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Commento 5946 di renzo marrucci del 21/01/2008


Caro Ferrara ho trovato l'articolo in un momento di buona. Devo dire che ho capito solo nelle ultime righe con chiarezza l'anima di quello che dice. L'articolo è del 2000 e se pensa ancora così sarebbe bene farlo capire di più e con più chiarezza. Dico questo perchè il maggior male viene fatto dalla poca volontà di comunicare con chiarezza o per la ricercatezza o virtuosismo con cui si vuol far cadere la minestrina. Ne viene fuori sempre l'egoismo narcisista che sommerge quello che è da dire sia pure mascherandolo con condiscendenza un po....Non vorrei apparire troppo invasivo, si deve essere delicati per carità, ma la chiarezza è una qualità rara e a volte fondamentale. Ad esempio leggendo l' articolo su Sgarbi del simpatico Rosa del sud, e anche se dice qua e la alcune cose condivisibili.....per la sua verve direi esuberante e narcisa ....finisce per insinuare dubbi nella credibilità. Parla di Sgarbi come se fosse geloso di Sgarbi...E' un peccato perchè quando il virtuosimo si arruota su se stesso finisce per svuotare di senso quel contenuto che pure c'è. E chi invece sente la necessità di un dibattito serio su i contenuti, si stanca o rifiuta e comunque ci soffre ...forse sbagliando ma è così... purtroppo...e siccome oggi la retorica accademica nel suo complesso ....ha davvero stancato e prodotto le peggiori nuvule o vere e proprie "nubi" sul cielo italiano, Fuksas a parte che...invece astutamente le cavalca nella confusione... porta a casa i panettoni di Milano e gli abbacchi di Veltroni... accade che da qualche parte... più debole... aumenta in modo inverosimile il male come sintomo ineludibile di un problema più vasto e che finisce, in qualche modo per toccare tutti, e il tumore spunta fuori da qualche parte del corpo sociale come frutto di un comportamento che è nella responsbailità di tutti. Se a Napoli nessuno ha controllato e se la Campania è stata lasciata bollire nel suo brodino egoista e caldo...ora ci sono le barricate dei rifiuti che non sarà sufficiente togliere dalle vie e piazze perchè il silenzio acritico con cui sono stati prodotti non ha generato cultura della cosa pubblica.... ancora troppo astratta .... Così in architettura e in urbanistica esiste lo stesso silenzio e lo steso brodino caldo e si parla di trasformazione come se fosse una cosa positiva tra i narcisismi lo spettacolo e la pubblicità...senza nesso reale con il bisogno della città e del cittadino.
Bruno Zevi aveva capito che nel professionismo è la ricerca vera per il modo franco e diretto suoi problemi e le sue difficoltà lealmente vissute e ....ciò sarebbe ancora vero ma sempre fin tanto che parte sostanziale del mondo accademico non finisca , come diceva non molti anni or sono...di invaderne definitivamente il campo abusando di un potere che lo Stato sempre più indebolito gli concede nella società....e io aggiungo....con il poco discernimento sino ad oggi dimostrato....Tanti saluti

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