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Ci sono 7 commenti relativi a questo articolo

Commento 94 di Fausto D'Organ del 22/04/2002


Beh, fa piacere che ognittanto persone che inequivocabilmente sono riconosciute, da tutti e da chi scrive, quali preziose fonti di crescita culturale verso una nuova rete di coesistenze e condivisioni di concetti unici e rari, concedano IL BIS a distanza di 4 anni, manifestando il medesimo sforzo riflessivo di 48 mesi addietro!!!!!
Vedere Seminario sulla "Città Meridiana" Scordia - Catania Settembre 1998
E vero! ...I nuovi Webzine sono sempre pieni di novità!
Viva il riciclaggio delle cose buone. La perfezione può solo copiare se stessa.
Un Abbraccio Sincero! [ALIA]

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Commento 95 di Paolo G.L.Ferrara del 22/04/2002


La redazione ha ricevuto un commento da parte di tal ALIA@arcadata.com in merito a questo articolo.
Bene, premettendo che l'anonimato non è assolutamente accettato da antithesi in quanto nasconde spesso idioti e vigliacchi che non hanno il coraggio di affrontare le persone a viso aperto, comunico al suddetto ALIA che il suo commento - per quanto io lo reputi davvero intriso di bassa statura e mancante di capacità di capire il significato di cosa sia la cultura- sarà pubblicato solo se ALIA dichiarerà nome e cognome.
Una sola precisazione: il convegno nasce proprio dall'articolo pubblicato tempo fa dal Prof. Saggio e se ALIA crede che la cultura abbia un tempo limite, e che riproporre articoli significhi "riciclare",beh, gli chiediamo di mostrarci la sua critica argomentata da spessore intellettivo.
Se le webzine crede siano stupidi strumenti, ci faccia il piacere: non ci legga più.
Oltre alla "perfezione che non può che copiare se stessa", anche i cretini non sono da meno. Io attendo, ben inteso Sig./sig.ra ALIA? Paolo G.L. Ferrara

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Commento 96 di Fausto D'Organ del 24/04/2002


In risposta al commento n°95
Paolo,
Le devo una spiegazione riguardo alla mia espressionistica esternazione che ha determinato il piacevole incidente di percorso di cui siamo stati protagonisti, dopo un bel pò di tempo che non ci si contattava...
L'articolo di A. Saggio (che io rispetto sul serio e non per scherzo!) che avete messo in prima pagina è il frutto frettoloso di un processo di riassetto, con taglia e incolla d'occasione (o solo dei "taglia" di occasione) di un pecedente estratto
usato ad un seminario sulla "Città Meridiana" Scordia - Catania - nel 1998. A sua volta, detto estratto, è perlappunto sintesi di una perlustrazione-studio condotta dallo stesso A. Saggio nelle terre di Sicilia molto tempo addietro.
Rileggendolo così conciato su AntiThesi mi è venuta spontanea un'osservazione: ma non sarà che A. Saggio non ha voluto perdere tempo a scrivere un altro articolo per promuovere l'avvenimento contingente, e ha deciso di riciclarne uno già pronto da un bel pezzo togliendo qui e lì, rifacendo da una parte e lasciando dall'altra? Non è questione di andare a guardare il pelo nell'uovo; ma c'è da chiedersi: quale significato può avere questo simpatico accadimento innanzi agli occhi dei cybernauti interessati all'opera di voi giovani e sanguigni difensori delle libertà architettoniche? Beh, io potrei pensare che A. Saggio frustrato dalla costrizione di dover osservare una Sicilia in perenne Rigor Mortis, terra senza novità, ha deciso di lanciare come promozione al Convegno Discussione, un messaggio anch'esso senza novità! Ma così la soluzione sarebbe troppo facile! Lei non trova, Paolo?
Seconda questione. Riesumati dalle pieghe dell'archivio di AntiThesi, ecco apparire nemmeno spolverati, altri articoli dei Padroni di Casa. A questo punto, il fenomeno ha assunto i contorni terribili di una inconscia denuncia? Boh!
In Sicilia è tutto mummificato? Non è valsa la pena preparare il dibattito futuro in questa terra meridionale con "freschi" stimoli dialettici? Si promove una Conversazione che si spera rivitalizzante con veicoli polverosi di messaggi giusti (e, ribadisco, Perfetti) ma già cristallizzati?
Non ho voluto aggredire nè il povero A. Saggio, nè Lei o Lazier... Ma la vostra prima pagina mi ha dato questa impressione, che ci posso fare?
Mi sono spiegato, adesso? Spero di sì!
Questo, se vuole, può anche pubblicarlo in seno alla vostra promozione del Convegno Discussione. Usi ALIA e basta: CONNETTA l'idea, ma SCONNETTA la persona...
L'aggressione che Lei mi ha fatto "in pubblico" dietro una mia provocazione giunta "in privato" mi rende creditore di un risarcimento in nome di ALIA. Attenderò...

24.4.2002 - Paolo G.L.Ferrara risponde:
Quella che Alia ha impiantato è una polemica infruttuosa: il Convegno nasce proprio dal carteggio da me avuto con Saggio in merito all'articolo sulla Sicilia. Dunque, se il riproporre articoli già scritti può sembrare un semplice "riciclare", in realtà è la base, è il sale del convegno. Gli articoli restano sulla carta, il confronto diretto ed aperto può solo dare vita vera ad essi. Ecco perchè li abbiamo riproposti, sperando che chi parteciperà vorrà il confronto auspicato. Per quanto riguarda quelli "riesumati dalle pieghe di antithesi", beh, il web si differenzia dalla carta stampata proprio perchè nulla va in archivio, a maggior ragione quelli che sono argomenti attuali e reali. In Sicilia non vige il rigor mortis, anzi...chi gestisce e decide è ben vivo...e ne dà prova giorno dopo giorno...
Comunque sia, noi abbiamo attaccato e desideriamo metterci in discussione. Tutto qui. Nessuna "passerella"
Se ho aggredito il Suo primo commento significa che ne avevo motivo; non lo pubblico solo perchè Lei non me ne ha dato l'autorizzazione. Continuo a condannare l'anonimato, senza alcuna scusa che possa farmi cambiare idea. Lei è giovane? Lei è all'inizio? Non importa: dichiararsi significa autogarantirsi.



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Commento 104 di Antonino Saggio del 27/04/2002


In riferimento al commento 95
Caro Paolo,
abbiamo pensato a lungo al da farsi. Chi ha un pezzetto di informazione può facilmente equivocare, come si vede.
Il pezzo inserito da Antithesi era stato redatto dopo il Convegno di Scordia e seppur formalmente richiesto, questo scritto non fu mai pubblicato (o almeno a me mai nessuno mandò copia del libro). E' quindi un inedito, anche se era stato inserito con altri scritti del genere in parti del mio web e anche se conteneva anche estratti di altri scritti da cui appunto parti la nostra conoscenza e poi, dopo un bel pò', l'idea stessa del Convegno.
E' stato inserito e pubblicato da Anithesi, dal mio punto di vista:
A. per poter mettere in chiaro con più forza il concetto di Imprinting (che negli altri scritti pubblicati era solo sfiorato)
B. per consentirmi di andare avanti con libertà nel convegno, senza dover, raccontare i concetti appuno che sono qui trattati ma per permettermi con gli altri e con i molti altri mi auguro che saranno a Sciacca "di andare avanti";
A presto

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Commento 108 di Fausto D'Organ del 27/04/2002


in risposta al commento n°104
...Provo dispiacere leggendo il messaggio 104 del Prof.A.Saggio in riferimento all'articolo 95. Manifestando le mie impressioni riguardo
al bonario taroccamento spazio-temporale del proprio scritto che il
docente romano ha eseguito, mi sono messo, forse, nella posizione di
chi vuol fare polemica per niente. Me ne duole Sinceramente. Chiedo formalmente scusa al Prof. A. Saggio per averlo messo in imbarazzo.

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Commento 122 di Cristina D'angelo del 01/05/2002


Per chi come me non è mai stato in Sicilia, l'articolo " DELL'IMPRINTING NELL'ARCHITETTURA SICILIANA" è come un viaggio virtuale nella storia di questa terra, attraverso le impressioni, associazioni, ricordi,deduzioni, domande di chi osserva. Come termini di confronto ho le descrizioni letterarie di questi luoghi, e l'idea che mi sono fatta collima con quanto viene descritto nell'articolo.
Tanti sono i punti interessanti, primo tra tutti quello di CONTESTO come TESSITURA. E' una parola che descrive in maniera efficace tutti gli aspetti più o meno complessi che il termine contesto riassume: come non averci mai pensato?
Tra le riflessioni c'è poi una piccola lezione di storia dell'urbanistica riassunta nella parola IMPRINTING. Ed eccomi spiegate le straordinarie differenze tra Nord ,Centro e Sud, le contaminazioni e le caratteristiche tipiche di certi luoghi.
Capisco meglio il perchè i romani, esportatori in tutto il mondo del Cardo e Decumano, non lo abbiano poi applicato nella stessa Roma, la città aveva un imprinting diverso: quello etrusco!
Bella cosa quando uno scritto invita alla riflessione, alla curiosità e porsi delle domande.
CRISTINA D'ANGELO

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Commento 124 di Carlo Sarno del 02/05/2002


Caro Antonino, grazie alle osservazioni di Cristina ho rivisto con attenzione il tuo articolo e credo che nell'imprinting come embriogenesi, debba vedersi il fulcro del tuo discorso. L'architettura oggi non riesce più ad essere indigena al luogo e alle sue trasformazioni. L'architettura organica professata da Frank Lloyd Wright pone a fondamento di ogni buona architettura il legame con il luogo, un legame profondo, la comprensione dei processi generativi dell'architettura del luogo che innestati nello spazio prossemico dei suoi abitanti crea lo spazio architettonico indigeno e unico dall'interno verso l'esterno. L'embriogenesi è un processo naturale ben commentato da Prigogine che dovrebbe far parte come "imprinting" di ogni buona architettura naturale al suo luogo. Cerchiamo, come hai detto giustamente Antonino, di comprendere l'imprinting più che aspetti architettonici solamente formali, cerchiamo di conoscere i processi generativi della vera architettura siciliana, la sua embriogenesi per dirla con Prigogine, e solo allora ne vedremo i suoi profondi valori e la sua universalità innestati in una peculiare e stupenda condizione antropologica e ambientale!
Carlo Sarno

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