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Commento 286 di Carlo Sarno del 14/02/2003


"...se “la qualità architettonica è ancora sottintesa in qualsiasi forma urbana”, ciò dipende dal fatto che gli architetti applicano alle città la logora nozione di “forma urbana”; il movimento moderno l’ha sempre combattuta, tanto che la settima invariante postula la “reintegrazione edificio-città-territorio”..." risponde Bruno Zevi ad Andrea Branzi.
Si, mi sembra che il nucleo dell'argomentazione sia proprio qui : LA REINTEGRAZIONE EDIFICIO-CITTA'-TERRITORIO. Dice Bruno Zevi nel suo libro il Linguaggio moderno dell'architettura :"...crolla ogni distinzione tra spazio interno ed esterno , tra architettura e urbanistica , dalla fusione edificio-città nasce l'urbatettura ..." e ancora "...la reintegrazione architettura -natura va operata scientificamente , sulla base di studi antropologici , sociologici e psicanalitici...". In parole semplici , Bruno Zevi tende alla reintegrazione architettura-urbanistica-vivere felice dell'uomo.
Il maestro dell'urbanistica organica italiana Luigi Piccinato già dagli anni quaranta sulla mitica rivista Metron , portavoce dell'A.P.A.O. (Associazione Per l'Architettura Organica , nata nel 1945) , poneva la questione della reintegrazione della città con il territorio e con la vita felice dell'uomo.
Ma ancor prima Frank Lloyd Wright poneva le basi della settima invariante zeviana , e il suo pensiero lo troviamo ben espresso nella sua ipotesi per Broadacre City e con le sue stesse parole , nel libro La Città Vivente , il cui titolo è già un programma : "... la città nuova non è da nessuna parte se non è ovunque . Lo spazio diventa vivente , per poter essere goduto e per poterci vivere ... Questo è il nostro sviluppo , l'integrazione spirituale con la vita quotidiana . Semplice perchè è universale conservazione della vita , e la felicità ne è la conseguenza inevitabile ... ".
Con la fiducia negli uomini che sapranno in futuro organicamente reintegrare la vita e l'abitare con l'architettura e il territorio, mi unisco al brindisi di Bruno Zevi alla vittoria della vita !
Carlo Sarno


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Commento 10900 di Franco Galardi del 23/11/2011


Nella pratica della professione sento sempre la necessità di confrontarmi con i modelli classici, quelli dell'architettura di pietra scolpita a mano, che come la scultura restituisce l'opera dopo un lavoro sapiente.
Queste architetture in pietra, nelle forme classiche, sono il linguaggio eterno che parlano nel presente, anche se le biblioteche che esse contenevano sono ormai estinte. Quindi all'architettura si è affidato, ma ancora oggi si deve affidare il senso di un messaggio che supera i secoli.

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