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Ci sono 3 commenti relativi a questo articolo

Commento 699 di Mariopaolo Fadda del 20/03/2004


Antonino Saggio dà ripetutamente dell’intellettuale a Peter Eisenman. Speriamo che il buon Peter non lo prenda come un’insulto. A Ivy, che in una recentissima intervista per AR gli chiede “La sua è una ricerca intellettuale?”, così risponde:
“Sono interessato alla ricerca intellettuale, ma non mi considero un intellettuale. La domenica faccio le parole crociate di Times, leggo gialli, guardo Internet e gioco il solitario. Non chiamerei tutto ciò intellettualmente stimolante. Mi alzo alle 5:30 del mattino e alle nove ho già scritto quello che ho bisogno di scrivere e letto quello che ho bisogno di leggere. E sono a posto. Il resto del giorno, il tran-tran professionale di architetto, non lo chiamerei una ricerca intellettuale.”

P.S. Chi volesse, può leggere l’intera intervista al seguente indirizzo:
http://archrecord.construction.com/...


Tutti i commenti di Mariopaolo Fadda

 

Commento 702 di Carla Ricci Roma del 23/03/2004


Un'altra occasione persa per gli studenti di Architettura.
Ieri nell'Aula Magna de La Sapienza, Peter Eisenman ha tenuto una delle conferenze più interessanti degli ultimi cinque anni...peccato che ci siamo persi metà di quello che diceva. Ho passato tutto il tempo a sforzarmi di captare qui e là il senso del discorso, perché, naturalmente, l'Università non può permettersi di pagare un traduttore che ci facilitasse la comprensione di concetti come METAPHYSIC, che non è proprio come parlare delle mele che si comprano al mercato. Davvero un gran peccato.
Peccato anche che tutti gli esimi professori e i rampanti architetti dell'ultima generazione, che pure abbiamo riconosciuto tra i presenti, non abbiano colto l'occasione di porre domande all'esimio architetto. Evidentemente sanno già tutto. Beati loro! io da parte mia ho solo dubbi e se fossi riuscita a seguire la logica del discorso , state certi che le domande non sarebbero mancate. Porre domande è un modo per far circolare le idee, per rendere partecipi, coloro che lavorano in uno stesso ambito, di quello che c'è di nuovo nell'aria, è un modo per creare un ambiente diffuso più accogliente per il "fare architettura". L'architettura non deve essere materia per pochi, non è un affare d'élite...
Peccato, infine, non aver visto nessuno della Facoltà di Valle Giulia...
a conferma che le idee chi ce l'ha se le tiene per sé e chi non sa non ha nemmeno l'umiltà di domandare.

Tutti i commenti di Carla Ricci Roma

 

Commento 703 di Mara Dolce del 23/03/2004


Poco tempo fa la facoltà di Valle Giulia di Roma, ha dato la laurea Honoris causa all’architetto argentino Clorindo Testa. Le celebrazioni per il decennale dell’Università degli Studi di Ferrara , si sono concluse con la Laurea Honoris Causa allo svizzero Peter Zumthor. Ieri, la facoltà Ludcovico Quaroni, ha dato la laurea Honoris causa all’americano Peter Eisenman: Carla Ricci nel suo commento ci assicura che è stata la conferenza più interessante degli ultimi 5 anni, se solo ne avesse “captato” l'altra metà .
Che cosa significano queste lauree Honoris Causa?
Che ci vogliono dire i presidi delle facoltà con queste operazioni “culturali”?
Si tratta per caso di un vuoto della linea di facoltà che si cerca di riempire -in assenza di un pensiero proprio- con quello di personaggi più o meno autorevoli?
O forse è l’ennesima operazione política di presidi di facoltà, ormai ridotti a burocrati che, obbligati all’autonomia, sono in cerca di consensi che poi si trasformino in matricole?
Lucio Barbera e` il nuovo preside della facoltà Ludovico Quaroni, si è appena installato.
La prima operazione che ha fatto da preside è stata quella di investire a Honoris il noto architetto americano: che dobbiamo pensare? Che quella sarà la nuova linea della Ludovico Quaroni?
O che altro? L’avrà spiegato il professor Barbera perchè fosse così urgente questa Laurea honoris causa?

Tutti i commenti di Mara Dolce

 

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