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Ci sono 2 commenti relativi a questo articolo

Commento 75 di Carlo Sarno del 18/03/2002


Si, è giusto riconoscere il valore di Luigi Pellegrin e la sua lezione di architettura organica italiana. Bruno Zevi ha sempre dato molto rilievo alla sua figura di architetto come risposta italiana alla lezione di Wright.
Cordiali saluti
Carlo Sarno architetto, promotore con lo studio Sarno Architetti della "nuova architettura organica" italiana

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18/3/2002 - Paolo G.L.Ferrara risponde a Carlo Sarno

Pellegrin è stato sottovalutato. Ma si sa, è un vizio nazionale quello di andare in soccorso dei vincitori...

 

Commento 83 di Arcangelo Di Cesare del 27/03/2002


La grandezza di Luigi Pellegrin era nella sua consapevolezza di essere una persona eletta.
Eletta dagli essere umani.
LUI , in questi ultimi venticinque anni, avrebbe potuto fare molto di più quello che ad altri è stato, purtroppo, permesso.
Non ha più senso trovare le colpe.
Anche se le colpe sono evidentissime.
E cito solo un progetto: Zona Espansione Nord a Palermo.
Ma LUI questo non interessava e, quindi, continuava a nutrire le persone con le quali entrava in contatto attraverso i suoi densi silenzi.
Ricorderò per sempre le sue lezioni svolte a Fontanella Borghese, lezioni costruite attraverso le sfide ed intorno alle curiosità che, trapassando il “culturame modaiolo” diffuso nel mondo architettonico, densificavano le nostre masse cerebrali già infettate da numerose metastasi.
Arrivavamo da LUI al 5 anno accademico: molti rinunciavano in partenza, altri durante, pochissimi avevano la forza di resistere.
La rivelazione, che ne scaturiva, era assolutamente unica.
Scoprivi il MONDO.
Quello che gli altri per quattro anni ti avevano nascosto.
Ricordo il suo sguardo ed il suo silenzio, ricordo il momento in cui ti lasciava solo con le tue poche certezze ed i tuoi tanti dubbi.
LUI riusciva ad ingigantire le tue lacune, ma lo faceva in un modo tale che dopo l’umiliazione susseguente, tu ne uscivi più forte e deciso di prima: inspiegabilmente ti era aumentata la voglia di “fare architettura”.
LUI mi ha insegnato ad amare l’architettura nell’unico modo in cui si può insegnare questa dolce disciplina:
-suscitarti la curiosità (per ¼),
-metterti di fronte alle tue responsabilità (per ¼),
-pensare nello spazio (per ¼),
-sapere che se qualcuno ti copre di merda, tu devi rialzarti più forte di prima (per ¼).
Il suo insegnamento mi ha ripagato di tanti momenti vissuti distrattamente.
Cercherò di continuare pensando che LUI sia ancora tra noi,
essendo certo che la sua assenza mi cambierà il modo di vedere l’architettura.
Mi mancherai
Arcangelo
Architetto



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