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Commento 849 di Vilma Torselli del 05/12/2004


Da una lunga intervista di Pietro Zullino a Bruno Zevi comparsa su una pagina del numero 15 (inverno 1998/99) della rivista on line Telema, oggi purtroppo soppressa: "......... Il computer ha portato la libertà, la rivoluzione in casa nostra. Ha abbattuto le antiche costrizioni indotte dagli strumenti di lavoro tradizionali; ha spazzato via la grammatica e la sintassi dell'architettura classica ...... Il computer concede all'architetto di far di tutto e non gli impone niente: questa è la cosa straordinaria. Ci libera da tutte le schiavitù di rappresentazione dell'architettura che nascono dall'inizio del Quattrocento e finiscono... ieri sera........... La consapevolezza divenne generale nel 1988, con la mostra del decostruttivismo al Museo dell'arte moderna di New York. Accettata l'idea della decostruzione fu evidente che questa si poteva realizzare solo con il computer. ....".
Un bell'abbaglio, non c'è che dire.
Scusate se oso, ma i miti ogni tanto vanno scossi, se non altro per far cadere la polvere, anche se si chiamano Bruno Zevi.

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