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Ci sono 3 commenti relativi a questo articolo

Commento 5926 di renzo marrucci del 18/01/2008


Presentò un progetto storicistico per farlo approvare dalla Soprintendenza...e poi lo realizzò come voleva lui...Queste parole mi sono rimaste in testa da un video commentato alla mostra della triennale di Milano. Non mi ricordo con precisione se era la casa del fascio, credo di si... Se dovessi fare una associazione con un architetto di oggi, magari anche un po arbitraria, direi che per il modo di lavorare sul volume si potrebbe parlare di Botta.
La distanza è tanta ma Terragni lavora sul volume e tira fuori l'architettura. Non c'è retorica nelle sue cose...solo un forte senso classico, delle masse e delle aperture, misurato e studiato per rifuggire da aspetti retorici. Dimostra che si può non essere monumentali e tetri come l'architettura del ventennio ma anzi inserisce proprio con la sua misura una poetica chiara e subito umana. Per questo la sua magica semplicità ci è vicina, ci arriva...e ci rende l'idea del complesso mentre complesso non è. Terragni ha senso della misura e un istinto poetico chiaro, semplice e per questo profondo. Originalissimo nella sua pulizia antica...perchè è antica e forse eterna almeno questa eternità vale fino a quando condomini o militari, casualmente la....modificheranno...visto come van le cose....non è da escludere. Botta per esempio, lavora sul volume ma rimane impelagato nella sua idea di perfezione che poi è solo una aspirazione estetica, formale , e se vai a vedere le relizzazioni, spesso, rimani perplesso . Chi osserva l'edificio con mente libera, fuori dalla visualità del rendering, o semplicemente non si lascia convincere dalla astrattezza delle immagini , vede la consistenza delle finiture e dei materiali, gli spessori falsi ecc. e persino spazi senza spiegazione...che non ricercano poesia....ma immagine, eleganaza e anche il sogno è lontano... è una realtà dell'occhio che si rivela nella materia....che la spoglia della sua sincerità e si piega alla ricerca dell'immagine. Certo questo è un problema di oggi e appartiene a tutta l'architettura tecnologica...quella dove la direzione lavori è un fatto puramente economico esigente a scapito della verifica del progetto.
Terragni è dunque un poeta ancora da scoprire ....è morto con in tasca un mazzolino di fiori secchi raccolti in terra di russia .... Zevi aveva ragione su Terragni quando diceva che la sua architettura contiene un segreto e io aggiungo...se fosse casualità è genio....

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Commento 5962 di andrea pacciani del 25/01/2008


Per Renzo Marucci
Non era la soprintendenza (non credo esistesse ancora) ma la commissione di ornato; ironia della sorte oggi, dopo quasi 100 anni le cose sono esattamente all'opposto: per farsi approvare un progetto classico o tradizionale in una qualsiasi commisione edilizia d'Italia bisogna fare il contrario, disegnare il progetto in maniera modernista omettendo i particolari decorativi. L'ho provato di persona proprio memore dell'esperienza di Terragni....
Ma qual'è oggi la vera avanguardia in architettura? quella che come allora da fastidio al mondo istituzionale, è ignorata dalle riviste, dai critici e dal mondo accademico, quella che però sa leggere le aspettative della gente contemporanea?
Non credo siano l'espressionismo modernista o l'architettura manierista-modernista o quella storicista-modernista di questo inizio secolo...
E' chiaro infatti che stiamo vivendo la fase storicista e manierista dell'epoca moderna un po' proprio come alla fine 800 primi 900 quando, o ai tempi del rococò o a quelli del gotico fiorito, quando cioè la componente stilistica fine a stessa chiude un periodo storico che ha finito il suo corso.
Di solito a qeste fasi è seguito un periodo di richiamo alle origini, alle tradizioni alle certezze che vengono dal passato; sarà così anche questa volta? ai posteri l'ardua sentenza

Tutti i commenti di andrea pacciani

 

Commento 5966 di renzo marrucci del 26/01/2008


Caro Andrea,
Può darsi sia così...io riprendo quanto detto in un filmato ascoltato alla Triennale e che mi
è rimasto in mente dalla mostra su Terragni.
Quando la confusione anima il dibattito ognuno dice quello che vuole...ognuno cerca e quello che fa fede è la propria coscienza e io credo sia già qualche cosa...saperci cercare dentro. Mio nonno diceva che quando samrrisci il sentiero o senti di andare a tentoni....
segna il percorso così che puoi ritornare indietro a ripigliar la via. Credo che sia una cosa buona da capire con umiltà e poi si vede... Quindi, anche se non è mai un ripartire, la memoria vede e assorbe comunque... ragiona, confronta e chissà che non succeda qualche cosa di buono. In troppi vanno avanti sparati e trascinano giovani nella palude
in nome di un narcisimo bloccato...o molto astuto e comunque bisogna guardare con i
propri occhi e ragionar con la propria testa...la strada è il cittadino, con i suoi pregi e difetti.
L'uomo con le sue aspirazioni e il suo rapporto con l'ambiente...e la città...e il desiderio di essere capito....non sfruttato dalla comunicazione e dal falso spettacolo di oggi ....
L'avanguardia come dici tu ...la fa il buon senso e la conoscenza....che pare anche l'unico coraggio possibile
Un cordiale saluto R.M.

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