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Ci sono 2 commenti relativi a questo articolo

Commento 6289 di Renzo marrucci del 22/06/2008


Trovo lo scritto condivisibile e auspicabile e del tutto applicabile alla realtà proprio dalle prerogative dell'esercizio di un mestiere millenario come quello dell'architetto. Non sem
bri strano è strano e falso il contrario. Partire dal territorio con una visione semplice e umile è sempre opera di grande intelligenza e sensibilità. Leggere il territorio e la sua architettura naturale...non è cosa che tutti possono fare e l'equivoco parte da qui...Biso
gnerebbe imparare a leggere l'architettura della terra prima di farne altra... Dove lo insegnano? Fatemi per piacere l'elenco delle scuole che ci sono in Italia dove si apprende a leggere il territorio nella sua naturale espressione architettonica...o come naturalistica vocazione a un dialogo che comprenda l'architettura come conseguente
vocazione all'ambiente umano. OGNI REALTà COSTRUITA DALL'UOMO HA IL SUO ARCHITETTO non è necessario risalire al nome e cognome. Occorre l'intelligenze o la sensibilità di comprendere e scindere tra architettura e potere. TUTTA QUì LA DIFFE
RENZA.. Scegliere tra la cattiveria e la qualità. Spesso non è scelta possibile lo capisco e il limite dell'uomo credo sia anche in questo. Nel fare ci dovrebbe essere compreso l'amore del fare e questo è spesso un caso che quando accade si è più omeno sempre di fronte ad unagrande opera sia che ci sia scritto nome e cognome e sia che il mistero
aleggi su quellla magia del fare meraviglioso che è la necessità della passione alla vita.
Imparare a capirle queste opere è la cosa più importante che non viene insegnata forse proprio per cattiveria umana. Questo sogno di poter fare con amore e passione lo hanno in molti anche in italia, anche certamente in Calabria dove c'è molto da capire...e da fare..

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Commento 6307 di RENZO MARRUCCI del 13/07/2008



XXIII CONGRESSO A TORINO
L'ipocrisia non regna sovrana ma è un segno di normalità... Non c'è da stupirsene... Bisogna accontentarsi di quello che c'è e, se lo scopo era quello di fare una festa della comunicazione, spero sia riuscito e che gli organizzatori ne siano contenti. Da qui a dire che abbia fatto bene agli architetti e alla condizione dell'architetto ognuno può dire quello che vuole ma... Rimane il solito narcisismo inconcludente e la solita manifestazione numerica... Almeno si contano le presenze e le facce. Per il resto è un'altra vetrina mas mediatica su cui dare spazio alla stampa o alla comunicazione della comunicazione. Alcuni hanno fatto pubblicità al numero dei grossi incarichi e ai clienti facoltosi che ne saranno contenti, altri hanno parlato per hobby del problema della casa e della eventuale propositività degli architetti su tale problema sic! Come se ne attanagliassero l'anima. Architetti poi che si occupano dei loro facoltosi e prestigiosi clienti o attori di operazioni prevalentemente snob o intellettualoidi... Che certamente sul problema della casa non ci dormono di notte... Altri hanno tergiversato sulle grandi linee dando sfoggio di una grande competenza sui problemi della architettura che pare siano solo quelli che interessa a loro... Certo! Va benissimo! Ma a cosa servono queste pantomime mondiali? A far Conoscere Torino? Ecco tocca a Torino e siamo tutti contenti. Però non bisogna dire a nessuno che l'architettura è di tutti perchè viene da ridere e con sommessa tristezza!
Vorrei anche dire che per quanto concerne la “flessibilità” chi ha scelto il carcere per quella strana manifestazione pseudo qualche cosa... ha sbagliato di grosso... Con la solita freschezza intellettuale?

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