
Ovvio che questo commento non affonda radici nella critica all'architettura, ma ha per ora un tono di lettura.

Tutti i commenti di Olga Cambiaghi

 

Commento 7368 di giulio pane del 23/07/2009


Caro Ferrara,
leggo il suo non più nuovo articolo e m'incuriosisce la citazione del puntuale giudizio di Zevi ('Il miraggio...'), ma non vi trovo indicazioni bibliografiche, e neppure mi riesce di rintracciare quel periodo negli scritti di lui.
Vuole essere così cortese da darmi qualche riferimento, se le è ancora possibile? Grazie.

Tutti i commenti di giulio pane

23/7/2009 - Paolo g.l. ferrara risponde a giulio pane

Caro Pane, Zevi ne parla a proposito di un convegno del 1968 sulla figura di Terragni. Il testo è tratto dall'articolo "La qualità come disobbedienza civile", pubblicato in "Cronache di architettura" (Raccolta di moltissimi articoli scritti tra il 1954 e il 1981), volume n.13, articolo n. 730, pag. 112.
Comunque sia, la Sua osservazione sarà per me d'insegnamento nell'inserire sempre i riferimenti bibliografici.
Anzi, colgo l'occasione per scusarmi con i lettori di questa mia leggerezza.
Cordialità

 

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