Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti

di Paolo G.L. Ferrara - 17/12/2008


Anche quest'anno, come tradizione, antiTHeSi scrive un "Regalo di Natale". Vi è però una differenza: quest'anno il regalo vorrei riceverlo.
Lo sappiamo tutti anche se nessuno -quantomeno sul web- ne parla: Marco Casamonti è stato arrestato ma, come giusto che sia, oggi come oggi egli non è né colpevole e né innocente.
Agli arresti domiciliari, Marco Casamonti, prima che la giustizia faccia il proprio corso, non deve essere condannato. Da nessuno.
Comunque sia, il dovuto rispetto alla persona inquisita sino a sua comprovata colpevolezza non impone che del suo arresto non se ne debba parlare, come invece sembra succedere: lo si deve fare per capire ciò che sta dietro una carriera fulminea, sia professionale che universitaria, e un altrettanto fulmineo coinvolgimento giudiziario.
Lo si deve fare poiché, da alcuni anni, Casamonti rappresenta per molti il “nuovo che avanza”, sia dal punto di vista squisitamente architettonico che da quello della editoria. Vero: per molti ma non per tutti, ma quei “molti” sono davvero “molti” e, spesso, esclusivamente abbagliati dalle apparenze.
“Apparenze” che -in particolare modo agli studenti e ai giovanissimi laureati- fanno sembrare assolutamente geniale, intraprendente e davvero moderna nel modo di saper stare al mondo, la generazione dei trentenni a cavallo del XX e XXI secolo, e soprattutto chi ha avuto più visibilità negli anni 2000-2005, durante i quali i “geni” sono spuntati come i funghi.
Diciamolo: in quel periodo sono stati sfornati progetti su progetti, tutti quanti ammantati di un’ aura di sacralità culturale troppo spesso fuori luogo, se non del tutto inesistente.
In sintesi, il “nuovo sangue italiano” (così come tutti lo chiamano, per primo un portale web) scorreva nei circuiti/sistemi culturali e progettuali a ridare linfa vitale all’Italia e rigenerarne così le forze e la genialità.
Pur ritenendo il 90% di molti di loro un vero e proprio “bluff”, sia culturale che progettuale, non vi è nulla di personale con alcuno dei progettisti che “nuovo sangue” si ritengono e, soprattutto, con quelli che “il nuovo sangue” lo sono per davvero (10%).
Il problema forte che emerge dalla vicenda Casamonti è che sono le arterie del circuito/sistema ad essere oramai sclerotiche, e non potrebbe essere diversamente: il clientelismo politico, con l’accondiscendenza di quei progettisti assolutamente interessati, ha -nel tempo- depositato tante di quelle porcherie sulle pareti arteriose che non ha alcuna importanza se in esse scorra o meno “sangue nuovo” poiché, comunque sia, questo arriva in certi punti talmente ostruiti da non potere più scorrere.
La cosa più grave è quando anche il “nuovo sangue”, pur consapevole di scorrere in un sistema/circuito sclerotico, vi si adegua e instaura rapporti di connivenza con le placche sclerotiche, pur ben sapendo che, prima o poi, una placca ostruttiva la incontrerà e il circuito si bloccherà.
Tutto ciò lo ha fatto Casamonti ma certamente non è l’unico. Però Casamonti non doveva farlo! L’architettura è fatto etico e chi ha in mano il potere editoriale (Casamonti dirige Area e altre riviste) e didattico (è professore ordinario) non può lanciare messaggi con i quali si rende legittimo il pilotare gli appalti attraverso la spartizione con altri colleghi secondo il teorema del “a buon rendere”, teorema avallato da chi è delegato a gestire la cosa pubblica.
Il fatto è ulteriormente grave allorquando Casamonti si piega alla venerazione verso Ligresti: “Quello che mi interessa è portare a casa il risultato, riuscire ad avere la concessione edilizia e darle i permessi... questo è il mio obiettivo, gliel'ho promesso... ho stima di lei... lei è una persona di cui anche io mi sono un po' innamorato, perché è una persona di grande carisma, un grande imprenditore... io voglio portare a casa questo risultato... e come vede anche oggi che è il 2 maggio non sono a fare il ponte... sono in studio.
Vero, sin da quando lo ascoltai alla Triennale di Milano (e ne scrissi su antiTheSi il 15. aprile. 2002), avevo perplessità sull'idea che Casamonti potesse rappresentare il “nuovo”, quantomeno dal punto di vista della modestia che un uomo di cultura deve avere. Oggi potrei dire che è stata proprio la mancanza di modestia e di umiltà a portare Casamonti dentro questo guaio, ma il fatto che egli stesso si sia reso disponibile ad ammettere le proprie responsabilità è, forse, un passo importante per dare il giusto messaggio a tutti, ovvero la differenza che passa tra l’immodestia e la paranoia. Dalla prima si può certamente uscire, ed anche a testa alta; nella seconda, invece, si resta intrappolati.
Casamonti ammette i fatti (così come, per altro, i suoi avvocati) ma li ascrive all’interno di un “...contesto di interessi culturali più che economici”, poiché l’obiettivo era “...creare opere ben fatte” e senza che nessuno potesse stravolgerle.
E’ qui il nocciolo: Casamonti deve ammettere di avere sbagliato a 360°, senza scuse, soprattutto se queste si tenta di valorizzarle attraverso l'uso del pretesto/fine culturale. No, non va bene, anzi: tale pretesto/fine aggrava il tutto poiché offende tutti i progettisti in quanto, stando così le cose, parrebbe che solo lui o altri come lui sono in grado di fare “belle opere” e, dunque, avere il diritto di andare contro la legge.
Molti lettori crederanno che io stia esultando e godendo della vicenda, ma non è così: piuttosto, ne ho grande dispiacere perché credo che Casamonti possa essere una potenzialità del panorama italiano e dare il proprio contributo a ripulire le arterie dalle porcherie da cui sono intasate. Avere la possibilità di dirigere riviste internazionali, d’insegnare in università, di fare grandi progetti è occasione da non dovere gettare nella spazzatura solo per mancanza di modestia e umiltà. Casamonti può ancora farcela: può cogliere l’occasione di essere davvero eticamente moderno trasformando “la crisi in valore”, capendo appieno che l’architettura è bella nel momento in cui è onesta. Poi, se all’onestà si aggiunge anche la capacità ideativa che vada a migliorare le nostre città, il paesaggio e il mondo in genere, ben venga.
Detto ciò, dare credito all’ “uomo” Casamonti è fondamentale, e va fatto poichè è l’unico modo in cui possiamo essergli vicino in questo suo particolare e doloroso momento. Qualsiasi altro atteggiamento, sia esso denigratorio, compassionevole, da leccaculo, sarebbe aleatorio e falso.
In bocca a lupo, Marco: da questa brutta storia hai l’occasione per dare l’esempio a tutti, soprattutto a chi, tanto quanto te (se non di più...), sa di sagliare ma continua a farlo, magari pensando di essere "intoccabile" o più furbo degli altri; a chi, ancora peggio, pensa che i cretini siano quelli che non attuano scambi di favore con la politica e con i colleghi e quelli che, facendolo, si fanno beccare.
Questa volta, con gli auguri sinceri di antiTheSi e della mia bimba, aspetto io il “Regalo di Natale”. Da te, per tutti.
E so che lo riceveremo.

(Paolo G.L. Ferrara - 17/12/2008)

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Commento 7818 di Renzo marrucci del 10/03/2010


Scrivere fare cultura o controcultura che è poi fare cultura in antitesi non implica lo stare in poltrona e avvitarsi in riflessioni narcisistiche o barbo barocche annaffiate da litri di vino e piattini di salame puro o piccante...
secondo il gusto... Anche così, ma per me, e non solo per me... vuol dire essere e sentire, vivere tra persone e magari offrire esempio con la propria realtà senza ricorrere a vari o diversi trombini o trombette. Offrirsi personalmente autenticamente e si può solo migliorare e talvolta anche sparire dalla circolazione dei vivi. Non vedo e non capisco come potreb
be essere diversamente ! Senza ripari e semiripari e senza paura dei propri limiti... è dura... ma c'è da crederci davvero!

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Commento 7817 di Renzo marrucci del 02/03/2010


Fare cultura non vuol dire parlare o scrivere a vuoto e non vuol dire divagare e non vuol dire fare sfoggio di un sapere fine a se stesso ma oserei dire che " fare cultura" non è ripetizione del nulla o reiterazione della forma . Dire quello che si pensa costituisce una buona semplifi
cazione della realtà e soprattutto aiuta a riportare il confronto sui conte
nuti... in parole semplici aiuta a divulgare la realtà a e non ha eluderla.
Cultura è una parola giovane e organica...
Credo che abbia una grande forza di innescare una operazione di grande aiuto per chi voglia comprendere la realtà e dare il proprio contributo a migliorarla.
Poi ad ognuno la propria disponibilità e libertà di azione morale e di altra natura. Capire per esempio che fare cultura non è solo organizzare mostre sfilando quadri dai musei secondo i circuiti tradizionali espositivi
ad uso dei soliti stregoni spendendo enormi somme di denaro pubblico
e lasciare le periferie allo stato della condizione attuale. Fare cultura è soprattutto agire nella società secondo i benefici della partecipazione alla bellezza e esercitare l'uso della bellezza per elevare la vivibilità della città. Non esibizione per speciali palati di primarie opere facendo riferimento ad un settore della società. Generare dalla vita e non dalle cantine dei musei... La vita presente è l'oggetto primario della cultura come esercizio critico della realtà... volto a capire dove sono gli errori e dove sono le malversazioni e dove sono le incompatibilità che rendono difficili le aspettative di vita e di speranza nel futuro. Alla ricerca di un ottimismo che è reale fiducia nella vita e non illusione pubblicitaria sulle idee e coercizione della speranza. La speranza deve essere restituita alla vita e alla società e non vedo un'altra possibilità utile per rigenerarne la materia se non il ricorso alla scaturente flagrante reale condizione della vita e dei suoi contenuti espressivi.

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Commento 7816 di giannino cusano del 01/03/2010


X Renzo

Parlare e scrivere, "fare cultura", a me non basta. Dal mio punto di vista riflettere assiame serve ad agire mettendo a fuoco linee d'azione efficaci: non sempre ci si riesce ed occorre esserne umilmente consapevoli. Decenni di pagine, spesso di altissimo livello, per trattare per esempio la "Questione meridionale" sono state utili e importantissime, da Giustino Fortunato ad Antonio Gramsci a Manlio Rossi Doria, Francesco Saverio Nitti e all'ottimo Francesco Compagna, per citarne pochissimi. Ma qual è il punto in cui il pensiero diventa azione? Come lo si innesca? Molti, specie liberali eretici, hanno riflettuto sui rapporti fra politica è cultura. Ma è ora di dire che la politica (nel senso nobile, non quella partitica) E' cultura e viceversa, o finiremo sommersi dalle idee e scollati dal mondo.

Carlo Rosselli, avendo compreso che occorreva combattere Franco per indebolire Hitler e Mussolini, e dopo aver fatto opera di persuasione, partì per la Spagna con la Colonna Italiana di Giustizia e Libertà. Non attese certo il placet da Mosca, come invece decero i partiti repubblicano, socialista, comunista. Cosa che avvenne molto tempo dopo e secondo le convenienze del Cremlino. Partì e basta..

Benedetto Croce ha scritto un bellissimo libro: "La storia come pensiero e come azione". Andrebbe studiato fin dalle scuole medie. Quando pensiero e azione giungono a coincidere pienamente, il che è raro, storia e poesia combaciano. E questo è particolarmente vero per la cosiddetta "urbatettura".

Ma a mio avviso in Italia siamo ormai a mezza via tra la Repubblica di Weimar e qualcosa d'altro che non (o)so immaginare.

"Tutta la nostra giovinezza abbiamo gettato nella lotta senza badare a rinunce per riconquistare la libertà perduta" disse, appena eletto Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

E oggi?

Ciao,
G.C.



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Commento 7815 di giannino cusano del 01/03/2010


Pagliardini ha scritto:
"ieri ho dato la mia firma alla Lista Bonino-Pannella, come ho fatto tante altre volte, non perché poi li voterò (neanche a parlarne oggi, anche se l'ho fatto in passato) ma perché la chance va comunque garantita, non dico a tutti (per motivi pratici) ma in base a regole uguali per tutti."

ed è, volrairianamente, lo spirito giusto: si consente ad altri di concorrere e a ciascuno di avere una possibilità di scelta in più. Si può firmare una lista anche solo per votarle contro: è più che legittimo. Ma, appunto, per votarle contro bisogna che si presenti.

Il solito, annoso problema degli autenticatori: attualmente oltre 200000 + 100000 persone autorizzabili dai Sindaci = 300000 (trecentomila). Eppure spesso si sono dichiarati non disponibili, magari perché aderenti ad altri partiti.

Come sia, negli anni '90' in Basilicata offrii pubblicamente e molto volentieri tavolo e autenticatore, di cui disponevo, a tutte le liste che avevano problemi di Cancelliere. Qualcuno se ne avvalse. E non immaginavo che la cosa rimbalzasse fin sui TG nazionali, ma andò proprio così.

A curare il proprio orticello minando nottetempo quello del proprio vicino c'è il rischio, una mattina o l'altra, di saltare tutti per aria ... :)

La ringrazio,
G.C.


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Commento 7805 di renzo marrucci del 17/02/2010


Bravo Giannino! Io credo che la cosa importante sia parlarne e scriverne.
Farne cultura o contro cultura. Seguendo il filo della quotidianità. Le posizioni estreme consentono solo di essere messi fuori luogo e tempo... La crosta per essere buona deve avere una ferita da proteggere ... La crosta della società attuale è fine a se stessa...non è una cosa sana...

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Commento 7804 di pietro pagliardini del 17/02/2010


Architetto Giusti, lei dice: "Deve l'architettura, per essere tale, costare tanto?
deve per forza esser fatta di gestualità, sfoggio di materiali pregiati e costosissimi (solo perchè firmati da corrotti designer) oggetti, oppure no?" e mi invita a nozze: no, no , no. Solo che risponderei no anche se i designer fossero onesti.

A Cusano, che sulle elezioni ha perfettamente ragione dico, per quel che vale, che ieri ho dato la mia firma alla Lista Bonino-Pannella, come ho fatto tante altre volte, non perché poi li voterò (neanche a parlarne oggi, anche se l'ho fatto in passato) ma perché la chance va comunque garantita, non dico a tutti (per motivi pratici) ma in base a regole uguali per tutti.

Saluti
Pietro

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Commento 7801 di giannino cusano del 16/02/2010


PS: tornando all'architettura, intendo solo dire che da noi non fa eccezione dall'andazzo generale. Chi conta si dà delle regole ben sapendo che non potrà o vorrà rispettarle. Esattamente come quella delle firme per le liste elettorali.

Per fare un solo esempio, le regole della deontologia professionale dell'Ordine. Che imporrebbero, a tutela degli iscritti, la sospensione di persone come Casamonti indipendentemente dall'esito delle azioni giudiziarie. Perché? Semplice: perché c'è più di una sua chiara ed esplicita ammissione, conosciuta via intercettazioni telefoniche, di aver contribuito a falsare concorsi: violando cioè il principio di libera concorrenza delle idee. E l'esito giudiziario della sua vicenda, come il giustizialismo, non c'entra nulla. C'entra un organo di garanzia che quando è necessario non garantisce nulla e nessuno, in barba ai suoi stessi statuti che viola sistematicamente. Specie nei confronti di chi verosimilmente, paga bene perché lavora tanto: con i sistemi che sappiamo!
Ottima occasione, dunque, perché gli iscritti onesti e corretti si autosospendano, in mancanza del rispetto delle regole che l'Ordine (di Stato!) a chiacchiere si è dato. Qualcuno, in quasi un anno e mezzo l'ha fatto ? O almeno ci ha pensato? Nessuno! Io non posso, perché con questa Corporazione non ho né voglio aver nulla da spartire. E prima o poi, previa autodenuncia all'autorità giudiziaria, inizierò a firmare progetti a chiunque, con la dicitura in bella vista "GIANNINO CUSANO, NON ISCRITTO ALL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI" , se piò avere efficacia: non ho la vocazione di Giordano Bruno o di Savonarola.

Ma di cosa ci si lamenta, se non ci si ribella con i fatti, invece che con lamenti e mugugni? Continuiamo ad andare ai sabati fascisti in camicia nera, giudicandoli delle buffonate e mugugnando malumori, solo perché non si campa senza? E con chi ce la pigliamo, poi, se non anzitutto con noi stessi?

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Commento 7798 di giannino cusano del 16/02/2010


Non so se i designer italiani di successo sono corrotti, come suggerisce Giusti, o no. So che ogni giorno che passa le leggi in Italia sono sempre più un optional, anche (non solo) perché troppe e confuse. E parto da cose piccole: queste elezioni regionali prossime venture, all'insegna della più totale illegalit6à e spregio delle regole. A sinistra come a destra, nel PD come nel PdL. Le firme, per es.: per presentare liste, se non si è già in parlamento regionale, occorre raccogliere firme autenticate e certificate da pubblici ufficiali che siano sul posto. Il PD deve presentarle, perché 5 anni fa non c'era. Vi pare che abbia difficoltà? Nessuna: piglia un po' di elenchi vari e "firma" a filo dritto in nome e per conto di ... poi firma anche per eventuali liste civiche e liste civetta. A volte, si fanno le candidature DOPO aver raccolto le firme: cosa illegale, perché i cittadini per legge devono sottoscrivere liste già formate. Per Forza Italia e AN, quando c'erano, era lo stesso. E sarà lo stesso per il PdL. Intanto, chi rispetta le leggi non ha nemmeno il supporto della pubblica (dis)informazione e deve spendere, oltre tutto, un mucchio di tempo per spiegare ai cittadini come mai sta chiedendo loro una firma.
A qualcuno viene in mente di cancellare questa legge inutile e infame? No: perché fa conodo eliminare sulla linea di partenza dei potenziali concorrenti scomodi attraverso l'illegalità e la concorrenza sleale. Ecco un esempio piccolo ma assai significativo: le leggi si fanno per fottere i più deboli e "i fessi" che le rispettano. Il che significa: caro cittadino onesto, vuoi cavartela anche tu? Impara anche tu a non rispettare le leggi, allora: ecco come la corruzione dilaga. E questo discorso vale per l'abusivismo, i concorsi di idee e di architettura che non si fanno e se si fanno è solo per fottere le idee, e così via.

E non è per parlare di politica: è che ovunque ti giri trovi situazioni analoghe. Una ricerca condotta in sede UE ha documentato che tra i paesi europei l'Italia è, nella percezione dei suoi cittadini, il paese più corrotto d'Europa dopo la Grecia.

Ma allora: è un miracolo che persone come Stefano Boeri, ottimo professionista a mio modo di vedere, riescano ancora a mettere ancora a segno qualche risultato, fino a priva contraria.

La situazione è pericolosissima e noi viviamo e discetiamo tranquilli della crisi, di come ne usciremo ecc. , ma siamo ridotti peggio di Weimar. Quando dici cose del genere, ti danno della Cassandra, dell'esagerato. Salvo poi che subire tutto questo non tocchi proprio a quelli che fino al giorno prima ti accisavano di disfattismo e di pessimismo. E ne ho viste mica poche, di situazioni del genere, nella mia vita. Durante l'assedio del ghetto di Varsavia i più colpevoli, a mio avviso, non furono tanto i nazisti, ma quelli che ai tavoli dei caffè nelle piazze poco distanti continuavano indifferenti a ordinare ostriche e a brindare a chanmpagne, come se nulla stesse accadendo. Come se, una volta eliminate certe anomalie (=persone) la vita potesse tornare bella e felpata e da godere come prima. E lasciamo pure che crepino quegli altri, allora. Purché serva a tornare quanto prima alla normalità, a caviale, pellicce e champagne e purché non tocchi a noi. Salvo poi che il destino dei pochi non fa che prefigurare quello di tutti.

Sono anni che dico che l'aria in Italia è mefitica. E in cambio, il rompicoglioni sei tu, non chi viola le leggi in modo sistematicxo. E sono anni che dico che prima o poi finirò per chiedere ASILO POLITICO a un altro paese UE e che bisognerebbe essere in tanti. Non è una boutade o un'esagerazione: in questo paese la democrazia è commissariata da oltre mezzo secolo: è un fatto non più solo formale, ma ridotto ad apparenza. E oggi che sente la stessa necessità di asilo politico all'estero anche il mio amico Pannella con altri che se ne stanno convincendo, spero che si sarà in molti e che la cosa abbia un qualche effetto su questo paese dormiente. Male che vada, si starà in buona compagnia. Il Fascismo non è mai morto, in Italia, e non necessariamente si chiama destra o va identificato con Berlusconi.

L'ignoto non deve far paura: deve spaventare il già noto e l'abitudinario, specie quando le abitudini sono quelle, pessime, che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi.E non si fa assolutamente nulla!

G.

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Commento 7802 di christofer del 16/02/2010


Sig. Cusano, essendo esattamente e coscientemente nella sua stessa posizione rispetto all'ordine, mi associo alla protesta ed anzi già lo faccio con immaginabili difficoltà lavorative (come se non bastassero quelle che già normalmente ci sono).
Sono pronto ad andare in galera, visto che mi permetto di progettare solo in nome di un diploma di laurea conseguito con il massimo dei voti e, per giunta, anche con l'esame di abilitazione superato con facilità........

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Commento 7803 di giannino cusano del 16/02/2010


Bene, Giusti: le sono assai grato di questo suo intervento.

A ottobre del 1995 firmai come "direttore responsabile non iscritto all'albo dei giornalisti" un numero ad hoc di "Rivoluzione Liberale", un foglio A3 che, predenunciandomi asssieme a data, ora e luogo, iniziai a distribuire a Trastevere. Dopo un po' si presenta un signore e senza dire una parola tenta di prendermi tutti i giornali. Gli dico "Uno, se lo vuole: non tutti" e quello urlando e cercando di strapparmi tutto di mano:"MI DIA QUEI GIORNALI!". Gli urlo "COSA VUOLE, LEI? NE PRENDA UNO E BASTA!" e allora quello caccia un tesserino della Digos. Sono stato denunciato per diffusione di stampa clandestina e altre amenità del genere. Con me, anche il prof. Romano Scozzafava, docente di Statistica e Calcolo delle Probabilità all'Università di Roma e uno dei massimi matematici italiani: anche lui aveva firmato il suo numero di Rivoluzione Liberale. Sto ancora aspettando il processo. Vorrei tanto che un Giudice mi levasse una curiosità: come mai la Costituzione garantisce a tutti i cittadini la libera espressione del pensiero attraverso la parola e lo scritto, e poi bisogna sottostare all'Albo dei Giornalisti persino per fare un giornalino di quartiere col ciclostile. Norma fascista, come l'Albo dei Giornalisti e gli Ordini, utile solo a controllare chi e cosa scrive, dato che anche un giornalino deve avere già l'autorizzazione della Questura e chi scrive è personalmente responsabile penalmente e civilmente di ciò che scrive, indipendentemente dalla sua isrcizione all'Albo. Ma non ho avuto ancora l'onore e il piacere di un processo e temo che mai lo li avrò.

Le dico questo per dirle che fu un buco nell'acqua e che si, va benissimo, sono pronto pure a finire dentro, ma bisogna fare in modo che la cosa colpisca nel segno e non venga sommersa dalla bambagia di regime Soprattutto, che faccia saltare contraddizioni dentro gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri. Ci penso spesso e faccio il possibile perché la cosa maturi nel migliore dei modi.

La ringrazio ancora :)
G.C.
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Commento 7795 di Renzo marrucci del 14/02/2010


Fossero solo molte leggi... Le molte leggi derivano, si motivano nelle precedenti leggi, per cambiare o per nascondere o per permettere o per
impedire... Un uso leggero e intenso per muovere le cose ai fini dei fini che la società presenta rispetto ai gruppi di potere... Cioè chi stà al comando cerca di muovere secondo il senso che si muove, cioè interes
si che se coincidono con la necessità è un bel caso...
Quindi molte leggi ma leggi parziali e sbagliate... Il serpentone dove comincia? Da quando hanno capito che chi è al governo il tempo non gli basta, cioè è mobile e cambia quello che può e che gli conviene...
In questo contesto è difficile muoversi, pensare... ed è anche difficile vivere da quello che vedo in giro e capisco io ... Non voglio fare il pessimista ma anche l'ottimismo a vuoto mi stufa e da qualche volta fastidio...
Se la società diventa sempre di più un pastrocchio come fa a sviluppare la città secondo criteri umani e sociali? Se il bene da raggiungere è deviato nella sua concezione semplice e naturale quale è lospirito con il quale unarchitettooggi esercita il suo mestiere ? Ogni mestiere è un valore ed è tale fin tanto che il valore ideale rimane... Lo stagno cioè l'ambito sociale della cultura bolle e ribolle su se stessa ... come le leggi che attraversano iter incredibili per arrivare strozzate nella società... come possiamo pensare di fare architettura e migliorare le città ? Chi si salva da questo ribollire di fatica e di senso del denaro che diviene unico valore della vita ?
Spero di essere stato più chiaro...

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Commento 7793 di giannino cusano del 14/02/2010


Caro Pagliardini, certo che sono d'accordo. Il problema non è "cambiare la natura umana": il punto è conoscerla e tenerne conto attraverso poche leggi e chiare. Soprattutto, facendole rispettare: ognuno di noi è onesto fino a quando non si comporta disonestamente e il platonismo per cui gli onesti devono governare non ha senso, dal mio punto di vista. Ha senso prevenire il più possibile le occasioni di poteri non controllabili, dunque corruttibili.

Nemmeno io leggo la storia sotto il profilo della corruzione, ma le Corporazioni (e gli Ordini ne sono parte) sono poteri incontrollabili e incontrollati. Quando si formano le terne tra le quali scegliere poi chi deve andare in commissioni edilizie per pilotare appalti in cambio di incarichi, è il diritto che va in crisi: non è tutto così, sia chiaro. Ma i punti caldi sono stati gestiti spesso in modo fraudolento. Lei provi a suggerire il sorteggio, e poi mi dica se viene adottato. Era così persino per gli scrutatori elettorali. E allora: questi Ordini prenderanno provvedimenti? Si, se conviene loro dissociarsi da chi delinque, isolarlo per proteggere il sistema.

Denunciare la corruzione non è moralismo pericoloso: è indispensabile per capire le storture del paese. E purtroppo dai tempi di Bonomi e di Federconsorzi, per fare un solo esempio, le cose sono andate così. Regole sbagliate fatte ad uso e consumo di un sistema corporativo che inevitabilmente si corormpe e corrompe. Queste cose le scrisse e denunciò puntualmente uno dei miei maestri, Ernesto Rossi, che dopo il confino a Ventotene con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni, anche dopo il fascismo continuò a fare entra ed esci in galera per averle denunciate. Tanto da scrivere un corposo e interessantissimo "Elogio della galera" edito da Laterza. Non è leggere la storia sotto il profilo della corruzione: ma se il sistema è tarato su questo uno che fa? Non lo dice?

Poche leggi e chiare: ma intanto, più si invoca questo slogan sacrosanto, più nei fatti si va nella direzione contraria. C'è da chiedersi "come mai?", no?

Quando gli rimproveravano di essere pessimista, Leonardo Sciascia rispondeva "Non sono io pessimista: è la realtà, che è pessima!" Chi riformerà questo paese nei pochi punti caldi in cui ne ha bisogno, se più quanto più si parla di riforme tanto più nei fatti si fanno controriforme?

La saluto
G.C:

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Commento 7796 di christofer giusti del 14/02/2010


Le debolezze umane sig. Pagliardini?
poniamola allora in termini di architettura.
Ciò che è stato fatto alla Maddalena, per citare l'esempio che in questi gg va per la maggiore, ritiene che sia espressione di debolezza, corrotta e lasciva, decadenza, crisi ideale ed intellettuale, oppure secondo lei il tramite della corruzione, della , a pochi concessa, vicinanza a certe persone o enti, hanno dato effettivamente come frutto una architettura vera, onesta, etica e pregna di significato?
Deve l'architettura, per essere tale, costare tanto?
deve per forza esser fatta di gestualità, sfoggio di materiali pregiati e costosissimi (solo perchè firmati da corrotti designer) oggetti, oppure no?
deve essere la manichea e superficiale imitazione degli aspetti più epidermici dei maestri del "moderno" o c'è dell'atro?
deve esser fatta solo dai paraculati figli di papà (Boeri, Casamonti), che per giunta si prestano volentiri a dare la proprio opera in mbiti loschi, o forse da altrove verrebbero dei messaggi diversi?
era la Maddalena il luogo dove l'architettura dovesse esprimersi?
è architettura ciò che si produce e si pone come facciata e espressione di corruttela, lucro di denaro (qulcuno ha scritto che su 350.000 euro, 60.000 sono il frutto di "gonfiaggio" dei conti)
nessuno nega che la natura dell'uomo abbia insite delle debolezze, ma, da architetti, bisogna sforzarsi di mantenere un'etica (peraltro auspicata molto ipocritamente dall'ordine stesso) oppure dobbiamo fingere che i reali "contenuti" dell'architettura risiedano nelle modaiole e puttane gestualità dei blasonati Boeri e Casamonti?

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Commento 7790 di pietro pagliardini del 13/02/2010


Caro Cusano, io sono totalmente d'accordo con lei sugli Ordini.
Però, per natura, non riesco a leggere la storia (e neanche tanto la cronaca) sotto il profilo della corruzione, anche perché alla lunga può portare verso strade pericolose.
Io vedo gli Ordini come espressione di una società corporativa al cui vertice c'è uno Stato invadente e pervasivo che soffoca, o almeno non incoraggia, ogni iniziativa proveniente dalla società civile (termine abusato ma ci siamo capiti).
Molto Stato, molta corruzione. E gli ordini fanno parte di questo Stato (di cose).
Tacito diceva: Corruptissima respublica plurimae leges, cioè uno Stato molto corrotto produce molte leggi.
Attualissima considerazione, ma vale anche al contrario: molte leggi (cioè molto Stato,) creano corruzione. Lei, da radicale, sono certo che sarà d'accordo con me e non apparterrà a coloro che vogliono cambiare la debole natura umana.
Saluti
Pietro

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Commento 7789 di giannino cusano del 13/02/2010


Renzo, sono convinto da tempo che gli Ordini vadano abrogati. La vedo dura, ma ne sono convinto. Il resto di quelllo che hai scritto, benché vi colga come un flash, un barlume di vita, francamente non l'ho compreso nemmeno affidandomi ai lati più captanti del mio pur pullulante inconscio :)

Ciao
G

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Commento 7788 di Renzo marrucci del 13/02/2010


Pensierino per Giannino...
Mentre il nostro Janni s'accalora contro il ponte che gli farebbe tanto bene alla salute ma...
cosa è successo Giannino ? Ma sei proprio convinto anche te della loffia e archiloffia, arc(h)imatura e un pò rafferma statica incrostata condizione dello stato degli ordini italiani e mi riferisco... a quelli degli architetti italiani che gli altri non li conosco ... In questa realtà pavida ma che dico pavida... madornale! o se preferisci archipavida... occorrerebbe una disperata mossa in avanti e non indietro... a impantanarsi... come invece accade ! O forse non è neanche possibile pensarla una mossa nella pietrificata essenza raggiunta chè si sbriciola tutto e allora... sal
viamo l'oracolo della sopravvivenza ???
Lo stagno è fermo, macera e bolle e poi ribolle chissà in quali miasmi
si profonderà o meglio si sprofonderà... ma già i nasi han perso sensi
bilità... siam diventati lentamente resistenti e la pelle s'indurisce come le papille... saranno i giovani a soffrire e a piangere amare conclusioni ma è comunque interessante constatare che la gara tra gli architetti italiani, dall'una e l'altra parte, trionfa nella perseveranza del picco nulla...
Sarà un pensiero d'ottimismo ?

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Commento 7787 di giannino cusano del 13/02/2010


Gli Ordini? Ma se lì ha sede la Cupola , cosa ci si aspetta che facciano? Che sconfessino i propri affiliati tradendo sé stessi? Sia chiaro: quando dico "affiliati" non mi rifersico indiscriminatamente a chi è iscritto; dico solo che la Cupola ha il suo nocciolo infetto in una polpa viva che ne viene pian piano fagocitata. Gli Ordini vanno abrogati dal basso: con la scure, se è necessario. Ma la vedo difficile. Il livello di corruzione e di degrado civile del paese è ormai al di là di ogni immaginabile soglia. Il che significa che siamo pronti ad accettare supinamente qualsiasi avventura cieca e illusoriamente salvifica.

G.C:

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Commento 7786 di christofer giusti del 11/02/2010


La volpe perde il pelo ma non il vizio:
è di questi ultimi giorni la notizia del presunto reato di corruzione commesso da bertolaso e vari altri, tra tenici e imprenditori, e desunta da varie e amene intercettazioni telefoniche coinvolgenti vari "traffici", di varia "natura" ( in una il Bertolaso pare volersi assicurare una "ripassata" con una gentildonzella di suo gradimento, in cambio dei suoi "favori")
Ma, la volpe in questione è il nostro collega e "amico" (non per gli invidiosi o gli esclusi si intnde) Casamonti , il quale, di nuovo, forte del regime che dal 2008 in qua si è reistallato, si è fatto disinvoltamente intercettare in amena conversazione di malaffare col Bertolaso.
Il tema pare fossero gli appalti milionari alla Maddalena.........
Ma il pelo sarebbe bene coltivarselo nello stomaco, di modo da essere avezzi ai conati di vomito e perdere così la capacità di distinguere il bene dal male......

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Commento 7783 di marco ferri del 11/02/2010


Gli Ordini devono fare il loro dovere si, e anche la magistratura. Ma spesso non c'è bisogno di una sentenza o di un richiamo disciplinare per capire con chi si ha a che fare. E nel caso particolare leggedno le intercettazioni si delinea una figura chiara netta, che non ha bisogno a mio parere di "interpretazioni" e di quesiti aprendo dibattiti sul nulla. Le persone così si chiamano in un unico modo.

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Commento 7781 di Luca Ugolini del 10/02/2010


Concordo che la principale "tragedia" qui narrata sia la valenza -affatto-etica con cui attualmente viene trattata l'architettura e chi la pratica.
E, poi, di quale architettura stiamo parlando? Di quella modaiola - e per ciò "moderna" - reallizzata scimmiottando realtà e contesti che poco hanno a che fare con le vere emergenze che abbiamo qui in Italia?
Il dubbio mi assale: quanti riropongono clichè puramente formali e quanti invece s'interrogano su le questioni di metodo che poi hanno generato quelle opere?
Spesso così si elude una delle principali problematiche della nostra attuale condizione: chi è che ci protegge dalla mala-architettura, oggi?
....perchè, oramai, la fanno quasi solo i nuovi palazzinari: ovvero i veri committenti dei professionisti ....ma chi difende più gli interessi dell'utente finale (privato o pubblico che sia)?
Le riviste possono essere un bello specchietto per le allodole....soprattutto in un contesto abbastanza povero come quello accademico in Italia....anche qui lo scambio reciproco di favori...immagino ad alto contenuto scientifico!...imperversa.

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Commento 7782 di Yuri spalletti del 10/02/2010


Beh aspettiamo che l'inchiesta si concluda e poi che gli Ordini facciano il proprio dovere

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Commento 7480 di giovannella berni del 27/09/2009


Scopro in ritardo questa storia, ma con molto piacere.
Volevo sottolineare, per chi non è fiorentino, che trattasi di un architetto molto malvoluto, esplicitamente perché scarsissimo in nuovo e in architettura, ma dotato di largo portafoglio per comprare un certo tipo di territorio, che evidentemente piace a chi compra e fa esistere quel terriorio. Della sua cattedra, non so, non ho notizie ed esperienze,
diciamo che nell'ambiente fiorentino a sud di Milano, direi che le dicerie dei colleghi sono che fino a qualche anno fa i grossi studi campavano in questo modo. Penso che occorrerebbe insistere nel realizzare modalità di trasparenza di concorsi e appalti, ma il problema inquietante è che ancora non si capisce quanto il problema di base sia ancora rappresentato da giurie e commissioni che decidono per un vecchio nuovo, dovuto al fatto che sono scarsamente dotate di persone veramente abilitate al giudizio.....

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Commento 6720 di cino espi del 09/01/2009


ma perchè non pensiamo che le commissioni siano formate da mebri estratti da rose di candidati ? se le commssioni saranno designate direttamente e con poche rotazioni non c'è partita.
Occorre poi impedire il giochetto tra archistar una voltaperuno- insomma smettiamo di farci prendere in giro.
Guardate che anche la riforma dei concorsi univ tocca questo aspetto- con l'estraz dei commiss si tenta di impedire gli accordi.

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Commento 6715 di g.Rava del 08/01/2009


Signor Crivelli, quello che lei cita è uno dei pochissimi concorsi in cui risulta premiato un progetto creativo e brillante, per di più realizzato da giovani architetti.
Quale altra miglior fiaba divenuta realtà si vorrebbe?
si potrebbe dire che:per far avvenire certi miracoli sarebbe necessario “l'allineamento di tutti gli astri”, ma si vogliono vedere per forza delle“dietrologie”?
se proprio uno non avesse tempo (il tempo com'è noto è denaro, da dover guadagnare secondo opportunità), gli astri bisognerebbe allinearli di forza, per conto proprio...
bisognerebbe supporre di avere una commissione, sì competente, ma debitamente ”di parte”;
bisognerebbe supporre che vi fosse qualcuno attivo e assai a suo agio dietro le quinte, assai influente in quel determinato contesto, qualcuno che “orientasse” la già di parte commissione e quegli “altri” enti locali potenzialmente determinanti (comune, sovrintendenza,....), verso prefissati candidati;
bisognerebbe supporre che quei bravi candidati progettisti soddisfacessero a pieno quell'assai esigente “qualcuno”, disposto, solo a tale condizione, a far loro da “garante” presso i suddetti enti e verso la commissione;
bisognerebbe supporre che quel qualcuno potesse contare su di un amico “super partes” in commissione.
Si potrebbe, insomma, osare dire che vi sia stata, anche qui, manipolazione, atta a favorire, anche qui, l'imposizione di un genio in erba?
Conclude giustamente Lazier:
..”Ottenere commissioni barando, quindi, è oltraggio al bene collettivo più che alla giustizia privata.
È una colpa grave, denunciare e condannare la quale giustifica ampiamente le risorse che una società civile deve destinare al lavoro di chi ha il compito di giudicare cosa vale realizzare e cosa no.
Perché il giudizio sia efficace occorre nondimeno che i critici siano sinceri, onesti e preparati e che la competizione propedeutica alla realizzazione delle opere sia corretta e regolare”.....

Ad altri la risposta, sig Crivelli.

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Commento 6709 di Paolo Bettini del 08/01/2009


Ho spedito a tutti i colleghi della facoltà di architettura di Pescara (dove insegno) e anche messo in homepage del mio sito (www.unich.it/progettistisidiventa) quanto segue:
A fine anno uno dei giovani (è nato nel 1965) architetti italiani più in vista è incappato, ahi lui, nelle maglie della giustizia. Si tratta di Marco Casamonti, professore ordinario a Genova, direttore di "Area", condirettore (con Portoghesi) di "Materia", titolare di ben cinque studi di architettura "Archea Associati" (http://www.archea.it/) a Firenze, Genova, Milano, Roma e Pechino, con oltre un centinaio di dipendenti. E' stato arrestato (vedi l'ordinanza di carcerazione del 10 dicembre (http://circolopasolini.splinder.com/post/19420344/E+mancano+sette+anni+...) ricca d'inequivocabili intercettazioni telefoniche) per una vicenda di gare truccate (da lui), che fornisce un istruttivo squarcio sulle modalità mafiose in cui si svolge gran parte della professione di architetto in Italia. Consiglio caldamente di visitare almeno il sito di antithesi (http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=557) con i relativi commenti dei lettori. Inoltre sarebbe oltremodo opportuno che sul caso Casamonti ogni Facoltà di architettura italiana, l'In-arch, la PARC (se ancora esiste), gli Ordini professionali, ecc. organizzassero, che so, un convegno, un dibattito, una giornata di studio, magari una festa..., invitando perché no lo stesso Casamonti. Ma naturalmente non si farà nulla: tutti zitti e mosca (modo di dire che pare venga da "non si sente volare una mosca").

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Commento 6657 di renzo marrucci del 02/01/2009


Io non intendevo frenare lo sfogo, forse se si legge con animo più sereno forse... lo si comprende meglio... Volevo far osservare sulle cause di questo fenomeno del degrado della società italiana attraverso il caso Casamonti e sempre che lo vogliano mettere in luce per quello che molti si apettano, e mi aspetto! Ma che sarà difficile perchè in gioco ci sono interessi politici non indifferenti. Ricordate la Dr.ssa Forleo? ecc... Per come le cose sono andate e quali i fatti e il male fatto non solo agli architetti ma a tutti gli altri. Un architetto questo lo deve capire profondamente al dila del lavoro perduto...Lo scrivo e lo ripeto ma quale spirito ecumenico... Ognuno parla e scrive dalla sua esperienza e l'impazienza è sempre una ragione assai piccola. Cari Cristoforo e Cinici, fate un pò come vi pare ma se non capite chi vi ha preso per i fondelli siete punto e a capo a sfogarvi ma poi ricomincia da qualche altra parte il gioco... Se Casamonti si è scoperchiato con il suo fare pontificale... ci sono quelli più furbi e più in alto di lui e non son pochi... Immagino, evidentemente, ma potreste immaginarlo voi se vivete a Firenze... Allora?Come si è formata e come si è degradata la rete e la cultura della rete, l'ambiente, il clima politico ecc... in Toscana? In quale modo vi potreste difendere e aspirare a fare i concorsi e lavorare come giustamente dite e come è giusto che sia? Altro che "ecumenico" sarà questione di dolcezza delle parole? Oppure sarà proprio un sogno quello di dare più consistenza al vostro senso critico e non prendervela a male soprattutto!
Posso dirlo? : scagliarsi su ciò che si muove come fanno i cacciatori di oggi nella frenesia di sparare pallini o parole non è neanche da dilettanti. Sia detto in amicizia naturalmente e senza offesa alcuna.

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Commento 6649 di mara camarci del 02/01/2009


http://abitare.it/highlights/unemail-da-stefano-mirti/

Il nostro amico Stefano ha deciso di interrompere questo bel dibattito su Abitare ? Io non riesco a intevenire per dirgli che non sono solo fatti delicati ma molto inquietanti ( lui minimizza un po' prima della interruzione delle comunicazioni). Peccato, si potrebbe convincere. Provateci voi e fatemi sapere se ci riuscite. Spero che non sia adirato e riapra il forum.

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Commento 6652 di christofer giusti del 02/01/2009


Signor Marrucci,
lei ama scriversi addosso!
lavoro duro? ma si parli piuttosto di lavoro, lavoro e basta, è gia tanto!
si distingua piuttosto il lavoro etico dal non etico, il lecito dall'illecito, ma non si faccia ancora retaorica con il "duro lavoro"!
ma se l'immagini, crede lei che Casamonti non debba lavorare duramente per mantenere le fila di tutto stò ambaradan che a messo su?
Scusi ma lei fa (o vorrebbe fare)opere pubbliche? se si dovrà pure partecipare a gare o concorsi...o no? bhe, mi pare questo il busillis.
E lasci stare il suo mal celato senso di inferorità verso l'architettura "digitale"...sig. Marrucci., si legga piuttosto il pdf sull'articolo "il caso Casamonti" e vedrà, ad un certo punto nel testo, che il Sig. Biagi, con la complicità di Savi e Casamonti, faceva illecite pressioni sulla provincia di Firenze affinchè la stessa, trasferisse i propri uffici in area Castello e, a tal scopo, acquistasse i terreni al valore di mercato.
Come dire, la necesità, la domanda, (di un opera pubblica e quindi di una gara) creata ad arte dal politico Biagi con i progettisti complici pronti a spartirsi le parcelle e il Ligresti pronto anch'esso a incassare.
E gli altri, i fessi, partecipano, sempre meno speranzosi e sempre meno motivati, chissa come mai.

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Commento 6658 di sandro crivelli del 02/01/2009


da un commento
su:
http://www.splinder.com/myblog/
comment/list/19309226, commento n°27
........ma ripeto molti noi potrebbero certificare situazioni simili in altrettante "culle della cultura", per intenderci non parliamo di comuni commissariati per mafia. ma della toscana, civile, onesta e laboriosa. qualcuno può parlare della gara per lo stadio di siena, del concorso di idee per la piazza di arezzo.......

Su: http://www.comune.siena.it/main.asp?id=3710, l'esito della gara per l'affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva dello stadio di Siena. Affidatari i vincitori del concorso di progettazione.
Parebbe tutto ok, o no?

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Commento 6650 di ganni cinici del 02/01/2009


per Renzo
Ganni Cinici è un architeto che ha deciso di fare il comico ed è un pessimo dilettante - pessimo- di satira.
Si capisce lontano un miglio il suo fraseggio da dilettante. Poi la realtà è ssai peggio della caricatura ( e qui l'impotenza dei satirici - come certo sa).
Però se non ha capito eccomi: mi sono inventato una telefonata molto verosimile se crede. Nessuna condanna oltre i fatti.
Ma quale gioco al massacro ? Parlano i fatti appunto, bastano le ammissioni degli intercettati, parole dure inequivocabili che rimandano ad azioni protratte che hanno massacrato - eccolo il massacro- da dieci anni i malcapitati architetti in fila- tantissimi ingenui - dediti a fare domande e gare per un tozzo di lavoro. Una associazione di architetti potenti si era strutturata per fargli le permacchie a questi scemi. Inquietante. E lei con slancio ecumenico si indigna per la pochezza della satira? Per chi è un po' arrabbiato per queste brutte storie.
Le sassate da dietro il muro? Ma vorrà riconoscere che è assai poco qualche sasso a fronte del danno ricevuto. Hanno bruciato per un decennio architetti 50 40 30enni, sfruttando la loro posizione di privilegio di tutelati da un sistema corrotto.
Nessuno vuole fare giustizia da sè. E sappiamo pure che nessuno farà giustizia. Ci lasci almeno commentare nel modo più sguaiato queste schifezze. Neppure questo?

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Commento 6647 di renzo marrucci del 01/01/2009


Il coraggio è una forma della ragione…
Se il commento di Ganni Cinici è proprio un commento, allora la cosa si definisce da sola a mio parere... Ma se fosse un virgolettato ripreso da una telefonata intercettata allora sarebbe interessante.
Sempre per il fatto che non conoscendo la fonte non posso esprimermi con certezza...è ovvio. Mi parrebbe di aggiungere vuoto su vuoto e non mi piace neanche declamare astio... Rancore ecc... Mi pare proprio povera cosa...
Bello sarebbe se ragionare sulle cose portasse a capire le cose e quelle che vanno e quelle che non vanno... Il gioco al massacro chi lo vuol fare lo faccia... Non posso farci niente io...Ma credo fermamente che la ragione può più della frustrazione anche legittima che questa società elargisce a piene mani con un sistema politico vecchio e a quanto pare anche piuttosto rancido. Vedremo in Toscana cosa accadrà ma siccome sono nato in Toscana so e capisco e intuisco quello che accadrà ma lascio ad altri libero pensiero e, comunque, con rispetto, anche se mancando la fiducia nella giustizia italiana non possono certo farsela da soli e peggio che mai dalle pagine di giornale o dalle pagine on line. Credo che cose peggio di queste siano già state fatte e con abbondanza e che continuino tranquillamente a essere fatte. Da quello che capisco basta leggere attentamente lo strapotere manifestato e il sussiego accettante e confacente dei colleghi e la rete dei collaboratori dell’professore architetto implicato in questa tristissima vicenda fiorentina per essere coscienti del marcio nel sistema culturale sociale e politico.
Mi ferisce profondamente il fatto, anche solo teorico, che possano ritenersi "nipoti di Michelucci"... Questo significa che non si è in grado neanche di leggere il valore dell'architettura e in questo una certa vasta complicità si è verificata ....Solo ora ve ne accorgete? Ora che il sistema è stato momentaneamente fermato? Se accade come è accaduto a Milano c'è da piangere e nulla di più Egr. Sig. Giusti Cristofer ... Se lei i piedi sa dove tenerli sarà che allora dovrà imparare a muoverli? Risponda con la sua testa e lasci stare i piedi degli altri... Ma dove vive? Lei tira qualche sassata da dietro il masso? Faccia pure... ma cerchi di capire anche di più il perchè e anche l’annientamento della cultura architettura, altrimenti può con la sua rabbia solo sfogarsi ma essere anche poco credibile.
Il potere degli incarichi assoggetta critici e personaggi compiacenti ma soprattutto i giovani che con questa disoccupazione non sanno che pesci prendere…Lei dove era quando Casamonti operava? Io che non sono un professore a stipendio ne un architetto di potere ero impegnato a vivere di duro pane… amico caro... E in toscana ci vado quando posso. Casamonti per me non era nessuno fino a quando non ho letto su antithesi... Solo allora ho fatto come potevo il punto sulla situazione e nulla di più possibile poteva essere per come conosco io la Toscana, rimasta ferma e dura, incrostata senza sviluppo delle sua potenzialità. Io che sono sempre stato impegnato a scrivere su Volterra ed il territorio Toscano trascurato come nessuno può credere nè pensare... Volterra la mia città di nascita governata dalla sinistra a morire… invece che a rinascere ! Conoscete Volterra ed il suo territorio?
E' un’offesa al genere umano spogliare questa città antichissima così come è stato fatto sino ad oggi solo per interesse di arido avido potere politico...La sinistra con la cultura? Di quale sinistraparlate? quella di Casamonti? Ma cerrrrto! Caro Cristoferr lei si che ha capito... Facendo con passione questo mestiere lo vivo... ma non avendo un gruppo o un esercito di studenti che mi riportano, scopro da solo... le cose…Più o meno come quelli per cui la legge ritiene di potersi dimenticare insieme agli Ordini in Italia… anche e certamente! Lei capirà come mi interessa che cambino le cose e cessi lo strapotere parziale e inibente delle istituzioni e cambino in fretta ma... La mia grande amarezza è proprio questa... Dopo gli sfoghi un po’ balzani come il suo sentirmi dare dell’ipocrita…Abbia pazienza ! Manca ogni volontà e capacita di costruire allora si stà con la passione come una importante condizione dell'animo che ti aiuta comunque a vivere perchè è fiducia nel valore, in quello in cui credi e che ti sostiene e comunque sia... è tua!
A lei il rancore e la presunzione di dare…A me quello con cui vivo … Ma questo scritto lo devo soprattutto a chi legge su questo luogo…
Renzo Marrucci

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Commento 6642 di Renzo marrucci del 31/12/2008


Bravo Signor Sgiusti ... Complimenti ! Mi sembra che lei abbia capito quasi tutto ... Ma può perfezionare se vuole... Oppure... Se non diventa archistar può sempre diventare sindaco da qualche parte e chiamarne una... Se proprio ci tiene... Le auguro un Felice 2009

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Commento 6640 di ganni cinici del 31/12/2008


facciamo un nuovo accordo- telefona a Pietro e a Femia, tu chiama Iole, dai il numero max ribasso 1% che se non ci prendono per fessi, poi incontra Stefano, digli che mettano in giuria Alessandra e che dicano a quello che non partecipi perchè intanto è roba mia. La preside la mettiamo dentro, con due spiccioli ce la caviamo che intanto non rompe, sai che non chiede di più di quello..., Franz lasciamolo fermo un giro ma teniamolo buono con due promesse, un servizio su Area e al concorso per ricercatore ok per la pivella mora tutto pepe. Pietro vince la gara a Firenze e batte Adolfo - ah ah che smacco- in cambio ci fa il progetto e se ne sta zitto per un po'. A Salvatore mon amour ci penso io. Manda una mail che prenotino all'Enoteca P. ci andiamo con il Rettore per quel concorso ci pensiamo il mese prossimo. Parla con il vecchio Paolo che è vanitoso e ci scrive una cosa sul prossimo numero. Che schifo quella cosa di Zaha, troppo asimmetrica, sta esagerando. Meglio le cose di Max ma lui no! Con lui non trattiamo è antipatico, la moglie poi. Ora se mi chiamano a Firenze si vede di fargli uno scherzo, noi siamo i nipoti di Michelucci, noi ( e anche di Filippo Br. che se fosse tra noi lo avrei conivolto in quella cosa a Massa, lui che lo sapeva fare contro il Ghiberti). Telefona a W. e chiedi un incontro per l'amore del bello, perchè noi siamo per il bello. Metti a posto le cose su Internet che se cliccano non deve uscire altro che il mio curriculum e zero riferimenti alle brutture. Babbo mi compra una nuova rivista e il vinaio del Chianti sponsorizza. Se ci fanno le commissioni a estrazione siamo fregati, telefona a Roma all'Ordine nazionale che non ci caschino.
Aumentate di 30 eu al mese lo stipendio ai ragazzi.

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Commento 6638 di christofer giusti del 31/12/2008


Bene,
al signor Marucci un grazie per la sua molto italiana "ambiguità"!
ma cos'è lei un moderatore? o per caso uno che vorrebbe, si, ma poi forse, però, è meglio stare con un piede di qua e l'altro di là?
meglio "dissociarsi", cambiare "luogo" di conversazione.
Benissimo, non avevo alcun dubbio!
a parer mio il, sapere, il conoscere e soprattutto il cambiare, passa proprio attraverso la citazione di fatti, luoghi, circostanze e, per i più arditi persone.
Ognuno faccia secondo il prorio coraggio (totale o parziale, Sciascia o non Sciascia) secondo la propra coscienza.
Se ciò non si farà, qui o altrove, mi parebbe ben esaurita la conversazione sul come e perchè, non cambiera un bel niente, sig Marucci, .

al signor De caro, il quale dice che certe cose vanno combattute ad armi pari, da dentro il "sistema", vale a dire diventando star, bhè che dire, tocca soccombere, di nuovo, ad uno che "finge" di non aver capito, per continuare, male che vada, a curare bene il proprio ricco tornaconto
Qui, nuovamente, si giustifica la "non etica" (vale a dire il "forzoso" dover diventare star ) in nome dell'etica.
Complimenti, a guardare il suo palmares mi pare che le riesca alquanto naturale, sia fare la starletta che esprimere la non cultura.
Mi auguro che non incappi in itercettazioni, anche se, visto anche l'attivismo in certa parte politica (suo o di un suo omonimo), queste dureranno ancora assai poco.
Non conosco il suo pensiero, ma mi pare di poter dire che lei appartiene a quelli dotati della personalità arrogante e arrivista, che "vivono il loro tempo", che cavalcano l'onda.
E al diavolo gli ideali, gli dia giù di luxury houses (un titolo è indicativo del contenuto)!


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Commento 6628 di Renzo Marrucci del 30/12/2008


Gentile signor Tagli, le ho risposto come si risponde a chi ragiona e ora, leggendo il suo ultimo commento mi accorgo che lei ha finto di ragionare e mi perdoni... Lei è un paladino di Casamonti e questo non la rende in condizioni di difenderlo bene anzi... Del resto l' architettura del Casamonti è una normale architettura da rivistoteca, uso un mio vecchio termine ancora nuovissimo... Una montatura in fatto di qualità è stata fatta dalle riviste che hanno alimentato una certa immagine (oggi così fan tutte purtroppo) e anche se funziona verso chi non ha, e qui mi scuso, particolare senso critico... Vi è poi da dire, diciamola tutta, che la linea editoriale da lui diretta rimane stretta alla tradizione del gioco del mercato editoriale... E non porta nulla di particolarmente interessante come linea di ricerca... Ad esser buoni. Questo devo ribadirlo : una normale linea editoriale e nulla di più per cui si possa in termini di contenuto e di ricerca soffrirne la mancanza. Con i miei cordiali auguri

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Commento 6619 di carlo tagli del 30/12/2008


Non lavoro in Italia da almeno 10 anni e ne sono molto felice, osservando come vanno le cose li; chi ha detto di conoscermi su questo blog, non credo proprio mi conosca in realtà, dato che non ho il piacere di conoscere voi... Comunque, all'estero (almeno dove ho lavorato io) non c'e' architettura corrotta, c'e' solo architettura bella o brutta... e soprattutto c'e' un rapporto professionale tra tutte le parti coinvolte, amministratori, architetti e imprese!
Non approvo alcun tipo di illegalita' ma sinceramente non me la sento di giudicare e di condannare nessuno, prima di una giuria, come fanno tutti. Le cose non sono mai bianche o nere, ci sono sfumature che purtroppo non tutti riescono a cogliere...
Buon lavoro... ora che Marco Casamonti e' fuori gioco sembra che ci sara' lavoro per tutti, vedremo che bell'architettura farete VOI!

Tutti i commenti di carlo tagli

30/12/2008 - Paolo gl ferrara risponde a carlo tagli

Le auguro di lavorare sempre nell'onestà. Per quanto riguarda la Sua attesa di vedere chi sarà in grado di fare "bella architettura" dopo Casamonti, desidero solo ricordarle che in Italia di grandi architetti ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno.
Cordialità

 

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Commento 6620 di sandro crivelli del 30/12/2008


Delle due l'una: esistono gli ordini? esiste un codice deontologico (evidentemente per i fessi)? si!
Casamonti, Femia, Pellegrini, Segantini, (e chissà quanti altri) lo hanno palesemente e assai gravemente disatteso? si!
Bene, soluzione: o si radiano i suddetti, assieme ai molti probabili altri che qualcuno, si spera, vorrà rivelare, o si elimininano una volta per tutte gli ordini professionali! evidentemente anch'essi conniventii parassiti
Sig. Sirica, attendiamo Sue.

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Commento 6621 di pino archini del 30/12/2008


Caro Tagli - ho provato a digitare il suo cognome su Internet e vengono fuori i tagli alle spese - roba italiana, qundi chissà. Lì, cioè qui - attento: con l'accento sulla i, in Italia- ci sono molti altri imbroglioni e tolto uno si è fatto poco- la bonifica potrà avvenire se la società si ribellerà a questo puzzo di fogna. I nuovi collettori sono i tecnici, sindaci e assessori non firmano- state attenti.
Ci sono questi che pensano di essere impunibili- trottole del progetto.
Cacciamoli via rapidamente e speriamo che non siano molti a truccare i concorsi. In Toscana Emilia Lombardia Liguria è tutto sotto controllo della cupola mafiosa.

Tutti i commenti di pino archini

 

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Commento 6629 di christofer giusti del 30/12/2008


Dibattito vivace e interessante, ma devo dire che a scoprire le carte c'è molta ma molta reticenza.
Assai poche rivelazioni, assai poche indiscrezioni, assai pochi appigli.
Ma si vuol cambiare o no?
vogliamo cercare di uscire da questa fogna o no?
se di moralità c'è bisogno, ae è moralità ed equità che si vuole, queste hanno certamente una via privilegiata di esprimersi proprio attraverso l'architettura!

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Commento 6633 di sandro crivelli del 30/12/2008


,,,"Le cose non sono mai bianche o nere, ci sono sfumature che purtroppo non tutti riescono a cogliere"...
Signor Tagli, immagino che lei sia uno di quei "privilegiati" in grado di coglierle tali sfumature.
In genere tale sensibilità si acuisce nei disonesti, quando cercano ansiosamente di pacificare la propria tormentosa coscienza.
Generalmente ci riescono, a patto che vi sia "tacito assenso" e ignavia.

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Commento 6624 di piera marconi del 30/12/2008


Ora che Casamonti si è messo fuori ( poveretto) non ci illudiamo - resta un bel gruppo di imbroglioni in attività. Pensa al giro largo- caro Tagli- un numero notevole di manovratori che hanno sedi fortini nelle università italiane -in accordo con gli ordini. Commissioni decise a tavolino - come gli arbitri di Moggi. Il Cna manda i commissari in Piemonte in Puglia in Sardegna secondo richieste dei presidenti degli ordini locali. E' un paese allo sbando, ci serve un Saviano che faccia la denuncia pubblica.
Il 70% degli incarichi sono controllati dal 10% dei professionisti. Come per la ricchezza in questo mondo archispazzatura.

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Commento 6614 di renzo marrucci del 29/12/2008


La speranza…C’è n’è poca ma… Resiste…
Io non conosco la persona e non entro nel merito della persona. Assisto al fenomeno e mi auguro profondamente che ci sia giustizia sapendo che la giustizia in QUESTI TEMPI in Italia è un pò in declino e comunque spesso relativa a pesi e contrappesi, al loro valore politico e questo lo si deduce da dichiarazioni di politici e studiosi, di amici e conoscenti e non è possibile, purtroppo, fare finta di niente. Augurando che ci sia giustizia ma temendo che ce ne sia poca... Non si può esimerci dal fare alcune considerazioni che riconosco non essere purtroppo piacevoli. Il sistema all'interno del quale un architetto si viene a trovare oggi, nello sviluppo del suo lavoro delle sue relazioni ecc… Deve essere valutato nelle sue peculiarità per essere inquadrato nella specificità del suo impegno. Ciò per valutare e capire le motivazioni e le responsabilità personali. Se il lavoro o la funzione svolta è una funzione derivata, appoggiata, consentita e anzi aiutata e ritenta conveniente ad un certo sistema identificato… Allora le responsabilità saranno ripartibili, immagino, tra chi appoggiava e sosteneva e consentiva e magari tuttora…
Nel caso emerso, di cui si scrive, e per il periodo che viviamo, è da credere che un architetto non possa avere molta capacità di dialogo con amministrazioni e imprese ecc... ecc... senza avere appoggi chiari e identificati… anche politicamente. Il dato ambientale delle Amministrazioni in Toscana non è facilmente penetrabile senza una chiara identificazione politica che funziona da sponsor o da angelo custode che dir si voglia. Allora solo dopo avere bene compreso si potrà anche dire con entusiamo che l'architetto si è sacrificato al dato ambientale in funzione delle sue meravigliose idee e ha fatto del bene e fatto fare del bene a tanti... Se così fosse mi si aprirebbe il cuore e il cavaliere azzurro o rosso che sia verrà celebrato dal sottoscritto anche se per ora no! Carlo Tagli avrà pazienza le cose vanno così in Italia. Rimane da comprendere se chi non ha avuto del bene abbia avuto del male...Questo deve essere valutato per capire se invece una specie di trust esisteva oppure no! Speriamo effettivamente non esista...e non spetta a noi giudicarlo e soprattutto a me! Anche se, come dice, il mio ortolano malignamente, gli odori arrivano, purtroppo, sotto il naso. Io che mi son presentato in alcune giunte in Toscana ho ricevuto sorrisi e complimenti ma se…
Ma se qualcuno ha i mezzi e li usa per aiutare e per fare ordine, per sperare che con un pò di pulizia si realizzi un ambito più vivibile e aperto, più compatibile dove sia possibile fare un' architettura migliore senza che questo sia una sorta di alibi ...Io mi sento personalmente pronto a capire e senza pregiudizio leggerei con serio interesse. Credo ci sia qualche altro "ingenuo" che la pensi come me. Anche se in Toscana è notorio che, per la maggior parte, i cavalieri devono essere ancora tutti"rossi"... Se no! Il cavallo non glielo danno!

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Commento 6611 di carlo tagli del 29/12/2008


Che tristezza mi fa questa vicenda… sapete una cosa? Io conosco il “colpevole”, si perche’ tutti l’hanno gia’ messo alla forca il povero Marco…ma per me, nonostante l’evidenza, rimarra’ sempre innocente e piuttosto vittima di un sistema e di un vortice che lo ha completamente deviato e soprattutto imbrogliato… non giustifico l’illegalita’ ma talvolta in Italia l’illegalita’ e’ mascherata da legalita’, soprattutto se approvata dagli uffici governativi e amministrativi...
Non nascondo la testa sotto la sabbia e riconosco l’esistenza di un sistema che non nasce certo con Marco Casamonti! In Italia, si sa, da certi sistemi non si scappa, non ci scappa nessuno, anche i giornalisti per ottenere incarichi leccano il culo a qualche politico di destra o di sinistra… e in piu’ sputtanano le persone, puramente per far notizia e far apparire il proprio nome; sbandierando intercettazioni telefoniche che dovrebbero rimanere in mano alle autorita' e servire a risolvere casi giudiziari e non a soddisfare la sete di questi ipocriti italiani che tanto sono capaci a puntare il dito, ma che tanto alla prima occasione cadono nel sistema pure loro, dal dentista che non fa mai una ricevuta fiscale, al muratore che si fa assumere in nero, dal postino che lascia il posto di lavoro per andare a fare la spesa, al dipendente netturbino che si porta a casa la carta igienica e i sacchetti della spazzatura dal posto di lavoro… This is our beloved country… ma come ho fatto bene a lasciarlo!
E quello che piu’ mi fa rabbia e’ che la persona presa come bersaglio e’ una persona che davvero vive per l’architettura e il suo lavoro, uno che non ha mai guardato ai soldi, ma solo alla creazione di belle opere, si, proprio come ha detto lui! Ha lavorato a numerosi progetti senza prendere un soldo…Cio’ che di bello si e’ costruito a Firenze negli ultimi anni ha il suo nome sopra…
Quello che in tutta questa storia e’ disonesto e’ il dire che Marco Casamonti ha creato un sistema, mentre la verita’ e’ che ci si e’ solo dovuto immergere dentro e sporcarsi le mani per poter lavorare… e mi dispiace davvero per lui perche’ non se lo merita proprio! Marco e’, al contrario di chi lo descrive come una persona che ha peccato di presunzione, una persona estremamente modesta, per nulla arrogante, nonostante le sue qualifiche e posizione; e direi piuttosto che ha peccato di ingenuita’ e il suo amore per l'architettura lo ha letteralmente fregato! Per chi Marco lo conosce davvero questa storia fa male e fa male leggere che lo si paragoni a un mafioso…
Ma che schifo che fate voi giornalisti… ma non sara’ mica Marco Casamonti ad aver creato questo sistema vecchio come l’Italia, no? E pensate che la sua redenzione possa servire a salvare l’Italia? Ma come siete ingénui o, forse dovrei ribadire, ipocriti e falsi!
Ma perche’ non andate a intervistare l’intoccabile Ligresti e gli altri architetti che di favori, non ne hanno solo fatti, ma anche ricevuti! Per non parlare degli amministratori e politici coinvolti, non credo proprio che Marco Casamonti avesse questo incredibile potere, di cui si parla, su tutti, altrimenti bisognerebbe davvero complimentarsi con lui per riuscire a gestire 5 studi, la carriera di professore universitario, 2 riviste, una famiglia e in piu’ questo sistema massonico!

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29/12/2008 - Paolo GL Ferrara risponde a carlo tagli

E' vero: la vicenda è realmente triste. E' certamente lodevole che Lei voglia difendere Casamonti, soprattutto perchè in questi momenti gli amici si dileguano, ma l' "essere vittima" significa esserlo inconsapevolmente. Casamonti era assolutamente consenziente e sapeva ciò che faceva. Di più: proprio perchè, come Lei dice, Casamonti "viveva per l'architettura" avrebbe dovuto assolutamente lottare per l'etica che è ingrediente fondamentale del nostro lavoro! Da certi sistemi non si scappa? No, caro amico, si scappa eccome! e lo si fa lottando e denunciando come fa antiTHeSi da sempre, anche parlando proprio di Ligresti (legga l'articolo "Miserere Ligresti"). Concludo. Sì, penso che la redenzione di Casamonti possa innescare un processo di nuovo corso e la mia fiducia dovrebbe solo farle piacere poiché è basata sull' "uomo" Casamonti, ovvero l'amante dell'architettura e della bellezza etica ed estetica per cui si deve lottare. Mi importa poco se le faccio "schifo": a me interessa solo dare sempre e comunque una seconda possibilità a tutti. Cordialità

 

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Commento 6613 di christofer giusti del 29/12/2008


....."Che tristezza mi fa questa vicenda… sapete una cosa? Io conosco il “colpevole”, si perche’ tutti l’hanno gia’ messo alla forca il povero Marco…ma per me, nonostante l’evidenza, rimarra’ sempre innocente e piuttosto vittima di un sistema e di un vortice che lo ha completamente deviato e soprattutto imbrogliato… non giustifico l’illegalita’ ma talvolta in Italia l’illegalita’ e’ mascherata da legalita’, soprattutto se approvata dagli uffici governativi e amministrativi"...
STENTO A CREDERE CHE MARCO CASAMONTI ABBIA POTUTO REALMENTE E INGENUAMENTE CONFONDERE ILLEGALE CON LEGALE, PIUTTOSTO DIREI CHE QUESTA ERA UNA COMODA SCUSA PER LA SUA COSCIENZA.
da certi sistemi non si scappa, non ci scappa nessuno.
PER ORA IO SI! CERTO NON SONO LA ZAHA HADID ITALIANA, ANZI TUTT'ALTRO, MA ANCHE QUANDO DOVESSI ESSERE COSTRETTO A SPORCARMI LE MANI PER LAVORARE, PER MANTENERE IL MIO UNICO STUDIO E MANTENERE LA MIA FAMIGLIOLA, NE SAREI PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE E NON GIUSTIFICHEREI IN ALCUN MODO LA COSA NEMMENO IN NOME DELLA GIUSTA ARCHITETTURA (ANCHE PERCHE' IL PRESUMERE DI FARLA NON E' CERTO DIMOSTRAZIONE D'UMILTA')
"Cio’ che di bello si e’ costruito a Firenze negli ultimi anni ha il suo nome sopra"…
MI CONSENTIRA' DI ESPRIMERE LE MIE RISERVE SU QUESTO,
CHI LO DICE CHE SONO BELLE OPERE? FORSE LE SUE RIVISTE?MAGARI QUALCUN'ALTRO LE AVREBBE FATTE ANCHE PIU' BELLE, O MAGARI DIVERSE, SE SOLO AVVESSE POTUTO CONTARE SU COMPETIZIONI E GIUDIZI EQUI E COSTRUTTIVI.
VEDE, CERTAMENTE CASAMONTI ERA PRIVILEGIATO NELL'ACCESSO, ANCHE ALL'ILLEGALITA', E DI QUESTA LUI HA VOLUTO CONSAPEVOLMENTE SERVIRSI, ANZICHE' DENUNZIARLA COME AVREBBE POTUTO CON MAGGIOR EFFICACIA..
......"Marco e’, al contrario di chi lo descrive come una persona che ha peccato di presunzione, una persona estremamente modesta, per nulla arrogante, nonostante le sue qualifiche e posizione";
MI SPIACE,MA CI SONO MOLTI COMMENTI E TESTIMONIANZE A CONFUTAZIONE, IN OGNI CASO RI-CITO IL CONCORSO ANAS 2005:
....nel bel mezzo dell appassionato ed entusiastico approntamento della seconda fase, arriva al capogruppo una telefonata del Casamonti, già in rapporti con lui per altri lavori:
“Lascia perdere, è cosa mia”.disse il Casamonti
Così fu, Casamonti vinse!
DAVVERO UNA BELLA PROVA D'UMILTA', DI SPORTIVITA' E SOPRATTUTTO DI INGENUITA', A RIPROVA DELLA SUA INCONSAPEVOLEZZA.
......"E pensate che la sua redenzione possa servire a salvare l’Italia? Ma come siete ingénui o, forse dovrei ribadire, ipocriti e falsi!"
BENE, ALLORA SI VDA AVANTI COSI,
SIG.TAGLI, LA STORIA CI INSEGNA CHE CHI SI ESPONE, CHI VUOL PRIMEGGIARE A QUALSIASI COSTO, (E MI PARE CHE SIA QUESTO IL CASO) GODE DEGLI ONORI IN CASO DI RIUSCITA, MA SI DEVE FAR CARICO ANCHE DEGLI ONERI, TRA QUESTI, ASSAI SPESSO, QUELLI DEL FARE DA CAPRO ESPIATORIO
NON CREDO CHE NICCHIARE SU QUESTO RENDA IL CASAMONTI MENO IPOCRITA RISPETTO ALLA MEDIA ITALIANA.
..."Ma perche’ non andate a intervistare l’intoccabile Ligresti e gli altri architetti che di favori, non ne hanno solo fatti, ma anche ricevuti! Per non parlare degli amministratori e politici coinvolti"......
PIU' CHE GIUSTO, SI FACCIA UN BEL REPULISTI!
CERTI AMMINISTRATORI HANNO PERO' LAMENTATO IL FATTO D'ESERE SOTTO RICATTO DEI POLITICI E DEI PROGETTISTI.........

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Commento 6615 di gino cinici del 29/12/2008


Che paura questi commenti che gustificano il maestro. Ma come è che fanno finta di non capire. Io- abito in prov. di Arezzo - potevo fare un'offerta a Terranuova, potevo essere io invitato, e potevo vincere, anzi avrei vinto perchè questi schifosi hanno fatto il max ribasso 2%. Vi rendete conto che miserabili- miserabili ! Io facevo il 15%. E vincevo. No, non bastava vincere onestamente, ecco la truffa ai danni della comunità, fanno un ribasso che non esiste il 2%. Caro Tagli- vergogna. Ma chi sei? Ma quanto ammiri il maestro imbroglione- innamorato del Ligresti? Perchè lo ammiri?
Per favore mandiamo il link di questo bel dibattito a Sirica presidente architetti e chiediamo cosa vuole fare mentre si va avanti con le indagini. Aspettare il terzo grado? Dieci anni? Mentre i maetri archistar fanno gli imbrogli?

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Commento 6616 di carlo tagli del 29/12/2008


Si come no adesso gli architetti minacciano gli amministratori, ma su quale pianeta vivete?
Ma non e' che il sistema parte proprio da questi ultimi e dai politici? Che potere puo' avere un semplice progettista su questi?

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Commento 6617 di paola marchetta del 29/12/2008


Guarda Tagli che sei tu che vivi in uno strano pianeta. Ma davvero non ti ripugna quello che è accaduto? Non arrossisci a rileggerti? Io non so se Marco sarà condannato. E me ne importa poco. Bastano le sue telefonate per capire che il suo sistema è uno schifo doppio. Un arraffare tutto che espelle le persone oneste. Solo chi è nel suo giro di privilegiati può farcela. Docenti che non insegnano, direttori di riviste comprate dalla famiglia, rapporti con imprese di pregiudicati, funzionari ricattati, politici felloni. Questa è una rete da cosanostra. Così è tutto sotto controllo e l'archittettura anche e di più. Le cose belle che ha fatto Marco a Firenze....e se fosse una competizione libera? Guarda il concorso ultimo a Fi. Lo vince Pietro - sempre Pietro il prestanome - e guarda chi perde.

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Commento 6618 di Giuseppe artusi del 29/12/2008


Marco Casamonti, alfonso Femia, Pietro Carlo Pellegrini, Maria Alessandra Segantini.
Si cominci con il radiare a vita questi!
e via via di seguito tutti gli altri, tutti gli imbroglioni e i conniventi.
Tanto hanno già colto a piene mani il coglibile, si sono già garantiti una bella pensione, e che fior fiore di opportunità, che cimenti!
Ora lascino le briciole agli altri, magari anche a lei sig. Tagli, che tanto con sta recessione e con la scusa di questo scandalo di concorsi e gare in italia non sentiremo più parlare, le faranno di sottobanco, col bene placito del nostro premier.
Banana republic.

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Commento 6612 di paolo marcuccio del 29/12/2008


Caro Tagli, credo di conoscerti e la tua difesa di Marco mi mette tanta tristezza. Io sono tra quelli ( ma siamo migliaia) che con il metodo Casamonti è stato tagliato fuori dalle gare pilotate-- sai cosa vuol dire turbativa d'asta ? Ti interessa questo dettaglio o cosa credi che non sia un reato grave e reiterato ? Eppure anche io ho tanto amore per l'architettura.... Ma dai! Ingenuità? Ma non hai idea di quanto faccia schifo questo modo alle persone per bene. Un vero schifo. Perchè questa è mafia- m a f i a ! Vedrai se andranno avanti cosa verrà fuori. Se andranno avanti, se quelli del Cons Naz faranno ciò che devono. Lascia perdere e pensa ai tanti colleghi onesti che si sono illusi di fare concorsi e gare che il maestro truccava.
Insomma è una vergogna - e lui rischia di essere il Parmalat dell'architettura.
Complimentarsi con lui ? Davvero pensi così ? Per riuscire a gestire "5 studi, la carriera di professore universitario (ndr- ci va 3 volte all'anno ), 2 riviste, una famiglia e in piu’ questo sistema massonico " ci vuole qualcosa che è facile capire... non è abilità caro Tagli, non è solo abilità. Anche se abile Marco è di sicuro.


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Commento 6610 di christofer giusti del 28/12/2008


Il sito Italia nostra onlus Firenze
pubblicava due dettagliati articoli sulla vicenda del casamonti con relativi commenti dei lettori.
http://italianostrafirenze.splinder.com/post/19309226/Arrestato+Marco+Casamonti,+l'a
Il sito non è più accessibile
Spero che non tocchi analoga sorte a questo sito.
Marrucci ha ragione, nessuno dice niente (o comunque assai pochi hanno il coraggio di fare schiette denunzie), nonostante l'inequivocabilità delle intercettazioni, il "metodo" Casamonti, in grande o in piccolo, è ancora un modello da persguire, proteggere con l'omertà e in nome dello scambio di favore.
Che dici Paolo, cambierà mai qualcosa?

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Commento 6609 di Giuseppe Artusi del 28/12/2008


Da "il Giornale"
....Riguardo alla gara di Terranuova Bracciolini il 3 settembre Casamonti insiste con la Montefusco perché sia affidato l’incarico a un amico («fammi un regalone Iole»). Il 5 Casamonti chiama la Montefusco e le ricorda i nominativi dei 5 studi professionali che devono essere invitati alla gara. Poi chiama l’architetto Alonso Femìa: «La gara la dovrebbe vincere Pietro (Pellegrini, ndr) perché poi la facciamo assieme ma io non posso vincerla perché in questo comune ho fatto troppi lavori». L’interlocutore assicura che fornirà l’offerta di appoggio. Anche la collega Alessandra Segantini dà il suo assenso. Casamonti: «Mi chiami io ti dico la cifra da mettere dentro così la mettete un po’ più alta e Pietro vince».E si rende disponibile a ricambiare il favore: «Se hai bisogno della stessa cosa in altri comuni conta su di noi». Casamonti a Pellegrini il15 settembre: «Metti novantacinque e gli altri fanno zero ribasso». E il 3 ottobre Pellegrini con un sms lo informa che la gara è stata vinta e lui risponde: «Ci mancherebbe che non vincevi»; «ci si divide il lavoro». Secondo i pm Casamonti risulta «un formidabile e instancabile organizzatore di trame atte a pilotare gli esiti di gare di aggiudicazioni di appalti di enti pubblici saltando da una pubblica amministrazione all’altra» con «assoluta dimestichezza» e una «trasversalitàche lo rende assai insidioso ». Il 16 ottobre emerge che Casamonti parlando con un collega si interessa a un appalto della Provincia di Firenze relativo a lavori da realizzarsi nella zona di Montelupo Fiorentino, intende informarsi se si tratti di gara libera e quindi suscettibile di turbativa: «C’è un’impresa che comanda è il Consorzio Etruria... faccio un po’ di sondaggi siccome ci lavoro con questi qui per capire se la gara è già assegnata o viceversa è una gara libera»; «va bene...il presidente della Provincia lo conosco ci andrò a parlare per dire se ha senso fare sta roba».

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Commento 6608 di Renzo Marrucci del 28/12/2008


E' bene che gli architetti comprendano una volta tanto e abbiano il coraggio di dire, pensare, parlare, scrivere un po del disgusto che si prova...Tenerselo dentro è fare il gioco di chi marcia a piene mani e riempie lo studio di giovani adepti in cerca del riparo che non c'è in questa società se non e nelle forme in cui la politica ha sopraffatto l'iniziativa sociale e vendola irretita ha trasferito la fiducia nelle istituzioni ma solo perchè detentrici del potere di far girare le cose ed i permessi che sono funzianali alle opere e ai finanaziamenti, quello è il giro per tenere il controllo dello stato sociale e per impedire alla società di crescere secondo istruzione e senso morale. Una volta deviato il senso o ti movi da quella porta o sei tagliato fuori o devi vivere di nicchia cosa che è consentita ai soli fortunati ormai rari anche quelli. Al riparo di una tessera o similli...esercito di qualcuno e quando il qualcuno esagera per stapotere ed impunità in troppi tremano e in troppi perdono e si rinchiu
dono... Architetti aiutate la società a migliorare, prendetevi la responsa
bilità che è legata alla vostra libertà e alla vostra moralità... Alla bellezza del mestiere... In questo mestiere è bello vivere se lo si ama e si genera felicità e non amarezza, non è necessario il potere per essere felici e allora Aiutate l'architettura italiana a sfangare dalla inutilità dei pesci cani che muovono la bocca sugli incarichi più grassi e grossi con la scusa di fare bene soltanto loro...che coraggio! Che spudoratezza!
A tanta tracotanza si allinea la presunzione e la sicurezza di presumere!
E quel che più delude è vedere che questi atteggiamenti trovano in parte conferma proprio nei sindaci e nei promotori economici a farci capire da quale effetto sia e venga drogata la ruota della società...E da quale informazione estesa a dismisura...

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Commento 6607 di paola marchetta del 27/12/2008


Che brutte storie! Professori di sinistra e imprenditori di destra danno ordini agli assessori che ordinano al tecnico a contratto.
Dovrebbero indagare sugli intrecci tra cattedre universitarie e professione, e tecnici a contratto nella PA.- ma su questo andranno cauti perchè cascherrebbe tutto. Il sistema si regge così.
I poveri architetti a contratto nei comuni, prendono ordini e se non ubbidiscono li cacciano via come quella di Terranuova.
Il settantapercento di concorsi e gare di architettura è pilotato, prima di tangentopoli si prendevano tutto con incarichi diretti - ora si devono sporcare le mani, fare la regia delle conbinazioni. Le gare al ribasso si fa l'accordo, le gare con commissari basta mettere quelli giusti...
Mai visto un sorteggio?
Tra qualche anno Marco sarà il Cusani dell'architettura a spiegarci come si faceva. Con le riviste che si comprano se servono, giocattoli che i babbi ricchi danno ai figli archi per farsi forza. Un aiutino che non guasta.
Ma nel frattempo altri avranno preso il suo posto in un Paese di imbroglioni. Le archistar di seconda fila che rastrellano si possono sputtanare, basta guardare bene le opere che sono una vergogna, mentre la critica se ne sta zitta. Ci sono dipartimenti universitari estensioni di studi professionali, facile da vedere a occhio nudo, senza intercettare. Sì ha ragione chi ha detto che questi architetti sono come le azioni Parmalat. Grillo aveva avvisato.

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Commento 6604 di sandro crivelli del 27/12/2008


concorso anas?
concorso venezia magazzini frigoriferi. Venezia 2000
Sera prima della premiazione della giuria. Selezionati in 10.
Lui (Marchetto) si presenta con un gruppo. Lui fa il piacione e il piazzista. Progetto decoroso ben disegnato, da altri come sempre. Buono per la 20esima posizione. Che fa Lui?
Organizza una cena a casa sua sul canal grande con invitati i giurati in testa ai quali la vestale di Marino. Folin
Risultato terzo premio. Prima di lui ovviamente ben van berkel e Miralles.............
Capito, studenti di architettura, come si fa marketing. Mica andando a scuola e facendo l'onesto lavoro. No, devi corrompere, aggraziarti, circuire....
Qua non si tratta di passione o qualità ma di come si depista, e si uccidono le regole, minime del reale confronto.
Questa generazione di ciarlatani , agence d'architecture, bon ton, recerche patiente che fine farà? e i giornali dell'architettura che pensano di questo corrotto meccanismo, in cui il progetto è bel che venduto e superpubblicato ancor prima di aver applicato le figure di belle donne in photoshop..................????
terra bruciata, da cui ci risolleveremo con lentezza e grazia, ma l'architettura e la vera passione, la consistenza e la corenza avranno alla fine il loro peso!!!!!!!!!!!!!!

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Commento 6602 di pino archini del 26/12/2008


Ma davvero pensate che andranno avanti? Mah. Io ci credo poco. Se interrogano quelli coinvolti il cerchio si allargherebbe molto. D’altra parte il 5+ dice “lo abbiamo fatto altre volte…”; dovrebbe dirle le altre volte o no? con chi, dove; e quelli che stavano nel giro stretto, i prescelti da Marco quelli che una volta peruno. E quelli che lo sceglievano? Se ci fosse un Consiglio nazionale degli architetti - sob - dovrebbe prendersi a cuore la cosa e costituirsi parte civile contro i truffatori del progetto, altro che archistar delle nostre scarpe. Così questi fanno danno a tutti i professionisti per bene. Dovreste stamparlo nella copertina delle riviste di architettura- voi che potete se potete - in una tempesta di stelle dorate - formato dwg- quella frase di Marco…Ligresti prendimi sono tuo. Ma cosa volete che accada in questo disperato paese di gabbati e rassegnati. Le riviste proporranno i migliori divani alla moda come se niente fosse.

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Commento 6603 di gino cinici del 26/12/2008


captatio benevolentiae
orizzonte Ligresti
così pensava di battere Zaha
e andare sopra Renzo
tra 10 anni noi scurdarielli
lui nell' Olimpo
gli inventano il premio Antinori
anzi il premio Parmalat dell'architettura
noi fuori da tutto
lui veni vidi

Tutti i commenti di gino cinici

 

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Commento 6599 di christofer giusti del 25/12/2008


Caro Paolo Ferrara,
mi è arrivata la cartolina d'auguri della redazione di antithesi.
Non so se siano personalizzate o se siano uguali per tutti, fatto sta che Paul Klee è il "degenerato" che preferisco sin dai tempi dei primi anni del liceo, al punto che, a sedici anni, scovai nella incustodita biblioteca il già allora introvabile suo "teoria della forma e della figurazione".edito da feltrinelli.
Per la verita riuscii a trovare (e, ammetto i miei modesti illeciti, sgraffignare) solo il primo volume, le lezioni, il secondo: la storia naturale infinita, non ho mai avuto l'avventura nè di sfogliarlo, nè di leggerlo.
Ben inteso, Paolo, non ho la presunzione di aver capito Klee, ma certamente tale libro mi ha aperto la porta ad un universo parallelo e alla comprensione delle sue regole.
Ti ringraio molto, ancora auguri a te e famiglia.

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Commento 6597 di carlo alberto del 24/12/2008


Cristian Giusti dice bene. C'e' poco da aggiungere.
Se fossi un magistrato farei però un salto da
AIDA - (associazione italiana devastazione architettura ....certo non nelle forme ma nei modo...i lobbisti)
IPOSTUDIO
M. SAITO Piazzale Michelangelo
5+1 Femia (fai angramma) e peluffo - Savona
ART DESIGN di genova ( una socia è preside facoltà l'altra è la figlia di pericu ex sindaco - insieme lavorano al parco Brombini.....concorso vinto ........ Gabrielli era presidente)
PIETRO C. PELLEGRINI che accetta di fare la gara con il trucco
C+S ( cappai e segantini )

adesso mi fermo ma questa merda viene fuori dall'università italiana . Caspita la cultura è di sinistra e gli imprenditori di destra......
Una volta diceva la fiaba.

Adesso che la politica ha bisogno di fondi tutto questo sistema dei masterplan luccicanti a che cosa pensiamo servano ??????????'

Mazzette , mazzate , mazziati.........

Io vado a portare un dono alle suore della scuola di mio figlio e gli auguri li faccio a chi ne ha bisogno...........

Ciao

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Commento 6596 di RENZO MARRUCCI del 24/12/2008


PROFESSIONE CON IL MAL DI STOMACO...
L'argomento è molto interessante...Spingendo con serietà e con calma, senza lasciarsi prendere da astiosi fumi come alcuni fanno...Il botto e via... Forse è meglio enucleare con serenità gli argomenti per capire la società malata e le istituzioni che generano il virus... Cioè di una Italia che soffre il male che va dall'andazzo torvo al moralmente perverso. Interessante questa linea emergente secondo la quale chi è corrotto a destra è corrotto e basta mentre invece chi è corrotto a sinistra possiede una sorta di aureola come di chi fosse in controtendenza...Una interes sante versione angelicata del corrotto su cui la mano della giustizia sarebbe già posata e in qualche modo sgravata. Cioè esisterebbe una corruzione baciata e una sgradevole e sfigata. Sento alcuni commenti in TV sul sindaco di Pescara e sul caso Casamonti e anche altri...In italia ci si diverte così... Si ride si ride quando invece c'è da piangere lacrime amare... Grillo infatti da quel gran paracadute che è ci marcia sopra e una miniera di spunti arrivano alla sua professione... Nulla da eccepire anzi una buona apertura verso uno dei mestieri da indicare ai giovani... Architetti di poesia e di amore, innamorati del rude e aspro costruttore.
..In Italia si ride per un semidose di inconscenza storica e la comicità scaturisce dalla normale amministrazione alle pietre angolari... Ma in questo contesto oggi gli architetti soffrono e non godono dal mal di stomaco e... le ulcere aumentano come la depressione oppure sono comprese nel mestiere?
Che ci vuoi fare? Non ho ancora visto un pronto soccorso per Architetti nei sintomi iniziali... Ognuno si cura per sè...Ma è consigliabile avere un buon rapporto con il medico...Dovrebbero già spiegarlo sin dai primi anni di Università e gli Ordini dovrebbero almeno curare dei buoni e seri rapporti con case di cura più che con le banche...
ben attrezzate... Buon Natale...

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Commento 6594 di emanuele piccardo del 24/12/2008


Giovanni Damiani ha perso una buona occasione per stare zitto, qui non si fa sciacallaggio, semmai lui si deve vergognare delle sue parole scritte nel post di Abitare che, abilmente, ha tolto dalla home del sito. Solo facendo "cerca" si risalgono ai post. Archpoto, la rivista che dirigo, rifletterà sul tema Architettura e Potere con una serie di interventi. Il primo intervento è di due giornalisti, autori del libro-inchiesta "Il partito del cemento" sugli intrecci affari-politica-architetti in Liguria.
vi regalo un link sulla questione Casamonti a Genova
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/12/23/1101968742590-appalti-teleguidati-gare-beffa.shtml

Buon Natale e Onesto 2009 a tutti!



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Commento 6593 di alfredo romeo del 24/12/2008


Santa a maronna !
marco, ma nessuno dei tuoi amici e colleghi t'ha mai suggerito, in confidenza, di non parlare mai di certe cose per telefono?
quella zoccola...ma è l'ABC!
ora con la tua "capa fresca" ci vai di mezzo non solo tu ma tutta la compagnia.di suonatori!
San Gennaro, aiutaci tu!


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Commento 6592 di christofer giusti del 24/12/2008


"MA PERCHA' PARLATE DELL'ARCHITETTURA???? QUESTA NON C'ENTRA .DELL'UOMO POI...OGNUNO PENSI QUEL CHE VUOLE"
Il fatto è che secondo il mio modesto parere tale sua architettura è l'espressione dell'appartenenza a tale vizioso sistema, non potrebbe essere altrimenti. Essa è arrogante e invadente, piuttosto che ipocritamente moralizzante.
Laddove si arrivi ad essa, l'archittettura, accettando come giusto prezzo l'imbroglio, la prevaricazione, la presunzione, assecondando poteri occulti e illeciti per la propria autoaffermazione, essa non potrà che essere criicabile alla pari dell'uomo che l'ha prodotta.
La chiave di tutto è l'umiltà, l'annoso lavoro e la costante dedizione, solo acquisita tale dote, una volta che uno è ben corazzato culturalmente e moralmente, probabilmente anche con l'età, può arrischiarsi ad accettare di lavorare (con atteggiamento critico) con personcine del calibro del Ligresti alias Finanziaria Sai, alias Pirelli etc.
Diverso è l'andarsele a cercare fidando nel "giro giusto".

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Commento 6587 di giovanni damiani del 23/12/2008


Scusate l'intrusione, voi direte che è dovere di cronaca e che è occasione di dibattito, francamente mi pare un certo sciacallaggio con tanto di giudizio morale appiccicato dietro.
Gli auguri di natale personalmente li faccio con altro spirito e con altre dediche.
Visto poi che una persona in questo paese è sacrosantemente innocente fino a che non dichiarato colpevole non vedo perché dover parlare dell'innocente Marco Casamonti.
auguri sinceri a tutti
giovanni damiani

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23/12/2008 - Paolo GL Ferrara risponde a giovanni damiani

Se c'è una cosa che non ho mai fatto in vita mia è lo sciacallaggio. Damiani, rileggi bene quello che ho scritto. Comunque sia, non avendo leccato il culo a nessuno durante i 45 anni della mia vita, potrei anche permettermi di fare la morale sull'onestà.

 

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Commento 6586 di Maurizio de caro del 23/12/2008


di che modello parli,Caro Paolo della fast-architecture che macina,stravolge e trasforma ogni ricordo di deontologia professionale?
ti riferisci forse alle cattedre come merce di scambio,ai cartelli si studi.
ai rapporti spregiudicati con la più spericolata delle imprenditorie?
volevi forse parlare delle riviste usate per pubblicare i lavori di quelli "che possono servire".
mi pare che piú che una persona in disgrazia(non ricordo molti architetti arrestati) si debba parlare della massima espressione di un metodo che esclude la reale libertà espressiva e l'uguaglianza dell'accesso alle grandi commesse.
mi dispiace Paolo ma il costruttore fa il suo mestiere ma è l'architetto che lo irretisce,lo intriga(non mi riferisco al solo inquisiti ma a tanti altri),costruisce un universo parellelo,esclusivo.
Pensa per esempio a quanti svendono la nostra professione accettando incarichi al massimo ribasso. Il regalo di Natale è vivere in un paese culturalmente esente da ipocrisie o idoltrie, che consideri la ricerca progettuale un valore non solo di moda e il valore della legalità operativa una prassi irrinunciabile.l
'architettura può scegliere o meno l'estetica ma non può rinunciare all'etica,questo dovrebbero saperlo(oltre agli inquisiti cui va la mia solidarietà umana) anche Babbo Natale.
Auguri
Maurizio De Caro /Maurizio de Caro Architect&Planners.

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Commento 6588 di christofer giusti del 23/12/2008


Mi è arrivata la notizia del pubblicato articolo su Casamonti..dalla mailing list di antithesi.
Bho, io l'ho già letto è ho già mandato fior di commenti su di esso.
I tra le righe, il non detto, le allusioni, mi trovano forse lento di comprendonio.
Io ho un amico che, fatte le superiori (un istituto commrerciale) trovò un'occasione di lavoro assai allettante, ma anche di gran responsabilità, si trattava della direzione di un'agenzia di assicurazioni.
Si mostrò abile, nonostante la giovane età era bravo, sapeva fare, aveva la dote innata, l'agenzia andava assai bene...era un enfant prodije.....!
Bene, questo mio amico era un ragazzo che aveva come punto d'arrivo far soldi, è sempre stato questo il suo pallino, farli e farli in fretta,ma non farli per accumularli da tignoso, farli per mostrare di averli, per fare lo splendido.
Era, ed immagino che sia tutt'ora, un generoso e uno spaccone.
Si montò la testa, cominciò a spendere i soldi dei premi, in cene, auto, vestiti, ricevimenti, fidando nel fatto di poter ripianare i buchi.
Fu la rovina.
fu denunciato,e alla fine, fu perseguito per truffa, per essersi appropriato, spendendoli, di non so quanti milioni.
Da allora è sparito, per noi di qui che continuiamo la nostra vita egli non esiste più.
Eppure lui era bravo nel suo lavoro, davvero, anche per fare l'assicuratore il talento conta, ma nessuno, ripeto nessuno gli ha più dato una seconda chance, nessuno gli ha proposto di nuovo un posto di assicuratore in virtù di tale talento e bravura, fidando nella sua redenzione.
E' dovuto emigrare!
Casamonti ha esagerato, ha approfittato della sua posizione di vantaggio e privilegio, ha pestato i piedi, snobbato e prevaricato troppe persone e ha favorito quelli che potevano favorirlo o quelli che gli leccavano il culo nel modo giusto o più allettante.
Lo ha fatto sapendo bene quel che faceva, non era un bambino!
Non è il solo, questo è sicuro; fanno più schifo i reconditi, altra grande verità. Si arrivi anche a quelli, si faccia tabula rasa.
l'umiltà è la virtù dei fessi, e Casamonti fesso non si riteneva davvero, visti i suoi modi sprezzanti, diunque che potenziale c'è in lui?.
tu vuoi scindere la parte cattiva dal potenziale buono...
ma qual'è questo buon potenziale?
per conto mio la sua architettura poteva piacere solo ai suoi intontiti e suonati e arroganti studenti, quelli che accettano di lavorare in uno dei suoi studi per 400 euro al mese, in condizione di estremo arrivismo e cruda competizione, perchè questo è il prezzo per fare l'architetto, per avere i canali giusti, per l'onore di poter scrivere sul proprio curriculum: "lavorato presso lo studio Archea".
La sua vuota architettura si presta solo a rappresentare persone come Ligresti, che cercano una grancassa per rappresentare la loro marcia magnificenza, ma che in cambio non danno nulla.
E non mi sembra che casamonti si sia messo in alcun modo in polemica con tal mecenate, nemmeno in meniera sottile come fecero: il Michelangelo, l Borromini, il Guarini.....egli anzi dice che ne è un pò innamorato.


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Commento 6589 di carlo alberto del 23/12/2008


Immagino , cari amici, che avrete letto con una certa cura le intercettazioni telefoniche. Me co...........mplimeto!! direbbe Gigi projetti.
Dico, avete letto? bene e attentamente?
Tu fai la cosa qui, dopo ti sistemo di la, lo stadio qui, il parco, Pietro fai la gara, e chiama al cellulare (con tale sicurezza) tutti, da Alfonso Femia alla segaligna Segantini (che sta progettando la cittadella della Giustizia a venezia.... capito, magari il posto è giusto) e poi un geometra di Merate che è ex assessore all'ufficio tecnico e che ha venduto l'area della Ticosa, in cui è consulente di archea.
Poi se fai quello magari poi il prossimo, quando io sono in giuria ti piazzo, e se magari il concorso è complicato e non sono sicuro organizziamo una banda (con metrogramma, 5+1 (è l'uno che non mi torna... magari ligresti) ,ma se devo vincere quelli che partecipano devono togliersi di mezzo, e se devo prendere un premio (a Venezia io c'ero) organizzo una festa a casa mia sul canal grande con Folin, dal Co e la giuria al gran completo.
Poi facci la torre delle arti e piazzo un edificio uguale a quello di Tirana, e se fossi il finanziatore mi farei scontare la parcella della metà, almeno. Poi faccio la cantina e la pubblico, prima della costruzione, ventisette volte, vado al convegno ,invito gli amici ..........

BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

A TANZI HANNO DATO 10 ANNI, E GLI STUDENTI DI ARCHITETTURA, CHE ADESSO HANNO CAPITO COME VANNO LE COSE, DALLA VERGOGNA DOVREBBERO OCCUPARE L'UNIVERSITA' PER QUESTO E NON CONTRO LA GELMINI.
L'ARCHITETTURA L'HA UCCISA IL MARCO NAZIONALE ALTRO CHE BALLE. E' COME VINCERE IL TOUR DROGANDOSI, FARE I CENTO METRI CON L'EPO E VINCERE LE OLIMPIADI.

MA PERCHA' PARLATE DELL'ARCHITETTURA???? QUESTA NON C'ENTRA .
DELL'UOMO POI...OGNUNO PENSI QUEL CHE VUOLE.


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Commento 6580 di Renzo Marrucci del 21/12/2008


L'arroganza è l'arroganza... Quello che è, e quello che appare...
La riflessione per essere seria dovrebbe svolgersi, a mio giudizio, su che cosa ha determinato il contesto sociale che ha consentito questo tipo di andamento che evidentemente va bene a molti...Troppi e non solo politici ed uomini di cultura. Come e che cosa ha corrotto l'ambiente e l'esercizio del potere amministrativo e politico e quindi sociale? Credo che in un paese serio la riflessione dovrebbe essere di questo tipo.... Salvo poi scagliarsi idividualmente o colletivamente contro questo o quel personaggio. Cioè, quest'ultimo atteggiamento può essere utile allo sfogo individuale e personale di chi su quel particolare tragitto ha subito l'arroganza e il malcostume ma poi non lascia traccia edificante e costruttiva nella coscienza morale di chi legge e di chi opera. La giustizia che compiti ha nel nostro paese? Si è in grado di svolgere il tema serenamente, senza le false trite tiritere di facciata?
Le istituzioni a cosa servono? L'esercizio di un potere serve solo a gratificare chi ne detiene in quel momento la funzione? E' sufficiente il controllo esercitato sull'operato delle istituzioni? Chi può comprendere la raltà delle cose come effettivamente accadono salvo casi eclatanti? Chi esprime le valutazioni su competenze specifiche? La politica delle idee che poi trasuda dalle istituzioni come permea l'ambiente sociale? La linea di comportamento sottaciuta e poi quella che contorce di fatto il sistema sociale e il sistema che quì dove noi si vive e non sulla TV e su cui raramente e in modo precario si interviene e semmai sulla spinta di qualche motivo o fumus anche questo politico?
Come è possibile costruire una società o sperare che una ricerca architettonica ritrovi le condizioni di riprendere in questa società se poi per avere quello che ti spetta devi ricorrere a vie contorte, umilianti e svuotanti estenuanti sull'interesse di cui non immagini lo scopo... Quale è il livello della società se non hai o trovi vie traverse... non vivi? Oppure accumuli frustrazioni e rinunce che è la stessa cosa ? E come entri nella società con normali aspettative di vita e di speranza? A chi fa l'architetto oggi senza avere aspettative protezionistiche o carriere politiche da intraprendere al riparo di veri e propri interessi di potere come troppo spesso accade... Quale futuro gli ritagli ? Io credo che occorra riflettere con serietà e capisco che possa costare una certa fatica... Eppure penso che molti leggerano queste righe scritte così... Indigeste comunque...

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Commento 6579 di christofer giusti del 20/12/2008


Caro Ferrara,
sono pienamente d'accordo con quanto hai detto!
il coraggio non è per tutti, non a caso Sciascia ne scriveva.
Però non si arrivi a dire adesso che il Casamonti ha lasciato la retta via perchè nessuno lo ha correttamente indirizzato.
Così si giustificano anche Mussolini e Hitler!
diciamo pure che quel "capogruppo" fa parte di quei colleghi/amici vigliacchi che hanno usato il Casamonti per i loro interessi.
Il fatto però rimane.


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Commento 6578 di Christofer Giusti del 20/12/2008


Caro Ferrara, rieccomi dopo lungo tempo.
E’ penoso constatare come Marco Casamonti sia stato abile nella persuasione. Egli però ha plagiato e esaltato soprattutto se stesso, al punto di credere di essere legittimato a farsi le regole “su misura”, in nome dell’unica architettura possibile: la sua.
Tutti coloro che lo hanno appoggiato o ne hanno esaltato il ruolo, hanno finto e fingono di essere compartecipi, emotivamente o intellettualmente coinvolti, solo per il loro sporco tornaconto.
Che gran amici, che gran intellettuali, che gran amministratori o imprenditori, che gran vigliacchi!
Si faccia dunque un bel repulisti, ma di tutte queste “brave persone” in vista o non in vista, siano esse Casamonti…..o non Casamonti!
eh, dio buono! (citazione della conversazione intercettata tra Marco Casamonti e Pietro Carlo Pellegrini).
Un altro piccolo e... ingenuo contributo alla sua grandezza:
con tutto il rispetto per l’annosa dedizione, la sincera passione, i meriti intellettuali, il talento vero o presunto, ossia, detto per inciso, per tutte queste cose che posso dire di condividere con il Casamonti, anche se io non ho riviste su cui sbandierarle e non sono professore, cito solo un episodio a testimonianza dei metodi del nostro:
concorso Anas 2005 per la rinaturalizzazione di un tratto autostradale e nuovo museo archeologico. Concorso internazionale in due fasi, con preselezone in prima fase di tre candidati finalisti in forma “anonima”.
Una bella e insperata chance per più giovani e meno giovani studi, uniti in associazione temporanea, e capeggiati da una società di ingegneria.
Felicissimi per il gradimento della commissione che li aveva selezionati, nel bel mezzo dell appassionato ed entusiastico approntamento della seconda fase, arriva al capogruppo una telefonata del Casamonti, già in rapporti con lui per altri lavori:
“Lascia perdere, è cosa mia”.disse il Casamonti
Così fu, Casamonti vinse!
Ritenete che ci sia molta differenza tra questa e le vicende per cui è Inquisito o è stato arrestato? che forse il suo probabile annoso adoperamento, foriero alla fine di questo concorso, legittimano il tutto, sia pure in nome di una sua presunta superiorità intellettuale o della superiorita tutta da dimostrare del suo progetto proposto per il concorso?
Ma è stato selezionato e ha vinto per il suo progetto o ha vinto perchè Casamonti?

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20/12/2008 - Paolo GL Ferrara risponde a Christofer Giusti

Caro Giusti, non conosco la vicenda "Anas" e il Suo commento riporta una denuncia molto pesante. Detto ciò, mi chiedo come mai il capogruppo di cui parla non abbia denunciato Casamonti. Vede, credo fermamente in ciò che diceva Leonardo Sciascia, ovvero che "il coraggio è una dote intera; a metà è falso eroismo". Il suddetto capogruppo, avendo accettato la cosa (certamente squallida e illegale), avrebbe dovuto agire e non lamentarsi. Non lo ha fatto poichè già in rapporti con Casamonti, dunque ne condivideva il sistema. E, presumibilmente, gli stava bene che Casamonti avesse il potere in gestione. Cordialità e buone feste.

 

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Commento 6577 di Renzo Marrucci del 19/12/2008


Milano dette in testa a tutti, buoni e cattivi, facendo una sorta di tamburello mediatico con magistrati e nomi sbandierati su pagine di giornali con tanta incompetenza mediatica trascinata da un facile illusorio furor che definire religioso mi par troppo per l'esagitazione di quegli anni... Quello che è fatto è fatto ma facciamone tesoro caro signor Piccardo, (mi permetta) se non è sicuro di quello che scriverà ci pensi. E' facile farsi prendere dal furore se specialmente si ha nel cuore qualche amarezza... a far del male in più se si può evitare è meglio... Non è solo questione di deontologia ma di qualità umana e la Toscana, si sà, è un ducato il cui colore è noto e se non hai una certa tessera non la spunti proprio...
speriamo che migliori anche se ci credo poco...Bisogna ricordare che il malcostume è un dato ambientale e culturale e se non è una attenuante è tuttavia una grave condizione che un giovane trova già di fronte a sè e se vuole andare avanti... La via non è larga caro amico te ne sarai accorto anche te... E se vivi in questo paese non fai un passo e non fai un decimo che politico non voglia... Ricordati che viviamo in un mondo così e... Quindi, stai attento nel tuo scrivere...
Grazie
Tuo Renzo Marrucci

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Commento 6572 di Leandro Janni del 18/12/2008


Nella mia complicata -ma credo coerente- vita da cittadino, architetto o ambientalista, ho sempre pensato che PROCESSO, CONTENUTO e REGOLA non possano essere disgiunti, separati.
Insomma: il fine NON giustifica il mezzo. I migliori auguri -comunque- a Marco Casamonti. E all'ITALIA.

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Commento 6576 di emanuele piccardo del 18/12/2008


caro paolo,
bravo come sempre sei lucido, puntuale e pungente.
Abitare ha aperto una discussione sul suo sito da una mail di Stefano Mirti, io sto scrivendo un articolo sul personaggio Casamonti che verrà pubblicato sia su Liberazione che Archphoto. Apprezzo il tuo scritto tranne la possibilità di redenzione del Prof. Casamonti (sospeso dalla docenza e dallo stipendio), un personaggio che ho contrastato nel mio piccolo dal 2002, scaltro e intrallazzone nel formare quel capolavoro dell'Aid'a (Agenzia italiana di architettura). Una associazione culturale che ha l'obiettivo di costruire una vera lobby di cui fanno parte docenti, progettisti, presidi. Casamonti è l'esempio di una pessima pratica in voga tra gli architetti, i quali dovrebbero ritornare a fare architettura con l'etica assumendosi una responsabilità sociale ogni volta che progettano o che si scelgono il committente. Perchè è vergognoso leggere le intercettazioni di Casamonti dove afferma la sua stima per Ligresti.
Un abbraccio
Emanuele

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18/12/2008 - Paolo GL Ferrara risponde a emanuele piccardo

Caro Emanuele, brevemente, ti racconto un fatto di mafia.
Nel marzo 1973, tale Leonardo Vitale, dopo essere stato arrestato nel 1972 e, successivamente, rimesso in libertà, si presentò alla Questura di Palermo per denunciare Riina, Provenzano e Ciancimino. Non fu creduto, o meglio: per le note compromissioni politiche mafiose, non si poteva ammettere tale verità. Fu rinchiuso in un manicomio criminale. Ne uscì anni dopo e fu subito ammazzato. Vitale era stato un killer, un uomo che, arrestato, era poi tornato in totale libertà. Ma si pentì e cercò di contribuire allo sradicamento dei corleonesi.
Detto ciò, vengo al dunque: chiunque può cambiare, persino un mafiso/killer, e chiunque può dare il personale contributo per combattere il malaffare.
Credo fermamente nell'onestà e combatto per essa, da sempre. Martedì scorso ho fatto una lezione/dibattito in facoltà sulla questione etica dell'architettura (le colpe e le responabilità degli architetti) e specificatamente sul "caso Gibellina Nuova". Ieri mi è è stato consigliato da qualcuno che "dire certe cose è pericoloso per la tua carriera universitaria". Ho risposto: "la carriera la facciano gli altri".
Tutto ciò non mi ha però mai portato ad avere l'assoluta certezza che chi ha sbagliato non possa cambiare. Sarà difficile che Casamonti possa cambiare? Non so esattamente il perchè, ma credo che lo farà.
Piuttosto, dove sono tutti quelli che lo osannavano? Pensa un pò: se Casamonti diverrà un uomo diverso, che faranno costoro? dovranno trovarsi un altro sedere da leccare! Minchia che risate che mi farò!
Un caro abbraccio

 

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Commento 6575 di Franco Porto del 18/12/2008


Sono molto colpito dell'arresto di Marco Casamonti.
Sarà stata fatale la sua doppia visione del fare architettura. Sono convinto che si muoveva nella consapevolezza di dover finanziare quanto di bello voleva poi realizzare. I successi fanno parte della sua ostinazione a svettare.
Lo ricordo a Genova per 7x70 con i Grandi dell'Architettura mondiale, un'organizzazione perfetta. L'ho invitato a Catania qualche anno fa e la sua generosità a "darsi" al pubblico lo ha stremato per le cinque ore di "professionale" conferenza.
Credo che di questi progetti non ci avrebbe mai parlato, sono da incasellare nella sezione "altro". Però è su questi che si inciampa.
Ha ragione Paolo che bisogna parlarne, anche perchè ne sentiremo parlare spesso dal momento che l'architetto partecipa sempre di più a competizioni come questa in cui le imprese hanno molta più esperienza.
Una caduta ci può stare. Sono sicuro che Marco si assumerà tutte le sue responsabilità.
Agli studenti va raccontata anche questa parte della storia......

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Commento 6574 di renzo marrucci del 18/12/2008


DEGLI AUGURI DI NATALE NE ABBIAMO BISOGNO TUTTI !
Ci sono storie e storie e quella dell'architetto Casamonti è ancor tutta da capire negli sviluppi delle indagini che la magistratura, credo, porterà avanti, spero, nel modo più serio possibile e certamente gli auguri di Natale gli vanno fatti e anche quelli di uscirne con il minor danno possibile e non mi riferisco a quello economico poichè seppure giovane il Casamonti non dovrà chiedere prestiti per difedersi o almeno me lo auguro per Lui. Conosco invece, e la cosa è grave, chi è stato tirato dentro in cose inesistenti o quasi e ha dovuto dar fondo ai suoi modesti risparmi per difendersi e vivere mentre si difendeva... La giustizia italiana sarà da rivedere? Vedo che in molti pensano di si! Noi la vorremmo più umana ed equilibrata e competente se è possibile, seria certamente ma che sia una giustizia aderente alla realtà il più possibile.... Ma lasciamo andare queste romanticherie... Che bella cosa lavorare in Toscana appoggiati, bene appoggiati si capisce... Non dirò da chi e lo si può capire... Ma che bellezza lavorare... Comunque è bello lavorare e fa bene al cuore e all'anima! Sarebbe da sperare anche questo! Più giustizia e più civiltà nella distribuzione del lavoro... Ma non mi prendete per ingenuo se formulo un sincero saluto... è un sincero augurio di Buon Natale che faccio di cuore agli architetti che amano questo mestiere al di là dei pregi che alcuni ne ricavano... e non solo a loro... Con la speranza dura a morire che fare l'architetto possa diventare più bello di quello che è oggi e non peggiore!... Perchè le cose possono anche peggiorare.... Mi bisbiglia qualcuno accanto... In buona sostanza io il regalo di Natale non lo aspetto! E' già un regalo quello che batte in petto...

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Commento 6573 di giuseppe caruso del 18/12/2008


L'indagato, d'accordo coi suoi legali, ammette i fatti, i fatti sono ignobili. Perché mai dovremmo essergli vicini?
Gli stiano vicino coloro che si sono resi -a vario livello- complici, per interesse, soggezione o quant'altro.
Io resto agli antipodi nell'intendere la professione e la vita: la mia solidarietà va a chi i torti li ha subiti e non arrecati.
Con l'augurio che queste indagini non rimangano un fatto isolato.

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18/12/2008 - Paolo GL Ferrara risponde a giuseppe caruso


Gentile Caruso, la Sua attenta lettura del mio articolo Le avrà chiarito da che parte mi schiero rispetto certe cose, e la storia di antiTHeSi lo dimostra ampiamente. Ma c'è un "però", che è strettamente legato alla fiducia che dobbiamo avere non solo nella Giustizia ma anche, e soprattutto, in chi, consapevole di avere sbagliato, si renda persona migliore. Infatti, "certe cose" esistono perchè sono le persone a crearle e, dunque, se le persone cambiano ecco che anche "certe cose" cambieranno.
Chi sbaglia deve assolutamente pagare, ci mancherebbe, ma dopo avere pagato che facciamo?...lo mandiamo all'Isola dei Famosi per riciclarlo? Suvvia, cerchiamo di essere persone di intelligenza riflessiva e non aggressiva: non difendo Casamonti, nè lo giustifico, ma ciò non toglie che non mi possa augurare che, capendo i propri errori, egli possa fare capire a molti altri che vivono la professione all'opposto di come la vive Lei che non vale la pena finire in galera e rovinarsi perchè si vuole sempre di più.
Non amo Casamonti, ma non ha senso combattere l' "uomo": si combattone le idee e queste, si sa, l' uomo può cambiarle.

 

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