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Ci sono 6 commenti relativi a questo articolo

Commento 766 di Silvano Oldani del 02/08/2004


Complimenti, la scrittura è raffinata, soltanto leggermente da tenere a bada, ma quando finalmente più tempo da dedicarle? Silvano Oldani

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Commento 768 di Pierluigi Di Baccio del 27/08/2004


Auditorium bocciato
Il Tar accoglie il ricorso di Italia Nostra
RAVELLO. «L'auditorum a Ravello non s'ha da fare». Il Tar di Salerno ha accolto il ricorso di Italia Nostra, bocciando clamorosamente la struttura polivalente, con 406 posti a sedere, larga 30,25 metri e alta 21, disegnata dall'architetto brasiliano Oscar Niemeyer. «Il progetto è incompatibile con le attuali norme urbanistiche», hanno sentenziato i giudici amministrativi. Che, così, rimandano o, addirittura, rischiano di far naufragare il ''matrimonio''. Un matrimonio più volte annunciato, auspicato da tantissimi esponenti della vita politica, sociale, culturale ed economica nazionale e internazionale, che sottoscrissero qualche tempo fa una petizione, che ora, però, non potrebbe mai più essere celebrato. Come novelli ''promessi sposi'' Ravello e l'Auditorium rimandano ancora una volta la loro unione. E, stavolta, l'addio potrebbe pure essere definitivo e la cerimonia mai più officiata. Perché, a meno che non si decida di continuare la ''battaglia'' a suon di carte bollate, la costruzione dell'opera, a questo punto, appare molto difficile. In pratica i magistrati del Tar hanno accolto la tesi di Italia Nostra. L'associazione ambientalista ha sempre sostenuto che il loro diniego non è mai stato «un problema di architettura ma di tutela del paesaggio. Le dimensioni dell'opera sono limitate ma si inseriscono in un territorio già saturo». La notizia del ''pollice verso'' nei riguardi dell'auditorium ieri ha fatto rapidamente il giro del paese, in questo periodo affollato da vacanzieri provenienti da tutto il mondo. E, naturalmente, ha lasciato sconcertati i principali promotori dell'iniziativa, tra i quali il sociologo Domenico De Masi e il sindaco Secondo Amalfitano. «Aspetto di leggere la sentenza - ha sottolineato immediatamente il primo cittadino Ð prima di esprimere un giudizio. Ma già da ora posso dire di sentirmi molto scoraggiato. E potrei anche abbandonare, lasciare il Comune, e presentare le dimissioni con tutta la Giunta». Un decisione estrema che, tuttavia, non è tanto remota. il motivo di una scelta così radicale è facilmente spiegabile. Si tratterebbe infatti di una presa di posizione decisa che potrebbe avere naturalmente una eco vastissima. Una protesta nei confronti di chi non ha reso possibile la realizzazione di un progetto per il quale sono stati stanziati più di diciotto milioni di euro. «Qualora decidessi di presentare le dimissioni Ð rimarca Amalfitano Ð invito sin da ora i responsabili di Italia Nostra ad assumersi la responsabilità di amministrare il paese, assieme a tutti gli speculatori edilizi che hanno contrastato il progetto». Parole dure, dettate dalla rabbia ma che sono pienamente sentite dal primo cittadino della ''città della musica''. A questo punto non resta che aspettare le prossime mosse in quella che sembra diventata una vera e propria telenovela. E i colpi di scena non dovrebbero affatto mancare. Il caso a questo punto può anche diventare squisitamente politico e arroventare ancora di più la già caldissima estate della Costiera. (g. d. s.)

Da "La Città" , quotidiano di Salerno e provincia.
http://www.lacittadisalerno.quotidianiespresso.it/lacitta/arch_10/regione/wx2/wx2144.html

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Commento 5357 di Jenny del 30/05/2007


Complimenti per l'articolo, ha saputo valorizzare la bravura e l'impegno di un architetto che purtroppo oggi rimane ancora oscuro alle notizie della gente. Io vorrei però chiederle se si possono avere informazioni specifiche riguardo il suo percorso artistico,scelte stilistiche,bibliografia e progetti realizzati con altri architetti come Costa e Le Courbusier. Frequento un istituto superiore e per quanto mi riguarda sarebbero di grande aiuto maggiori informazioni (nel campo della storia dell'arte )di questi famosi architetti.

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Commento 5391 di marcelo marun del 22/06/2007


grazie. qualcuno che riconosca il genio e l'importanza di questo mostro sacro del l'architettura, della poesia senza parole del 20esimo e del 21esimo secolo.grazie.

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Commento 5624 di Chiara Manzoni del 10/10/2007


Complimenti per l'articolo. Sto facendo una ricerca personale sul percorso artistico di Oscar Niemeyer e volevo sapere se è possibile ottenere una ampia bibliografia dell'architetto brasiliano.
Grazie.
Chiara

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Commento 11787 di alberto zipoli del 07/12/2012


Caro Maurizio, la sensibilità di un collega e la poesia di un Maestro.
Rileggo il tuo articolo che ci rimette ancora tutti un po' in gioco davanti all'idea stessa di progetto. Di fronte alla povertà ideale di molti archi-star contemporanei (tu ne citi solo qualcuno ma l'elenco potrebbe essere assai più lungo), la sola "attenzione" all'opera di Niemeyer ci rimanda ad un fare architettura che respirava altri contesti; ripenso a Vittoriano Viganò, tanto per citarne uno a me vicino di affetto e di cultura, che dallo starsystem della professione era totalmente estraneo. E con lui altri grandi e quasi caduti nell'oblio pseudo intellettuale dei colleghi più o meno giovani, più o meno inseriti, più o meno radical-snob.
Come non dedicare un piccolo pensiero ai fascio-ambientalisti di Italia "Loro" che insieme ai lunghi accordi poliennali con i DeCorato della precedente giunta di Milano per la gestione dei parchi di Trenno, Cave e dintorni, hanno combattuto contro uno dei pochi capolavori di O.N. in Italia? La confusione ideologica non è seconda all'opportunismo in cui il compromesso a tutti i livelli sembra regnare sovrano.
Nella professione e nella politica e altrove.

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