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Ci sono 2 commenti relativi a questo articolo

Commento 753 di Riccardo Roberto del 06/07/2004


Non posso esimermi dall'essere d'accordo con la tesi esposta dal professor Hosoe. Sono uno studente di design della terza facoltà di architettura del Politecnico di Milano.Sono profondamente deluso da questo corso di studi; sono ormai al traguardo, lo considero inutile per il design in sé e lo specchio di questa considerazione è senz'altro la situazione di stallo in cui questa disciplina si trova. Il sistema del design italiano è vecchio, inattuale ed assolutamente non informato come le figure che si muovono al suo interno, tranne quei pochi che il design lo vivono e di conseguenza possono insegnarlo. Risulta palese la mancanza di una teoretica e di un percorso di indagine progettuale che possa illuminare le future generazioni di designer. Considero il design un linguaggio fortemente espressivo ed estremamente mutevole, considerando la sua forte matrice idealista. In risposta a chi teorizza il crescente peso del design nella società c'è da far notare quanto l'attuale compagine culturale tagli fuori architetti e designer. Manca tra i docenti l'abilità di potenziare il linguaggio creativo di chi oggi segue questi corsi di studi al punto da spingerli oltre la banalizzazione del progetto perfettamente producibile, al punto da garantire attraverso l'informazione l'innovazione con tutti i suoi risvolti. Tutto è saturo di vecchio e non c'è da stupirsi se tutto affonda nella crisi più buia; il design italiano sopravvive portandosi dietro i suoi trofei passati e il suo carattere fortemente nazionale da cui continua tragicamente a prendere spunto. Se un tempo tutto questo poteva essere giocato come una carta vincente, oggi -nel ventunesimo secolo- non ha alcun valore. Non ha più forza espressiva, è scontato. Durante questi anni ho seguito corsi di tutti i tipi, alcuni di una banalità indecente, altri totalmente inutili, e la cosa più grave e che tra questi posso tranquillamente annoverare dei laboratori vissuti senza nessuno scambio dialettico o culturale con la docenza, di cui oggi purtroppo non ricordo niente.Solo raramente alcuni hanno dato forma alla mia preparazione al punto da poter ammettere in maniera dolorosa la profonda ignoranza del design e di chi ne è coinvolto.

Tutti i commenti di Riccardo Roberto

 

Commento 761 di Pierluigi Di Baccio del 06/07/2004


Mara Dolce ha PERFETTAMENTE ragione. Dalle facoltà di architettura italiane si esce non più troppo giovani, stressati, demotivati e, dulcis in fundo, analfabeti di ritorno. E l'orrore sta nel fatto che tutti lo sappiamo, magari anche ce lo diciamo ma, in fondo in fondo, ci sta bene così.

Tutti i commenti di Pierluigi Di Baccio

 

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