Giornale di Critica dell'Architettura

4 commenti di Giuseppe Artusi

Commento 6702 del 07/01/2009
relativo all'articolo Caso Casamonti
di La Redazione


tratti da:
http://italianostrafirenze.splinder.com/ post/19309226/Arrestato+Marco+ Casamonti,+l'a

#35 04 Gennaio 2009 - 17:35

e di Francesco Salinitro, altro architetto che ha operato in quei di Como sull'area Ticosa prima al soldo-gettone del sindaco all'urbanistica in comune per poi, dopo che è stata assegnata la Ticosa per un pugno di lenticchie ad una società olandese, è passato nelle fila di Casamonti ad archea. Ma è normale?
utente anonimo

#36 04 Gennaio 2009 - 21:17

Aggiungo, ovviamente archea ha avuto la progettazione della nuova Ticosa.
utente anonimo

#37 04 Gennaio 2009 - 22:28

ma questo Brizzi? Umh lo terrei d'occhio. Va a fare il commissario in qualche gara concorso?

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Commento 6618 del 29/12/2008
relativo all'articolo Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
di Paolo G.L. Ferrara


Marco Casamonti, alfonso Femia, Pietro Carlo Pellegrini, Maria Alessandra Segantini.
Si cominci con il radiare a vita questi!
e via via di seguito tutti gli altri, tutti gli imbroglioni e i conniventi.
Tanto hanno già colto a piene mani il coglibile, si sono già garantiti una bella pensione, e che fior fiore di opportunità, che cimenti!
Ora lascino le briciole agli altri, magari anche a lei sig. Tagli, che tanto con sta recessione e con la scusa di questo scandalo di concorsi e gare in italia non sentiremo più parlare, le faranno di sottobanco, col bene placito del nostro premier.
Banana republic.

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Commento 6609 del 28/12/2008
relativo all'articolo Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
di Paolo G.L. Ferrara


Da "il Giornale"
....Riguardo alla gara di Terranuova Bracciolini il 3 settembre Casamonti insiste con la Montefusco perché sia affidato l’incarico a un amico («fammi un regalone Iole»). Il 5 Casamonti chiama la Montefusco e le ricorda i nominativi dei 5 studi professionali che devono essere invitati alla gara. Poi chiama l’architetto Alonso Femìa: «La gara la dovrebbe vincere Pietro (Pellegrini, ndr) perché poi la facciamo assieme ma io non posso vincerla perché in questo comune ho fatto troppi lavori». L’interlocutore assicura che fornirà l’offerta di appoggio. Anche la collega Alessandra Segantini dà il suo assenso. Casamonti: «Mi chiami io ti dico la cifra da mettere dentro così la mettete un po’ più alta e Pietro vince».E si rende disponibile a ricambiare il favore: «Se hai bisogno della stessa cosa in altri comuni conta su di noi». Casamonti a Pellegrini il15 settembre: «Metti novantacinque e gli altri fanno zero ribasso». E il 3 ottobre Pellegrini con un sms lo informa che la gara è stata vinta e lui risponde: «Ci mancherebbe che non vincevi»; «ci si divide il lavoro». Secondo i pm Casamonti risulta «un formidabile e instancabile organizzatore di trame atte a pilotare gli esiti di gare di aggiudicazioni di appalti di enti pubblici saltando da una pubblica amministrazione all’altra» con «assoluta dimestichezza» e una «trasversalitàche lo rende assai insidioso ». Il 16 ottobre emerge che Casamonti parlando con un collega si interessa a un appalto della Provincia di Firenze relativo a lavori da realizzarsi nella zona di Montelupo Fiorentino, intende informarsi se si tratti di gara libera e quindi suscettibile di turbativa: «C’è un’impresa che comanda è il Consorzio Etruria... faccio un po’ di sondaggi siccome ci lavoro con questi qui per capire se la gara è già assegnata o viceversa è una gara libera»; «va bene...il presidente della Provincia lo conosco ci andrò a parlare per dire se ha senso fare sta roba».

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Commento 1132 del 16/04/2006
relativo all'articolo Marmellata Italiana alla Triennale
di Paolo G.L. Ferrara


Prego il signor G. L. Ferrara di poter dare la mia opinione rispetto ad alcuni scritti apparsi qui e riguardanti il concorso di progettazione bandito dall'ANAS.
Ho osservato a lungo il progetto pubblicato su www.arcadata.it,ho seguito le polemiche su altri siti come Antithesi,ebbene la mia conclusione è questa:
il vincitore ha indubbiamente prodotto un progetto di gran impatto formale,che fa leva sull’ emotività,è viscerale,di grande effetto propagandistico.
Prescinde da qualsiasi rapporto con il sito per la semplice ragione che il progetto,molto probabilmente anticipando e “causando” lo stesso concorso,non poteva che proporre una soluzione “generica”,adatta ad ogni situazione (e ad ogni possibile sito) con minimi e non sostanziali cambiamenti.
la proposizione astratta del “tipo” ,insomma, come unico approcio progettuale possibile, (vista la situazione) all’interno del quale potevano tollerarsi diverse e irrilevanti varianti.
Prova ne sia il fatto che le vasche di fitodepurazione presenti in seconda fase e non in prima, siano proprio uno di questi architettonicamente irrilevanti cambiamenti da un lato, e una strizzatina d’occhi all”ecosostenibilità” dall’altro.
Tale aggiunta è stata evidentemente suggerita per rendere più “digeribile”,sotto certi aspetti,la forte e sradicata scelta formale.
Proprio gli aspetti relativi al sito, sia dal punto di vista paesaggistico, sia dal punto di vista della ecosostenibilità, appaiono parte integrante e imprescindibile del progetto architettonico sia nel
secondo che nel terzo classificato, mentre invece appaiono come “ornamento”, inutile orpello, e ruffiani accorgimenti da adottare a seconda dei casi, nel primo.
Cordialmente
prof. Giuseppe Artusi

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