Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

I grandi Architetti sono quelli che sono morti

di Guidu Antonietti - 29/5/2004


Fare architettura è anche fare politica!
Il proposito che segue è solo semplice finzione; ogni riferimento a persone esistenti o esistite è puramente fortuito, tuttavia se si rivelasse qualche identificazione ciò non sarebbe dovuto solo al caso…
''Realizzare luoghi che non siano visibilmente belli, e restituire al pubblico la cura di inventare questa bellezza, siccome si inventa un tesoro. La bellezza non è l'opera di uno solo. Non appartiene a nessuno.''
Moltissimi giovani vogliono diventare Architetti, e più numerosi saranno nelle scuole, più bisognerà assumere professori. Questa assunzione si fa principalmente tra gli Architetti che non fanno questo mestiere. Il loro mestiere è formare numerosi altri Architetti che saranno senza lavoro. Tutto ciò è triste, grave, e demagogico.
Gli insegnanti pretendono dei crediti, richiedono dei titoli. La loro sola legittimità è il numero crescente di studenti. Questo giustifica la loro utilità sociale, perché è meglio essere professore di architettura piuttosto che non Architetto del tutto. Gli studenti per essere Architetti presto dovranno possedere una licenza per l’esercizio della professione. Per quale ragione gli insegnanti non dovrebbero avere una licenza per insegnare? Perché come può insegnarsi il mestiere di architetto senza esercitarlo? La cultura Architettonica è indispensabile agli Architetti ma il mestiere di sapere costruire lo è altrettanto. Si può insegnare la medicina senza avere visto mai un malato? L'insegnamento dell'architettura si morde la coda. Ma perché siamo giunti a questo punto? Perché il valore aggiunto dell'architettura alla costruzione è in contraddizione col profitto delle imprese, dell'industria, del mercato! Bisogna distruggere il mercato? E’ troppo tardi, è impossibile, i consumatori planetari sono intrappolati. Occorre loro ed occorrerà ancora, acquistare per molto tempo computer, software, buttarli ogni tre anni, acquistarne altri più veloci e più proficui; fare guerra agli altri, ai più deboli, per impedire loro di essere islamici, palestinesi, iracheni, poeti, artisti, per renderli '' liberi '' di consumare ancora sempre e per molto tempo… Questo uomo nuovo che doveva infine essere liberato dal suo lavoro, per il suo lavoro che sarebbe diventato infine quello di musicista, cantante, scrittore, costruttore, questo era un sogno di Charlie Chaplin… La realtà delle immagini oscene di Georges Bush l'ha ripreso, gli occorre combattere quotidianamente, perché è bene sulla terra che è l'inferno ed il paradiso, perso...
I grandi Architetti, quelli che fanno la cultura Architettonica, sono quelli che sono morti, o quelli che sono diventati delle star, dieci nel mondo più o meno… Quasi tutti gli altri sono ostaggi o complici! Per diventare un grande Architetto, per essere vivente, come Le Corbusier, Tadao Ando, o Viollet Leduc che non misero mai i piedi in una scuola, bisogna osare non ricusare l'insegnamento sbagliato dei professori dell'architettura.
Altrimenti bisogna frequentare una scuola per ingegneri in quattro anni, affinché gli Architetti siano agli ordini del presidente direttore generale del più grande consorzio di lavori pubblici europei che è la testa di legno di un'impresa americana, quella che ha incarico della costruzione della muro frontiera tra Israele ed i territori palestinesi, tra gli uomini!
Il profitto non ama l'architettura; l'architettura, se non ama gli uomini, non esiste. Fare architettura è fare anche politica. Architetto, non ti interessi di politica ma la politica si interessa di te.


(Guidu Antonietti - 29/5/2004)

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Commenti
1 COMMENTI relativi a questo articolo

Commento 788 di Alessandra s. del 25/09/2004


Condivido pienamente l'articolo mentre un brivido mi percorre la schiena.
Proprio ora che mi sono riscritta ad Architettura e ho deciso di finire un percorso interrotto tempo fa.
Tutte cose che penso anch'io, ma allora come se ne esce? Non rido ad essere trattatta come "schiava", è difficile lavorare in questo campo, se non sei figlio d'arte e di un certo censo le strade da percorrere sono poche. Sono pochi quelli che si possono permettere bei master a pagamento, e un livello superiore e tanti soldi per aprire uno studio.
La verita' e' che è un mestiere da ricchi. Forse è addirittura una moda.
Se sei ricco puoi permetterti la libera professione, altrimenti sei sfruttato.
Purtroppo è la realta' in cui viviamo, un conflitto continuo in queste metropoli dove lo spazio e' tutto scandito dal profitto e siamo a volte ridotti a topolini in tante gabbie palazzi con smog smog e tante sigarette, cemento nero e grigio......ma sono nata in questo mondo, studio Architettura soprattutto per me perchè nella mia testa e nel mio cuore c'è un altro mondo un altra citta' un territorio diverso, forse è solo un sogno, ma se smetto di sognare e di studiare soluzioni e penso solo al devasto che mi circonda allora è la fine.
L 'Architettura è politica ed è una potente arma di controllo sociale, se tutti ne avessimo piu' consapevolezza forse le cose cambierebbero.

Tutti i commenti di Alessandra s.

 

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