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Commento 679 di Carlo Sarno del 23/02/2004


"...E' la storia antichissima , di ogni età e di ciascuno , cui la dodecafonia schonberghiana ha impresso un'attualità acuta fino allo spasimo . ' Fatti capire dal popolo ; parla in modo adatto a lui ' , sollecita Aaron ; e Moses intransigente risponde : ' Dovrei falsificare l'idea ? ' ..." Da una parte , argomenta Bruno zevi nel suo brano Moses und Aaron , abbiamo Moses che pone il problema della definizione di Dio come indefiniblità , dall'altra Aaron si sforza di comunicare al popolo ed in tal maniera con la sua parola tradisce l'idea di Dio e conduce al vitello d'oro .
Continua Bruno Zevi con un meraviglioso parallelo con la poetica di Schonberg : "... Schonberg impersona in chiave artistica , il dramma... l'inesprimibilità dell'idea - dodecafonica - si traduce così in un disperato travaglio linguistico , storicamente agganciato all'insorgente bestialità nazista : ' di fronte ad una società in cui tutti i valori morali erano entrati in crisi - commenta Fedele D'Amico - e ogni codice stava diventando menzogna , la risposta dell'espressionismo musicale fu questa : dichiarare tutti gli elementi del linguaggio irrimediabilmente compromessi in quella menzogna , e perciò solo atteggiamento morale il rifiuto della 'parola' e il conseguente rifugio in una tensione permanente verso l'inesprimibile " ; è il segreto per cui , aggiunge Massimo Mila , '...Schonberg , questo musicista tanto volentieri tacciato di cerebralismo e spesso descritto come un grande teorico sprovvisto di ispirazione , ha vinto la partita sul terreno della musica , della sua potenza espressiva e della sua virtù poetica ...' . Veniamo all'architettura , dove l'inconciliabilità tra 'idea' e 'parola' , o tra 'coerenza' e 'vita' , si manifesta in modo forse ancor più aggrovigliato ...".

Mi fermo qui nella citazione del pensierio di Bruno Zevi sulla questione , ringraziandolo per aver addolcito con "forse" un aspetto icastico e crudo della nostra misera realtà .

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