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Ci sono 2 commenti relativi a questo articolo

Commento 1961 di Antonino di raimo del 08/03/2007


Che dire?
Sono assolutamente sulla stessa linea di ciò che si afferma in questo articolo.
"Forse Gehry vuole ricordarsi e ricordarci che la moderna conquista del relativismo (della libertà e dei diritti individuali, della democrazia, della piena affermazione della personalità umana) non è certo definitiva ma sempre velata dall'ombra dell'assolutismo (del dogma, del pregiudizio, della dittatura, dell'incomunicabilità, del nichilismo)."
A ben vedere, proprio quello che credo....
grazie per aver messo in luce "altro" ,rispetto a quello che ho letto precedentemente.

Tutti i commenti di Antonino di raimo

 

Commento 5854 di renzo marrucci del 20/12/2007


Gehry non è un architetto organico è un architetto inorganico e i dubbi sono chiariti dal fatto che la sua architettura non cerca rapporti con la città. Se si vuole cercare una definizione si potrebbe spingersi a dire che è molto visibile per le sue visioni deformanti e quindi inorganico perchè non si ostina a cercare il suo posto ma lo impone e eccentrico perchè scherza con la forma. Gehry incontra l'interesse del pubblico perchè la seriosità della città di oggi è inquieta e insicura oltre a funzionare male. Il cittadino rimane preso dal fatto che nelle sue architetture, che non sembrano architetture vere e proprie ma scenografie, grandi rappresentazioni scenografiche che emulano il mondo del fantastico, del diverso, di un fisiologico immaginario rappresentato. Agli architeti che si innamorano facilmente può dare l'impulso a cercare una poetica, una delle tante. Per esempio io ci vedo il piglio del pubblicitario che usa gli strumenti della comunicazione con un coraggio dissacrante che sta tra il comico e il profetico. Vale come sua personale azione critica nella città.
Un profeta che sia un profeta deve essere un po' suonato mi diceva il mio povero nonno sorridendo... e pensando ad un suo amico che viveva in un capanno rifiutando... Però se Gehry vuole farci ragionare sul fatto che la città oggi va a ramengo ci riesce meglio di chiunque altro... di questo io gli sono riconoscente. Speriamo però che non venga perso troppo sul serio... sulla calligrafia... come capita per esempio a molti e anche ad alcuni gentili signori che ho letto, se ho letto bene, anche quì su antithesi, perchè allora la città cosa potrebbe diventare? Ora gli edifici di Gehry ci distendono per la loro vena distensiva, e certamente non informale... direi estremamente formale se per la forma, quelle architetture, si presentano nella città. Un caro saluto

Tutti i commenti di renzo marrucci

 

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