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Commento 144 di Carlo Sarno del 20/06/2002


Borromini è architetto dell'infinito, del nuovo infinito postulato da Leibniz, dell'infinito del significante e del significato. Borromini non pone limiti, come dice giustamente Zevi e come evidenzi bene Tino, alla sua creatività e non è riducibile ad una classificazione per quanto poliedrica si cerchi di farla.
Borromini esplora non solo il multiforme universo formale ma anche il campo espressivo-simbolico, la sua immaginazione è oltre misura, è un gigante nel regno dell'arte e della poesia.
Lo spazio raggiunge con lui una fluidità ed una continuità mai percepite prima di lui, insegna agli uomini della sua epoca un nuovo modo di essere nello spazio e nel tempo, il suo sfondamento della prospettiva pone l'esserci a contatto dell'essere.
Agli architetti di oggi Borromini insegna che non bisogna porre freno all'immaginazione, alla capacità di rielaborare creativamente l'architettura di tutti i tempi e di tutte le etnie.
Con Borromini abbiamo una nuova interpretazione del mistero dell'uomo e del suo rapporto con Dio...un Dio che avvolge l'uomo in uno spazio libero e colmo d'amore : l'infinito borrominiano !
Carlo Sarno

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